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La drammatica vicenda finanziaria che interessa il nostro paese può e deve essere letta da un altro punto di vista.
Appare ormai con molta chiarezza che, per salvare le banche, il sistema ha deciso di togliere risorse al lavoro. Inasprimenti fiscali (come quello sull’IVA) e contributivi (come quello paventato dal sen. Cazzola ai danni della Gestione Separata INPS), sono soltanto il primo assaggio di misure ben più gravi che saranno varate in autunno.
La nostra protesta non ha alcuna possibilità di essere ascoltata perché la situazione finanziaria è troppo grave. E non saremo certo gli unici a dover pagare. Pagheranno i consumatori, tutti i lavoratori e tutti i piccoli risparmiatori. Si salveranno – forse – le banche.
Il default della Grecia trascinerà anche il nostro paese. Tanto vale prepararci. E magari giocare d’anticipo. Le fonti informative sono numerose. Invito a leggere questo articolo sulla composizione del debito pubblico italiano (http://sollevazione.blogspot.com/2011/05/contro-inchiesta-sul-debito-pubblico.html ), le analisi del financial times sull’insostenibilità del debito mondiale (http://www.ft.com/intl/cms/s/0/21df1e0c-d3c4-11e0-bc6b-00144feab49a.html#axzz1Xq5tJdlh), le riflessioni che in alcuni ambienti si stanno facendo sul possibile default italiano e la conseguente uscita dall’Euro: (http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2011/mese/09/articolo/5350/), e le analisi che si stanno facendo sulle possibili exit strategy (http://www.alternativa-politica.it/2011/09/la-crisi-va-veloce-di-marino-badiale-e-fabrizio-tringali/#more-621 ).
E’ vero, sono cose troppo grandi per noi e sotto sotto ognuno di noi spera che ce la faremo, sia pure a costo di grandi sacrifici. Ma se il nostro paese non ce la potesse fare?
Autore: Romano Calvo
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| Secondo dati Eurostat, nel 2008 il prelievo fiscale e sociale sui redditi da lavoro dipendente italiani è stato molto più alto di quello del Regno Unito, della Germania, della Spagna, della Francia e persino della Svezia, paese scandinavo in cui tradizionalmente il peso delle tasse sul reddito è molto alto.
Facendo un calcolo estremamente preciso ed ex post, sul mio reddito di professionista con Partita Iva degli anni 2009 e 2010, il complessivo prelievo fiscale e contributivo sul reddito percepito (che non è il fatturato) si è attestato sul 45,8% (su un reddito medio di 63mila euro). |
Paese | % di tasse e contributi sociali su compensi degli occupati |
| Regno Unito | 26,1% | |
| Spagna | 30,5% | |
| EU (27 paesi) | 36,5% | |
| Germania | 39,2% | |
| Francia | 41,4% | |
| Svezia | 42,1% | |
| ITALIA | 42,8% | |
| Fonte: Eurostat. Cfr. Stefano Perri, ”Il falso paradosso del costo del lavoro”, Economia e politica, 3 Gennaio 2011. | ||
Autore: Romano Calvo












