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Articoli pubblicati nella categoria "Assistenza"

Assistenza, Calendario, Convenzioni, Malattia, Maternità »

| 5 maggio 2013 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 343 VOLTE | SHORT URL |
mag
18

Segnaliamo ai soci ACTA, che abbiano aderito ad una delle forme di copertura sanitaria mutualistica sottoscritte con Insieme Salute, che è convocata in data 18 maggio 2013 alle ore 10.00 presso Cascina Cuccagna l’assemblea STRAORDINARIA e ORDINARIA dei soci.
Ricordiamo che la Società di Mutuo Soccorso Insieme Salute è una mutua sanitaria che offre e garantisce ai propri soci assistenza sanitaria ed economica ad integrazione della Sanità Pubblica. Insieme Salute non ha fini di speculazione e di lucro e si basa sui principi della mutualità e della solidarietà tra i soci, che invita a partecipare attivamente alla vita sociale della mutua.
Quest’anno l’assemblea ordinaria, che ha per oggetto la discussione e approvazione del bilancio, la relazione del Collegio sindacale e la nomina di tre nuovi membri del Consiglio di Amministrazione, sarà preceduta da una parte straordinaria che dovrà modificare lo statuto sociale al fine di recepire le novità legislative introdotte con il D.L. 179 del 18/10/2012.

Dove:
Cascina Cuccagna
via Cuccagna 2/4, angolo via Muratori
Milano


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Calendario, Eventi, In evidenza, Maternità »

| 2 maggio 2013 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 342 VOLTE | SHORT URL |
mag
23
17:00

Giovedì 23 maggio dalle 17 alle 19,  ci vediamo a PianoC in Via Simone d’Orsenigo 18 a Milano, per parlare di indennità di maternità e congedi parentali per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS e alle casse private.

Interveranno sull’argomento Federica Brandolini, avvocata e Samanta Boni, consigliera ACTA.

I tre punti chiave che verranno affrontati:

1. indennità di maternità e congedi parentali: cosa sono, a chi spettano e quando;

2. quanto spetta: modalità di calcolo;

3. come fare richiesta: esempi pratici e considerazioni utili.

Si parlerà anche della Dote Conciliazione prevista dalla Regione Lombardia.

L’incontro è gratuito e per iscriversi è necessario mandare una mail a raffaele.giaquinto@pianoc.it

Per ulteriori dettagli: http://www.pianoc.it/coworking/anche-gli-autonomi-vanno-in-maternita/


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In evidenza, Leggi e Norme, Malattia, Maternità »

| 8 aprile 2013 | UN COMMENTO | LETTO: 1.667 VOLTE | SHORT URL |

Pubblichiamo un’intervista di Barbara Imbergamo a Samanta Boni a commento del recente adeguamento dell’INPS a seguito della petizione di ACTA.

Barbara: Il sito dell’Inps è stato finalmente aggiornato. Anche i liberi professionisti ora hanno la possibilità di richiedere indennità di malattia domiciliare e congedo parentale (ovvero maternità facoltativa). Ci racconti brevemente cosa significa?

Samanta: Fino alla fine del 2011 i liberi professionisti, non avevano diritto alla malattia domiciliare né alla maternità facoltativa, ma solamente all’indennità per degenza ospedaliera e alla maternità obbligatoria (5 mesi), a differenza di tutti gli altri lavoratori iscritti alla Gestione Separata, come cocopro e altri parasubordinati che già ne godevano, pur pagando la stessa percentuale di contributi destinati alla copertura di queste tutele. Col decreto Salva Italia del governo Monti è stato stabilito che dal 1° gennaio 2012 anche i liberi professionisti iscritti alla gestione separata avessero diritto a queste indennità, ma, di fatto, fino ad ora la modulistica e le procedure dell’Inps non erano state aggiornate. Potevano fare richiesta i cocopro e i titolari di assegni di ricerca ma non i liberi professionisti. Per più di un anno l’INPS ha negato contro legge due diritti sacrosanti di noi professionisti. In data 28/03 i moduli sono stati aggiornati, così come il sistema online che ora, finalmente, prevede anche la nostra categoria. Restano fuori, invece, i professionisti che hanno un’altra copertura previdenziale e che non versano lo 0,72%, come i pensionati e gli iscritti a due casse per esempio alla gestione separata e alla gestione commercianti – come ad esempio i soci amministratori di srl – loro non sono compresi. Continua a leggere »


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Malattia, Maternità, Primo Piano »

| 4 aprile 2013 | 18 COMMENTI | LETTO: 4.354 VOLTE | SHORT URL |

Siamo molto soddisfatti! La nostra petizione e le nostre pressioni hanno conseguito l’obiettivo che ci ponevamo!

L’INPS ha finalmente aggiornato i moduli e le procedure di domanda per la malattia domiciliare e i congedi parentali, includendo i liberi professionisti.

I monologhi di Valeria


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Malattia »

| 27 marzo 2013 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 2.218 VOLTE | SHORT URL |

Una nuova circolare dell’INPS, Circolare numero 47 del 26-03-2013, aggiorna gli importi per le prestazioni di malattia delle diverse categorie di lavoratori autonomi, tra cui anche gli iscritti alla gestione separata.

La circolare si riferisce a TUTTI gli iscritti alla Gestione Separata per quanto riguarda sia la malattia ospedalizzata sia la malattia domiciliare, recependo quindi la norma approvata con il decreto Salva Italia, che estendeva anche ai professionisti il diritto alla malattia domiciliare.

Il sito dell’INPS tuttavia non è stato ancora aggiornato ed il sistema online non prevede ancora la nostra categoria.


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Assistenza, Diritti, Donne, Maternità, Primo Piano »

| 28 febbraio 2013 | 5 COMMENTI | LETTO: 1.410 VOLTE | SHORT URL |

Dopo oltre un anno dall’approvazione della legge, l’INPS aggiorna il sito web e segnala che il congedo parentale spetta anche a coloro che

siano iscritti alla gestione separata in qualità di professionisti, di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e non siano titolari di pensione o iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Le condizioni per accedervi sono che:

  • possano far valere almeno 3 mesi di contribuzione nei 12 mesi presi a riferimento ai fini dell’erogazione dell’indennità di maternità/paternità;
  • sussista un rapporto di lavoro ancora in corso di validità nel periodo in cui si colloca il congedo parentale;
  • vi sia l’effettiva astensione dall’attività lavorativa.

È un primo passo verso il riconoscimento di un diritto da noi richiesto con la raccolta delle firme.
Abbiamo dapprima ricevuto un messaggio, pervenuto dalle direzioni INPS di 4 regioni (Lombardia, Marche, Sardegna, Abruzzo), con cui, traducendo dal burocratese, ci suggeriscono di presentare le domande e ci informano che hanno dato disposizione per la raccolta delle stesse in attesa di poter procedere all’erogazione delle indennità.

E ora il sito dell’INPS è stato aggiornato per quanto concerne i congedi parentali, ma non ancora per la malattia. Un aggiornamento incompleto e insufficiente: il sistema online non prevede ancora la nostra categoria, come si può vedere dallo screenshot qui sotto.

Un’ultima precisazione, il congedo parentale non spetta anche ai papà, se non in alcuni casi molto specifici, ovvero:

  • morte o grave infermità della madre;
  • abbandono del figlio;
  • affidamento esclusivo del bambino al padre;
  • adozione o affidamento non esclusivi, qualora la madre non ne faccia richiesta.

Un primo passo importante, una prima vittoria di ACTA, ma non è abbastanza. Continueremo la nostra battaglia fino a che non verranno erogate le indennità dovute (malattia e congedi parentali) a tutti i professionisti, uomini e donne, che ne hanno diritto, senza ritardi e senza inutili complicazioni burocratiche. Non arrendiamoci!


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Appelli e Lettere, Assistenza, Campagne Acta, Diritti, In evidenza, Leggi e Norme, Malattia, Maternità »

| 20 febbraio 2013 | 6 COMMENTI | LETTO: 861 VOLTE | SHORT URL |

Consegna avvenuta e primi segnali di adeguamento dell’INPS


Abbiamo raggiunto quota 1000 firme e, come annunciato, le abbiamo consegnate alle direzioni regionali dell’INPS su tutto il territorio nazionale via PEC. Nella giornata di lunedì, ciascuna sede ha ricevuto una nostra mail inviata da un indirizzo PEC @actainrete.it con allegato il testo della nostra petizione, le mille firme di tutti voi che avete aderito al nostro appello per chiedere il riconoscimento dei nostri diritti e il famigerato messaggio INPS n° 4143 del 07 marzo 2012 in cui l’INPS rendeva noto che, in accordo con quanto definito nel Decreto Salva Italia, a partire dal 1° gennaio 2012 il diritto alla malattia domiciliare e ai congedi parentali sarebbe stato esteso ai professionisti iscritti alla Gestione Separata.

Non siamo ancora stati convocati, né c’è stata alcuna comunicazione ufficiale da parte dell’INPS, ma già si iniziano a intravedere i primi effetti della nostra denuncia. Due nostri soci infatti, firmatari della petizione, hanno sollecitato le loro sedi INPS di competenza, facendo riferimento agli estremi di legge segnalati sul nostro sito. Dopo qualche giorno entrambi hanno ricevuto la liquidazione della loro indennità di congedo parentale e malattia domiciliare. Di seguito vi riportiamo i numeri delle pratiche evase:

  • Numero Protocollo: INPS.3400.15/10/2012.0150750

Congedo parentale – pagamento del 18.01.2013. Pratica numero: 473632

  • Numero Protocollo: INPS.5490.08/11/2012.0020218

Indennità di malattia – pagamento del 05.02.2013. Pratica numero: 478608

  • Numero Protocollo: INPS.5490.16/01/2013.0000928

Indennità di malattia – pagamento del 05.02.2013. Pratica numero: 489672

Ora dobbiamo far sì che questo avvenga per tutti coloro che di diritto hanno fatto domanda e non hanno ancora ottenuto le indennità dovute. Vogliamo che l’INPS riconosca di agire da più di un anno contro la legge e si adegui al più presto, evadendo le legittime richieste dei professionisti autonomi e semplificando le procedure per accedere alle indennità di maternità, congedo parentale e malattia.

Stamattina abbiamo chiamato la Direzione Regionale della Lombardia che ci ha confermato di aver ricevuto la petizione e che ci farà avere una risposta quanto prima. Speriamo sia così, altrimenti ci faremo sentire ancora!

In attesa di ricevere una risposta definitiva dell’INPS, invitiamo tutti quelli le cui domande di congedo parentale e malattia domiciliare sono state respinte a presentare ricorso online entro 90 giorni dalla ricezione del rifiuto. La procedura è piuttosto semplice. È sufficiente entrare nel proprio cassetto online dai Servizi per il cittadino sul portale INPS, accedere con il proprio Codice Fiscale e PIN e quindi selezionare la voce Ricorsi online. A questo punto seguite le istruzioni a video per caricare il vostro ricorso ed eventuali allegati. Il ricorso, anche se venisse respinto, è molto importante perché è l’unico strumento valido che potrebbe eventualmente essere impugnato in un’azione legale contro l’INPS e in ogni caso, di fronte a numerosi ricorsi per le stesse istanze, l’INPS sarà tenuta a prendere al più presto una posizione.
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Leggi e Norme, Malattia, Pensione, Previdenza »

| 13 febbraio 2013 | UN COMMENTO | LETTO: 1.111 VOLTE | SHORT URL |

ACTA ha provveduto, grazie al contributo dei suoi soci, ad aggiornare le parti relative a Contributi, Pensioni e Malattia.
Un aggiornamento che aiuta a fare chiarezza sui nostri tanti oneri e sulle (poche) prestazioni a cui abbiamo diritto.


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Appelli e Lettere, Diritti, Fisco, Malattia, Maternità, Politiche del lavoro, Previdenza »

| 28 gennaio 2013 | 3 COMMENTI | LETTO: 1.137 VOLTE | SHORT URL |

ACTA sottopone a tutti i candidati alle prossime elezioni politiche 5 punti programmatici per la valorizzazione del lavoro autonomo professionale e per una maggiore equità nei confronti delle nuove tipologie di lavoratori e chiede l’adesione alla campagna “Dica: no 33!”

Un piano in 5 punti

1) Un impegno immediato a fermare l’aumento INPS. Dica: no33!

Siamo lavoratori indipendenti, come professionisti, artigiani e commercianti. Ma il nostro prelievo contributivo è del 27%, mentre il loro è rispettivamente del 14% e del 21% (sono previsti aumenti, ma a regime non supererà il 24%). In dieci anni la nostra contribuzione INPS è passata dal 10% all’attuale 27%. E se non sarà cambiata la legge approvata nel 2012, arriverà al 33%. Questo significherà la morte delle nostre attività, in un momento in cui tutti stiamo già lottando per la sopravvivenza economica.

Chiediamo l’equiparazione della nostra contribuzione a quella di tutti gli altri lavoratori autonomi e da subito il blocco del previsto aumento al 33%.

Nel rispetto della Sua visione e in coerenza con le politiche che vorrà perseguire nella prossima legislatura, Le chiediamo di impegnarsi a non gravare il lavoro indipendente professionale di un ulteriore carico che non può più tollerare.
Dica: no33!

2) La valorizzazione del lavoro professionale autonomo come strumento di flessibilità.

In questa fase di pericolosa perdita di produttività complessiva del sistema Italia cresce la consapevolezza dell’importanza di stabilire, in mercati globali sempre più competitivi e in produzioni sempre meno standardizzate, misure in grado di incrementare produttività e innovazione, con vari strumenti tra cui l’incentivazione della mobilità e della flessibilità di prestazioni e tempi. Noi lavoratori autonomi professionali collaboriamo al business delle aziende-clienti, fornendo competenze specialistiche necessarie all’innovazione e integrandoci con la massima flessibilità nei processi di produzione e di creazione di servizi, nel rispetto delle esigenze organizzative e degli obiettivi previsti dai committenti. Lo sviluppo delle forme di collaborazione autonoma professionale nasce proprio da queste esigenze di innovazione e di flessibilità delle imprese. Noi lavoratori della conoscenza, che investiamo sulla nostra formazione e aggiornamento professionale, che accettiamo di lavorare ed essere valutati per obiettivi, che ci assumiamo i rischi della nostra occupazione siamo un’area di lavoro preziosa per l’economia, ma il nostro contributo non é riconosciuto e valorizzato.
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Appelli e Lettere, Diritti, Maternità »

| 22 gennaio 2013 | 10 COMMENTI | LETTO: 2.153 VOLTE | SHORT URL |

Questa è la mia storia, traduttrice freelance, 34 anni, 2 figli di 3 anni e 15 mesi, iscritta dal 2005 alla Gestione Separata INPS, socia ACTA.

Nel 2009 ho chiesto l’indennità di maternità per la mia prima gravidanza. I pagamenti sono arrivati puntualmente ogni mese a partire dal mese successivo all’entrata in congedo. Il periodo di calcolo della maternità era a cavallo di due anni (2008 e 2009), ma al momento della domanda (luglio 2009) disponevo solamente dell’UNICO 2009 relativo ai redditi 2008. Pertanto il calcolo ai fini della liquidazione era parziale. L’anno successivo, a settembre 2010, con alla mano l’UNICO 2010 relativo ai redditi 2009, considerando che il mio reddito era lievemente superiore a quello del 2008, decisi di chiedere il saldo della mia indennità di maternità. Dopo un paio di mesi mi sono vista accreditare sul mio conto quasi 1000€ di saldo. Non sono tanti, pensai, ma meglio nelle mie tasche che nelle casse dell’INPS. Mi spettavano di diritto, ma se non li avessi reclamati, nessuno me li avrebbe dati.

Nel 2011 la storia si ripete… con alcune differenze sostanziali.
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