Acta l'associazione dei freelance

Vittoria? Ora inizia la partita!

| 18 febbraio 2015 | LETTO: 1.223 VOLTE | 29 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Il governo ha mantenuto la promessa di rimediare all’autogol commesso nei confronti dei freelance, ha bloccato l’aumento dei contributi per il 2015 e prolungato per un anno il vecchio regime dei minimi (con qualche pasticcio dovuto ad un intervento così tradivo).

Da mesi ci affannavamo in tutti i modi per evidenziare l’assurdità della nostra situazione, con incontri, audizioni alle commissioni, azioni sui media, sempre argomentando in maniera molto puntuale le nostre ragioni e richieste.

Niente da fare, venivamo sempre rimbalzati. Mancavano le risorse.

Alla fine siamo riusciti a farci ascoltare dal presidente del consiglio Matteo Renzi combattendo sul suo terreno,  con una mobilitazione crescente su Twitter, a forza di hashtag (il più apprezzato è stato #refurtIVA). E precipitosamente, in zona Cesarini, ieri mattina sono state trovate le risorse.

Una vittoria importante perché sembrava non ci fossero speranze e perché ci auguriamo sia il segnale di un’attenzione diversa ai freelance.

Ma il vero lavoro inizia ora!  #orainizialaPartita.

Nei prossimi mesi sarà necessario intervenire per eliminare ciò che per la terza volta è stato solo rinviato:  la spada di Damocle dell’aumento contributivo deciso con la Legge Fornero.

E ci aspettiamo di poter finalmente iniziare a lavorare per una risistemazione strutturale di fisco e previdenza e per la costruzione di un nuovo welfare per quella che rappresenta la parte più dinamica e innovativa del lavoro di oggi, in Italia come all’estero.

Un fisco più leggero, soprattutto per i redditi più bassi, e che non scoraggi la crescita per la paura di uscire dal regime di vantaggio. Una revisione del sistema degli anticipi e dei costi detraibili, da adeguare a chi ha come spese principali trasferte e formazione e non macchinari e capannoni.

Un sistema pensionistico contributivo da rivedere affinché  possa assicurare una pensione adeguata senza ricorrere ad aumenti contributivi insostenibili.

Un welfare che assicuri almeno alcune tutele di base, nelle situazioni di malattia lunga e incompatibile con il lavoro e  di disoccupazione.

Un lavoro difficile, ma che non può più essere rinviato.

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