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Assegni familiari Gestione Separata. Difficile uscire dal tunnel.

7 febbraio 2018 Diritti, Vita da freelance

Assegni familiari e Gestione Separata INPS. In una lettera aperta al presidente INPS Tito Boeri, Barbara Imbergamo segnala le mille difficoltà per accedere a questo importante diritto.

 

Gentilissimo Tito Boeri,

da qualche anno sono una lavoratrice dipendente, ma nel periodo 2013-2015 ho lavorato con dei contratti a progetto.
Come ben sa chi è iscritto alla gestione separata, è possibile richiedere gli assegni al nucleo familiare solo l’anno successivo, ovvero quando è stata depositata la dichiarazione dei redditi per l’anno in cui si richiedono gli assegni. Per motivi diversi ho ancora alcuni anni da richiedere. Entro i cinque anni successivi, d’altro canto è possibile. Anche per solidarietà con tutti quelli che lavorano con partita IVA o sono iscritti alla gestione separata, mi sento di scriverle per segnalarle quali difficoltà (eccessive) si incontrano semplicemente per usufruire di un proprio diritto.

Le domande ridondanti della pubblica amministrazione

Per erogare gli assegni, l’Inps chiede all’utente di indicare dati che sono già in possesso dell’Inps o di altre amministrazioni pubbliche:

  1. La data di iscrizione alla gestione separata, un dato che, ovviamente, è in possesso dell’Inps che ha effettuato l’iscrizione. Perché allora viene richiesto all’utente?
  2. I dati sui redditi percepiti negli anni a cui si fa riferimento: visto che il dato deriva dalla dichiarazione dei redditi ufficialmente depositata, perché il sito dell’Inps non dialoga con quello dell’Agenzia delle Entrate?
  3. L’aliquota contributiva sulla quale sono stati calcolati i versamenti contributivi: altro dato, ovviamente, già in possesso dell’INPS che non solo stabilisce le aliquote per le differenti gestioni, ma che registra i versamenti eseguiti.

Ma non esisteva una legge che impediva alle pubbliche amministrazioni di richiedere dati che sono già in proprio possesso?

I blocchi del sistema informatico INPS per gli assegni familiari agli iscritti alla Gestione Separata

Nell’inserimento della domanda (effettuato dai patronati) possono accadere una serie di errori o intoppi.

  • Può capitare che una domanda sia bloccata perché il cap inserito è generico (ad esempio 50100) e non specifico.
  • Può capitare che una domanda venga bloccata perché il dato sui redditi inserito viene considerato “incongruo” con quanto dichiarato nella domanda precedente.
  • Può capitare che l’Inps sostenga che l’utente non è iscritto alla gestione separata nell’anno in cui ha regolarmente versato contributi in quella gestione.
  • Può capitare che l’Inps sostenga che tu non possa avere l’assegno della gestione separata perché nei primi mesi dell’anno eri iscritto, invece, nella gestione commercianti.
  • Può capitare che una domanda si blocchi perché il sistema dà un errore e resti in uno stato di “acquisizione” durante il quale non è possibile correggere gli errori, né inviarla, né cancellare la domanda, né ovviamente inserirne una nuova. Si può solo aspettare che il sistema la cancelli dopo 90 giorni.

In tutti questi casi non solo l’Inps non dialoga, non cerca di risolvere il problema, non richiede di correggere i dati errati o mancanti collaborando alla corretta compilazione delle domande. Semplicemente dà, tramite il sito, delle risposte difficilmente intellegibili.

Il ping pong tra patronato e Inps

Tutte le volte che la tua domanda incontra un problema che il patronato non può risolvere (perché non può intervenire sul sistema dell’Inps) ti viene detto di andare all’Inps. All’Inps ti vengono sistematicamente dati dei consigli che tu, utente, devi riportare al patronato perché l’Inps non può intervenire sul suo proprio sistema correggendo i dati sulle domande. Ovviamente quando arrivi al patronato si scopre che quelle cose che ti sono state indicate sono infattibili perché il sistema informatico non le accetta.

È davvero geniale il modo in cui nessuno ha più il dovere di dare delle risposte e di considerare “in carico” una domanda. È davvero geniale il modo in cui tutto dipende da un sistema informatico costruito male (a pensare bene) o il modo in cui provano a scoraggiarti (a voler pensare male).

Accade, dentro questo sistema, che si possano fare 5, 6, 7 viaggi tra Inps e patronato per ogni singola domanda, che si chiami il numero verde, che si scrivano delle pec, perdendo ore ed ore (mentre si parla di efficienza e di produttività).

Accade che nell’attesa che i 90 giorni dopo i quali il sistema informatico finalmente cancellerà la domanda sbagliata che blocca tutto, si avvicini pericolosamente la data in cui scadranno i 5 anni entro cui richiedere gli assegni. Il rischio è che poi per qualche altro errore (su cui non si potrà intervenire) svanisca la possibilità di richiedere l’erogazione di quanto dovuto.

La mia domanda protocollata 000000300157 attualmente bloccata “in acquisizione” – che non si può né completare né cancellare – verrà cancellata dal sistema il 24 febbraio. Il 15 marzo è l’ultimo giorno in cui io posso fare domanda per gli assegni del 2013. Prima di allora spero che lei possa darmi qualche risposta.

Un cordiale saluto,

Barbara Imbergamo

ACTA

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