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Cinque domande indipendenti per i politici italiani

28 febbraio 2018 Lavoro

Cinque domande indipendenti per i nostri politici, alla vigilia delle elezioni.

Le domande indipendenti dei free-lance e lavoratori autonomi, sono quelle che ACTA pone attraverso 5 domande strategiche, alla ricerca di risposte concrete.

 

Acta con le sue domande indipendenti, ha chiamato a raccolta, in un incontro pubblico, che si è svolto presso la Fondazione Feltrinelli a Milano, alcuni rappresentanti dei partiti, candidati alle imminenti elezioni politiche del prossimo 4 marzo.

 

Fondazione Feltrinelli Domande Indipendenti ai Politici

 

Il popolo delle partite iva e dei lavoratori autonomi, concretamente in forte crescita (circa 4 milioni e mezzo) e ancora mal rappresentato dalla politica, esce allo scoperto, per porre “domande indipendenti” su certi temi fondamentali, dove ancora troppo poco si è fatto.

Le #domandeindipendenti proposte mirano a interpretare i dati della ricerca europea  I_WIRE ma in particolare la ricerca svolta su un campione di 900 free-lance italiani, che ha evidenziato molte inadeguatezze, con cui fare i conti.

 

Il sistema sta evolvendo rapidamente, il mercato del lavoro si sta trasformando e la politica è troppo ferma su dei falsi ideologici che non convincono più.

Il lavoro indipendente sarà il lavoro del futuro, quindi è fondamentale fare, da subito, delle riflessioni sociali, economiche, politiche specifiche, partendo da dati empirici riconosciuti.

 

ACTA ha proposto un dibattito pubblico, presso la Fondazione Feltrinelli, a milano, dove si è confrontata con alcuni referenti politici, su temi essenziali per il futuro del lavoro indipendente.

Ecco le domande indipendenti proposte.

 

1. Welfare: ampliare l’indennità di malattia e universalizzare la maternità.
Allargare la platea dei beneficiari a chi ha versato 3 mensilità di contribuzione su un arco temporale maggiore rispetto agli attuali 12 mesi e ampliare la definizione di malattie gravi. Istituire un’indennità di maternità universale.

 

2. Fisco: stessa no tax area uguale per tutti i lavoratori a 10.000 euro.
Omogeneizzare i meccanismi di detrazione fiscale di tutti i lavoratori e innalzarli a tutti a 10.000 euro. Estendere ai lavoratori autonomi il bonus degli 80 euro.

 

3. Equi compensi: partire subito dalla Pubblica Amministrazione.
Stabilire parametri di equi compensi e dare giusto valore alle prestazioni professionali, partendo con un tavolo di lavoro tra ARAN e associazioni del lavoro professionale autonomo.

 

4. Pensioni: misure di tutela per gli effetti del sistema contributivo.
Intervenire da subito con misure che garantiscano una pensione dignitosa a giovani e non giovani, che avranno una pensione solo contributiva, nella prospettiva dell’equità intergenerazionale.

 

5. Rappresentanza: bandi aperti a tutti i professionisti senza restrizioni.
Riconoscere ai professionisti che ne hanno titolo professionale pieno diritto alla partecipazione ai bandi pubblici, senza restrizioni legate ad appartenenza ad ordini o alla legge 4/2013.

 

Sul canale You Tube di Acta troverai i reportage della giornata con le risposte dei politici.

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