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Indennità di malattia. Pochi spiccioli per pochi freelance

9 novembre 2018 Malattia

Indennità di malattia: solo 25 risposte valide al sondaggio. Un numero molto basso che va letto considerando che molti freelance non hanno diritto a questa indennità (ad esempio tutti coloro che sono iscritti alla gestione commerciale e artigiana, ma anche i professionisti di alcuni ordini), e che pochi, tra coloro che avrebbero diritto, ne fanno richiesta, un po’ perché non sanno di avere questa possibilità, un po’ perché in molte situazioni “il gioco non vale la candela”: procedure non semplici, dall’esito incerto e comunque si tratta di pochi soldi.

Le domande presentate

Le richieste presentate sono relative a degenza ospedaliera e malattia domiciliare in 11 casi, a sola malattia domiciliare in 10 casi e infine a sola degenza ospedaliera in 4 casi.

Non sempre sono state seguite le corrette procedure, che per la malattia domiciliare richiedono grande tempismo. Come riportato sul nostro sito è importante che la domanda venga effettuata entro il giorno successivo all’inizio dell’entrata in malattia e che il medico invii il certificato telematicamente all’INPS.
Invece in un caso il medico non ha inviato il certificato e in qualche caso la domanda è stata presentata in ritardo.
Le procedure e i documenti da presentare non sono chiaramente definiti e non sono sempre gli stessi, come indicato da un rispondente:

A luglio 2017 (ossia 4 mesi dopo la presentazione della domanda, trascorsi nel più totale silenzio da parte dell’INPS), a seguito di una mia richiesta di informazioni sullo stato della pratica, mi viene chiesto di inviare:

  • copia del certificato medico (che era stato già trasmesso telematicamente dal medico di base e risultava a me consultabile sul sito; peccato che il funzionario affermasse di non poter accedere a tale risorsa, il che è alquanto assurdo)
  • UNICO 2017 (da notare che nel 2015, sempre nel primo trimestre, avevo presentato una domanda di indennità di malattia con le stesse modalità e la prestazione era stata liquidata senza che l’INPS avanzasse tale richiesta)
  • Modulo SR163 con le coordinate bancarie (come sopra: nel 2015 la prestazione era stata liquidata senza necessità di tale modulo)
  • Documento di identità.

Chiaramente, parlare con il funzionario INPS che mi aveva contattata telefonicamente per richiedere tali documenti aggiuntivi risultava impossibile: l’unico modo per ottenere informazioni è stato il Contact Center.

Domande che non hanno ancora avuto risposta

In 14 hanno ottenuto i soldi, 11 non ancora, e di questi 6 sono riferiti a malattie del 2016 e 2017 e quindi potrebbero non arrivare più.

Ecco alcuni commenti di chi non ha ancora ottenuto nulla.

“Difficoltà dovute principalmente alla necessità di dover inserire manualmente dati contributivi e reddituali già in possesso dell’INPS. Il sistema di gestione online della pratica è ‘antico’ (interfaccia lenta e datata).”

“Mi hanno chiesto un certificato di degenza ospedaliera, ma la richiesta era per 6 giorni di domiciliare. Ho provato ad approfondire la questione, e poi ho gettato la spugna…”

“Procedura lunga e complessa di inserimento dei dati online e al momento non ho ancora ricevuto alcuna indennità.”

“Impossibilità di notizie e procedure certe (ancora nessuna indennità dopo 2 anni).”

“Sono anni che le mie pratiche sono ‘in lavorazione’…”

Domande accolte

Considerando invece le 14 domande andate a buon fine, la metà non ha incontrato difficoltà. Esse sono in gran parte in Lombardia.

L’altra metà invece ha scontato un po’ di inefficienze.

Ottenere l’indennità è stato un incubo. L’INPS sosteneva di non aver ricevuto il certificato medico, io lo vedevo caricato sul loro sito. Una volta visto, sono cambiate le regole per il pagamento su conto corrente. Ho dovuto fare richiesta in banca e mi hanno dato risposte contrastanti allo sportello e al numero verde. Hanno versato la somma in un ufficio postale, anziché in banca. La somma è tornata indietro. Un calvario.

Molte, difficoltà online e difficoltà con l’operatore telefonico

Richieste di documentazioni aggiuntive di provata malattia da infortunio

Mi hanno telefonato più volte per documentazione aggiuntiva

Inizialmente mi avevano negato la malattia perché dicevano che non c’erano certificati presentati. Così ho fatto ricorso mandando le schermate del sito INPS e hanno annullato il rigetto e pagato dopo poco tempo la malattia.

1) Un punto della richiesta online non era chiaro e precisamente: Numero giornate lavorate o comunque retribuite nei 12 mesi precedenti l’evento di malattia* Trattandosi di freelance non è chiaro come calcolarli. Io ho diviso il minimale di reddito del 2016 per 365 per ottenere un importo giornaliero; in seguito ho diviso il mio reddito del 2016 per questo importo ottenendo così un numero di giornate indicative.
2) L’INPS ha rifiutato la domanda di indennità di malattia affermando che il certificato medico non era pervenuto. In realtà il medico l’aveva inviato ma era rimasto arenato in qualche ufficio. Dopo numerosi solleciti di persona alla sede provinciale dell’INPS la pratica si è sbloccata.

Quanti soldi?

Le indennità riconosciute si riferiscono a malattie in media di 18 giorni e con durata massima di 33 giorni e la cifra ricevuta va da un minimo di 60 euro a un massimo di 747 euro, con una media di 340 euro complessive considerando sia indennità domiciliare che ospedaliera.

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