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Liberi professionisti a confronto: ordinisti e non

Sabato mattina sono andata a Piacenza nel bellissimo palazzo Farnese per portare il punto di vista dei freelance non ordinisti ad un seminario organizzato dall’ordine nazionale degli architetti. Obiettivo condiviso sottolineare l’importanza del ruolo dei liberi professionisti (ordinisti e non) per la crescita del nostro paese e rivendicare politiche adeguate alla valorizzazione delle professioni.

Alla Tavola Rotonda,coordinata da Maria Carla De Cesari del Sole 24 Ore erano presenti Leopoldo Freyere, presidente nazionale Ordine Architetti, Gaetano Stella, presidente Confprofessioni, il sociologo Pranstaller, Pierluigi Mantini, il senatore Treu e il sottosegretario all’economia Paola De Micheli.

È stata sicuramente una mattinata fruttuosa:

per prima cosa il fatto di essere stati invitati ad un seminario di ordinisti per rivendicare insieme il ruolo dei professionisti della conoscenza mi sembra una novità che fa ben presagire sviluppi futuri;

il mio intervento che ha ricordato i problemi legati a welfare e soprattutto fisco (che ci vede nella medesima situazione degli ordinisti) è stato molto apprezzato e condiviso dall’auditorium di architetti;

sia il senatore Treu sia il sottosegretario De Micheli hanno convenuto sull’attenzione che il governo ha deciso di porre sul tema dei professionisti e sul fatto che la riforma dei minimi, l’aliquota INPS, la formazione, le reti di impresa estese anche ai professionisti siano nell’agenda dell’esecutivo.

Tutti hanno dichiarato che i tempi sono maturi per affrontare la valorizzazione del lavoro autonomo, con animo libero da pregiudizi ideologici.

Tutto bene quel che finisce bene? Mah…

 

A noi restano sicuramente un (bel) po’ di timori:

  1. Come verrà affrontata la deducibilità delle spese di formazione? Verremo anche noi ingabbiati in un sistema di certificazione della formazione, che al posto di una grande opportunità si trasformerà in un nuovo balzello? (Pensate che la partecipazione al convegno di ieri per gli architetti dava diritto a crediti formativi… non proprio quello che abbiamo in mente quando parliamo di formazione come strumento indispensabile per manutenere il sapere.)
  2. Il senatore Treu ha sottolineato la necessità di fare uno statuto del lavoro autonomo che risponda anche alle esigenze di tutela della categoria. Treu insieme a Damiano hanno da tempo depositato una proposta  di legge che dimostra però di non aver colto davvero la natura delle nostre difficoltà e nonostante le dichiarazioni di interesse dimostrate, non sembra ci sia una genuina volontà di comprendere ed eventualmente modificare quanto già progettato negli anni passati.
  3. I decreti attuativi del Jobs Act attualmente all’esame della commissione lavoro affrontano due temi che ci riguardano e sembrano smentire le dichiarazioni di interesse, non tenendo affatto conto delle nostre esigenze e richieste:
    1. Il provvedimento sulla maternità non modifica il metodo di calcolo, né estende i congedi parentali ai padri, e neppure elimina l’obbligo di astensione dal lavoro (provvedimento a costo zero per altro).
    2. Il decreto sul riordino dei contratti sottolinea l’ipocrita distinzione tra professionisti ordinisti e non, dichiarando sempre lecite le collaborazioni e gli incarichi di lavoro autonomo per gli iscritti a ordine (compresi giornalisti, avvocati, medici, infermieri che come più volte denunciato vengono ingaggiati come “finte partite iva” per risparmiare sui costi o aggirare vincoli di blocco del turn over nella pubblica amministrazione). I lavoratori autonomi non ordinisti sono però ben menzionati nella clausola di salvaguardia di questo provvedimento laddove si dice che  “Nel caso in cui si verifichino, o siano in procinto di verificarsi, effetti finanziari negativi e in particolare scostamenti rispetto alla valutazione delle minori entrate di cui al comma I, il Ministro dell’economia e delle finanze provvede, sentito il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con proprio decreto, all’introduzione di un contributo aggiuntivo di solidarietà a favore delle gestioni previdenziali a carico dei datori di lavoro del settore privato e dei lavoratori autonomi.”

 

Martedì siamo stati convocati in commissione lavoro dove espliciteremo le nostre perplessità. Speriamo che siano davvero ascoltate e non paternalisticamente accolte e poi ignorate.

Il presidente Freyere ci ha lasciato annunciando di voler proseguire insieme in questo processo di valorizzazione culturale del ruolo dei professionisti per l’economia italiana: noi ci saremo come sempre.

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2 Commenti

  1. Andrea

    Speriamo nel meglio.

    21 Apr 2015
  2. Paola G

    Grazie, Cristina

    22 Apr 2015

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