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Se questo è lavoro: drizzate le orecchie, giovani stagisti!

| 6 marzo 2015 | LETTO: 421 VOLTE | UN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

Su un sito di incontro tra domanda e offerta di servizi linguistici è apparso qualche giorno fa, questo annuncio:

Servizio di traduzioni per Expo Milano

per un cliente cerco traduttori nelle combinazioni EN<>IT e FR<>IT per l'inserimento in un pool di stagisti che opererà in ambito Expo.
Chiaramente la proposta è per traduttori giovani e/o alle prime armi.
Chiedo l'invio di un CV conoscitivo e la disponibilità a una traduzione di prova per la selezione dei candidati.
Grazie e a presto.

PS: la data di consegna in calce indica semplicemente l'inizio dei lavori del pool di stagisti che si prolungherà per tutta la durata di Expo e per circa un mese a seguire.

Forse non tutti sanno che il contratto di stage (tecnicamente denominato “tirocinio” e suddiviso tra curriculare ed extracurriculare, ovvero tirocini che hanno luogo durante e dopo il corso di formazione istituzionale, rispettivamente) è stato recentemente regolamentato a livello regionale e che per l’EXPO in particolare è stato firmato un accordo che pone dei limiti all’utilizzo di questa forma di tirocinio. E’ abbastanza evidente che il timore, non certo campato in aria, è che rapporti di lavoro di questo tipo vengano utilizzati in alternativa a incarichi professionali o assunzioni a tempo determinato, che prevedono molte più tutele e limitazioni, e quindi maggiori costi per il committente. Dal punto di vista del lavoratore indipendente professionista, il rischio è che si approfitti di giovani in cerca di occupazione e di opportunità per affacciarsi al mondo lavorativo (come si dice: di fare curriculum) per realizzare di fatto forme di dumping lavorativo, in cui agli stagisti vengono richieste le medesime prestazioni di un professionista, senza riconoscere in cambio né tariffe adeguate, né condizioni di lavoro accettabili. Dal punto di vista degli stagisti, il pericolo è che si sfrutti la scarsa conoscenza di queste regolamentazioni (di competenza regionale, ma elaborate sul modello di linee guida nazionali) per imporre condizioni e tariffe inferiori a quelle previste dalle normative in vigore.

Nello specifico, secondo la normativa della regione Lombardia: ai tirocinanti  deve essere riconosciuto un compenso minimo (definito indennità di partecipazione) che va dai 400,00 euro ( 516,00 euro + ticket mensa nel caso dell’EXPO), ai 300,00 euro mensili, se comprensivo di buoni pasto o servizio mensa. Al tirocinante deve essere affiancato un tutor (non meno di un tutor ogni tre tirocinanti), dotato di adeguato titolo di studio, “responsabile dell’attuazione del progetto formativo individuale e dell’inserimento e affiancamento del tirocinante sul luogo di lavoro per tutta la durata del tirocinio, anche aggiornando la documentazione relativa al tirocinio” (ovvero la certificazione dei risultati conseguiti durante e alla fine del periodo di tirocinio). In ogni azienda (definita soggetto ospitante) è ammesso un numero limitato di tirocinanti, rapportato al numero complessivo delle risorse umane di cui si avvale l’azienda stessa (es: secondo la normativa regionale “strutture composte dal solo titolare o con risorse umane in numero non superiore a 5: presenza contemporanea di un solo tirocinante”, secondo l’accordo EXPO al massimo pari al 60% della forza lavoro).

Questo solo per dare un’idea, semplificata e generalizzata, dei diritti che spettano agli stagisti.

Nel caso dell’annuncio di cui sopra, ci sarebbe da chiedersi quanti tirocinanti siano compresi in un “pool di stagisti”, quali e quanti tutor li affianchino, se il rapporto tra risorse umane e stagisti sia conforme alle normative o agli accordi vigenti, e se le “indennità di partecipazione” siano quelle previste.

Questo sicuramente non risolverà il problema del dumping, tutt’altro, ma quanto meno, contribuendo alla diffusione e alla conoscenza  delle norme esistenti, potremo aiutare i nostri giovani colleghi ad acquisire maggiore consapevolezza dei loro diritti e a non rinunciare a quelle (scarse) tutele che sono state già loro riconosciute. A livello collettivo, questo contribuirà a contrastare il costante deterioramento delle nostre condizioni lavorative e a favorire la creazione di un mercato del lavoro più equo e consapevole.

Ragazzi, occhi aperti! Come si dice, uomo avvisato …

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