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Malattia e maternità: pochi freelance vi accedono, perché? Partecipa al sondaggio.

7 settembre 2018 Diritti, Malattia, Maternità

Solo pochi freelance iscritti alla gestione separata dell’INPS accedono alle prestazioni assistenziali per maternità e malattia e il loro numero è in diminuzione. In particolare, l’indennità di malattia è richiesta solo raramente.

Il risultato è che a fronte di uno 0,72% che versiamo sotto forma di contributi per garantirci queste prestazioni, riceviamo sotto forma di indennità solo lo 0,3%, ovvero meno del 40%!

Per capire le cause di questo sbilanciamento lanciamo un doppio sondaggio rivolto a chi ha fatto domanda per accedere a indennità di malattia e maternità. Il sondaggio è rivolto a tutti i freelance e artisti, anche se iscritti ad altre gestioni previdenziali obbligatorie, per ricostruire un quadro più ampio della situazione ed avere elementi di confronto.

Se a partire dal 2016 hai presentato domanda di

indennità per maternità:

Compila il questionario MATERNITÀ

indennità per malattia:

Compila il questionario MALATTIA

Diminuiscono gli iscritti alla gestione separata INPS che accedono a maternità e malattia

L’INPS ha avviato un’operazione di trasparenza, rendendo accessibili molte banche dati e pubblicando numerosi e dettagliati rapporti.
In particolare per conoscere le prestazioni erogate è stato utile il rapporto generale 2016, Tomo III, nella sezione dedicata ai parasubordinati.

Pochi iscritti accedono alle diverse prestazioni assistenziali e il loro numero è in diminuzione.

In percentuale su iscritti, aumentano i beneficiari di indennità di maternità, ma diminuiscono i beneficiari di indennità di malattia

In parte questa riduzione è spiegata dalla contrazione degli iscritti alla Gestione separata INPS come conseguenza dei cambiamenti normativi (dalla legge Fornero al Jobs Act) che nel riordinare i contratti di lavoro  si proponevano anche l’obiettivo di ridurre il ricorso alle collaborazioni.

Il grafico successivo mostra questa riduzione. Il dato che ci interessa è quello relativo ai contribuenti esclusivi, ovvero non iscritti ad altre casse previdenziali e non pensionati, e che perciò sono tenuti a versare lo 0,72% del reddito imponibile per la tutela assistenziale.

I beneficiari diminuiscono anche in percentuale al numero degli iscritti se consideriamo le indennità di malattia. E’ invece in aumento la percentuale di coloro che hanno beneficiato di assegni familiari e di prestazioni legate alla maternità. E’ tuttavia ancora molto basso il peso di chi ha utilizzato i congedi parentali.

Un bilancio sbilanciato tra contributi e prestazioni

La tavola successiva permette di mettere a confronto i dati su prestazioni erogate (rapporto generale INPS 2016, Tomo III), numero di contribuenti (fonte INPS, Statistiche in breve, 2018), contributi versati (stimati sulla base del reddito medio e del numero dei contribuenti esclusivi).

Si può osservare che a fronte di un totale di oltre 120 milioni di euro di contributi assistenziali (il famoso 0,72%), sono state erogate prestazioni per complessivi 46 milioni di euro (che corrisponderebbe allo 0,3%).

Indennità 2016
malattia ospedalizzata 272.250
malattia domiciliare 575.210
assegni familiari 13.439.194
maternità/paternità 30.568.476
congedo parentale 1.336.660
Totale indennità erogate 46.191.790
N° iscritti esclusivi (che versno 0,79% per assistenza) 731.275
Redditi complessivi degli iscritti esclusivi 15.195.163.225
Contributi versati per assistenza da iscritti esclusivi 120.041.789
Indennità/contributi 38,5

Quali le cause del divario tra contributi ed erogazioni di maternità e malattia?

Questa differenza può avere più ragioni:

  1. Molti iscritti alla gestione separata non sanno di avere questi diritti;
  2. È impegnativo accedere alle prestazioni a causa di complicazioni e lungaggini burocratiche;
  3. Paghiamo troppo rispetto alle indennità erogate (che specie per la malattia sono davvero basse) o ci sono vincoli reddituali di accesso troppo restrittivi. Ciò significherebbe che ci sono ampi spazi per aumentare le prestazioni, ad aliquota invariata.

Alcuni anni fa avevamo fatto un’analoga verifica sui dati del 2012 ed era risultato un rapporto prestazioni/contributi pari al 41%, i dati del 2016 indicano un rapporto pari al 38,5%, quindi un ulteriore peggioramento.

Un doppio sondaggio su maternità e malattia per approfondire

Nell’obiettivo di approfondire la situazione e anche di sensibilizzare i freelance rispetto ai loro diritti, lanciamo un doppio sondaggio che rivolgiamo a tutti coloro che negli ultimi 3 anni hanno fatto domanda per accedere all’indennità di maternità e/o a quella di malattia.

Il sondaggio è rivolto a tutti i freelance, non solo agli iscritti alla gestione separata, per cercare di ricostruire un quadro più ampio delle difficoltà e dei ritardi che riducono le già scarse tutele del lavoro indipendente.

ACTA

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