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Lettera al presidente dell'Inps Tito Boeri

| 21 aprile 2015 | LETTO: 1.447 VOLTE | NESSUN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

Il 24 aprile partecipa allo Speakers' Corner e al Tweet Storming PER UN FISCO E UNA PREVIDENZA EQUI E SOSTENIBILI.

Di seguito riportiamo la lettera aperta della Coalizione 27F (di cui ACTA è parte integrante) al Presidente dell'INPS Tito Boeri. La lettera verrà consegnata fisicamente durante il Presidio - Speakers' Corner che si terrà il 24 aprile dalle ore 9:30 sotto la sede centrale dell'INPS a Roma, all'Eurvia Ciro il Grande . In contemporanea Tweet Storming con hashtag #JobsReAct.

 

Egregio Presidente Dott. Boeri,

siamo lavoratori, professionisti autonomi, atipici e ordinisti, parasubordinati, precari della ricerca, studenti, iscritti al programma 'Garanzia giovani'; Le scriviamo perché venerdì 24 aprile saremo sotto il suo ufficio, con un'intenzione chiara: poterLa incontrare, presentarLe le nostre istanze.

In queste settimane abbiamo letto con attenzione le Sue dichiarazioni: una vera e propria proposta di riforma del sistema previdenziale, che presenterà al governo entro giugno. Abbiamo notato la Sua insistenza sull'estensione in senso universalistico delle protezioni sociali, così come l'indisponibilità di Palazzo Chigi a prestarLe ascolto. Ci è chiaro: Lei ha in mente un nuovo INPS capace, riprendiamo le Sue parole, di combinare previdenza e assistenza. Non sono casuali, dunque, i Suoi espliciti riferimenti ad un reddito minimo di cittadinanza per gli over 55 che perdono il posto di lavoro e non possono accedere alla pensione; all'idea di ricalcolare le pensioni alte con il metodo contributivo per una redistribuzione delle risorse verso il basso (così auspichiamo e abbiamo capito); all'unificazione dei trattamenti previdenziali. Al centro l'«operazione trasparenza», in netta controtendenza rispetto alle politiche del suo predecessore.

Tutto molto importante, indubbiamente; ma se la direzione è quella di estendere in senso universalistico le protezioni sociali, ancora insufficiente. Oltre agli 'esodati' - da tutelare a ogni costo intendiamoci - c'è un mondo, il nostro, che in questo stato di cose non accederà mai ad una pensione dignitosa. Un mondo del lavoro che non dispone di ammortizzatori sociali, che è sottoposto a una pressione fiscale insostenibile, che non dispone di welfare né diritti.

Tanti, tantissimi, che giunti al bivio dell'insostenibilità hanno scelto di mutare la rabbia in proposizione; hanno sollevato il capo, cercato persone, confronti ed opinioni, in rete e in tante assemblee pubbliche; assieme abbiamo definito una prima serie di istanze che in questa lettera Le riassumiamo e che il 24 mattina vorremmo, con Lei, approfondire in colloquio. Le nostre richieste riguardano:

  • l'introduzione di correttivi solidaristici all'attuale sistema contributivo;
  • lo sblocco immediato dei pagamenti della DIS-COLL;
  • lo sblocco immediato per le indennità dei tirocinanti iscritti al programma 'Garanzia giovani';
  • la rivalutazione del montante contributivo, realisticamente conveniente, almeno  parametrata al rendimento dei titoli di Stato;
  • una “pensione minima di cittadinanza” indipendente dal montante contributivo accumulato;
  • un’aliquota della Gestione Separata effettivamente sostenibile; non solo il blocco degli aumenti previsto dalla riforma Fornero, ma l’avvio di un piano di riduzione sui parametri europei;
  • l'unificazione delle prestazioni previdenziali: basta con le ricongiunzioni onerose o con i versamenti di contributi a vuoto!
  • l'avvio di un processo di unificazione delle casse previdenziali degli ordini professionali;
  • l'estensione universale del welfare (malattia, maternità, ammortizzatori sociali) e un reddito di base.

 

Riteniamo queste le premesse fondamentali per cambiare rotta e ripensare la previdenza e le protezioni sociali di un paese ‒ il nostro, lo ricordiamo ‒ affossato dalla crisi, dalla disoccupazione di massa, dall'impoverimento, dalla svalorizzazione del lavoro. Confidiamo nella Sua disponibilità a incontrarci, confermandoLe che la nostra mobilitazione non si fermerà fino a quando non otterremo risposte ‒ confidiamo, soprattutto, concrete.

Distinti saluti,

 

Coalizione 27 febbraio

 

(ACTA, ADU – Associazione degli avvocati Difensori d’Ufficio, ANAI – Associazione Nazionale Archivistica Italiana, Archivisti in Movimento, Assoarching, Associazione delle guide turistiche, Camere del Lavoro Autonomo e Precario – CLAP, Comitato per l’Equita Fiscale, Comitato Professioni Tecniche – Ingegneri e Architetti, F.N.P.I. – Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane, Geomobilitati – Geometri, IVA sei Partita, Inarcassa Insostenibile, Intermittenti della Ricerca – Roma, MGA – Mobilitazione Generale degli Avvocati, Rete della Conoscenza, Sciopero Sociale – Roma, Stampa Romana)

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