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ActaDay, just a perfect day

È domenica, il giorno dopo di ActaDay. E Susi di Roma lancia una mail di primo mattino: perché non facciamo un post “di pancia”? Per raccontare un giorno che è sembrato a tutti pieno di energia, intelligenza, entusiasmo. Qui trovi le prime reazioni. Se c’eri anche tu, partecipa con un tuo commento. E se questa volta non c’eri… forse la prossima ti verrà voglia di partecipare.

Da Lucca Federico manda un commento che dà il titolo a questo post, tratto da “Perfect Day” un pezzo di Lou Reed: “Just a perfect day / you made me forget myself / I thought I was someone else / someone good. / Oh, it’s such a perfect day / I’m glad I spent it with you / Oh, such a perfect day / You just keep me hanging on / you just keep me hanging on / You’re going to reap just what you sow”.

Da Roma Francesca, la nostra vice president: “Per la prima volta in vita mia, sette ore di assemblea e… essere dispiaciuta che sia già finita. Siamo un@ meglio dell’altr@. Peccato che l’assemblea annuale sia una volta l’anno! ” Da Milano Enrica: “Capire di essere nel posto giusto, con le persone giuste per costruire soluzioni, idee e proposte con un contagio di energia positiva.” E Ugo: “Essere seduto a fianco di Daniela mi ha fatto sentire nel posto giusto: Acta dal vivo è ancora più bella che in rete.”

Da Milano Samanta: “Bologna ci ha accolti nel modo migliore: con il sole e tante belle persone desiderose di conoscere Acta e di contribuire all’associazione. Siamo sulla strada giusta. Quando usciamo “allo scoperto” e ci mettiamo la faccia, i riscontri sono sempre positivi e l’atmosfera costruttiva.” Da Roma rilancia Susanna: “Davvero è venuto fuori l’entusiasmo e lo spirito costruttivo e propositivo di tutti i soci e anche di quelli che ancora non lo sono. Parlare guardandosi in viso ci ha permesso di superare le barriere di luogo, di tempo, di età, di condizione, di carattere… Avanti così tutti insieme!” E da Torino commenta Barbara: “Inizia come un’allegra scampagnata, prosegue con un incontro pieno di idee e finisce con la sensazione di avere partecipato a qualcosa di utile e di bello. Che cos’è? L’ActaDay!”

Sergio lancia la sua riflessione: “Anch’io ho avuto la sensazione che un vero movimento dei freelance può nascere solo se all’azione del web si unisce la presenza fisica e lo scambio faccia a faccia, perché solo in questo modo si trasmette l’entusiasmo e la convinzione di potersi divertire, solo in questo modo si capisce quanto la gente ci crede e quanto è disposta a spendersi, pensare che con un budget di 12mila euro riusciamo a fare tutto quello che è stato detto e mostrato, si stenta a crederlo. Brave(i)” E Fabio risponde con una poesia: “La forza di coesione / che unisce le persone / (è solo l’inizio di una mia poesia che continua così) / unisce le molecole / e tutto ciò che vive / … / bisogna dargli un nome / più tecnico di amore / … / io la chiamo / collamore materia / un po’ colla / un po’ amore / tanta materia / :-)”

Ecco da Milano Cristina: “Vedere tante persone che apprezzano il nostro lavoro, ti dà la carica per andare avanti, ritrovarsi tra amici con cui condividi una battaglia un sacco di piacere.”. E Mico: “Bella atmosfera, un insieme di teste pensanti che si anima, dibatte, propone, avendo a cuore il proprio futuro e quello dei propri “colleghi”. Energia positiva e propositiva per aiutare la politica che la vuole ascoltare.” Elisa: “C’era tanto da dirsi che potevamo fare una due-giorni! E’ stato fantastico sentire tanta carica e voglia di confrontarsi. Splendido abbracciare finalmente persone con cui lavoro da un bel po’ di tempo, online”. Risponde da Genova Paola: “Ogni volta che mi riunisco in Acta è una festa, mi sento in un ambiente di amici e grandi professionisti. Ieri è stato un grande Acta Day e sono lieta di poter far ritorno in associazione per continuare a dare il mio modesto apporto, fiduciosa che anche le mie idee verranno ascoltate.”

Un commento pieno di soddisfazione arriva anche dalla presidente,  Anna scrive: “Pensavamo che organizzando ActaDay a Bologna, dove non esisteva un gruppo attivo, avremmo rischiato la sala vuota. Tutto il contrario: sala piena, pubblico partecipante e “resistente”  e  due socie pronte ad avviare Acta Emilia Romagna!”

Se ne hai voglia, scrivi qui sotto il tuo commento. E fai girare questa energia positiva fra i tuoi contatti.

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3 Commenti

  1. Daniela Fregosi in arte Afrodite K

    Non solo un giorno Perfetto ma anche un posto perfetto. Un ex convento ha dato alla giornata anche un significato più simbolico e oserei dire spirituale. Parlare dei lavoratori autonomi e dei loro diritti infatti vuol dire anche parlare della dignità delle persone e di un mondo migliore, di quei diritti di base e di quella giustizia sociale che si sta ormai perdendo per ridurre gli essere umani a dei numeri e a marionette da manovrare. In quel che cerchiamo di fare c’è molto più di ciò che pensiamo, l’essere umano che lavora è una cosa seria e molto profonda e quell’ex convento ce lo ha ricordato.

    15 Giu 2015
  2. Nicola D'Agostino

    È stato un pomeriggio molto istruttivo. Grazie.
    Ora, cari freelance emiliani e cari romagnoli, dobbiamo rimboccarCI le maniche!

    n.

    15 Giu 2015

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