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Vittoria? Ora inizia la partita!

Il governo ha mantenuto la promessa di rimediare all’autogol commesso nei confronti dei freelance, ha bloccato l’aumento dei contributi per il 2015 e prolungato per un anno il vecchio regime dei minimi (con qualche pasticcio dovuto ad un intervento così tradivo).

Da mesi ci affannavamo in tutti i modi per evidenziare l’assurdità della nostra situazione, con incontri, audizioni alle commissioni, azioni sui media, sempre argomentando in maniera molto puntuale le nostre ragioni e richieste.

Niente da fare, venivamo sempre rimbalzati. Mancavano le risorse.

Alla fine siamo riusciti a farci ascoltare dal presidente del consiglio Matteo Renzi combattendo sul suo terreno,  con una mobilitazione crescente su Twitter, a forza di hashtag (il più apprezzato è stato #refurtIVA). E precipitosamente, in zona Cesarini, ieri mattina sono state trovate le risorse.

Una vittoria importante perché sembrava non ci fossero speranze e perché ci auguriamo sia il segnale di un’attenzione diversa ai freelance.

Ma il vero lavoro inizia ora!  #orainizialaPartita.

Nei prossimi mesi sarà necessario intervenire per eliminare ciò che per la terza volta è stato solo rinviato:  la spada di Damocle dell’aumento contributivo deciso con la Legge Fornero.

E ci aspettiamo di poter finalmente iniziare a lavorare per una risistemazione strutturale di fisco e previdenza e per la costruzione di un nuovo welfare per quella che rappresenta la parte più dinamica e innovativa del lavoro di oggi, in Italia come all’estero.

Un fisco più leggero, soprattutto per i redditi più bassi, e che non scoraggi la crescita per la paura di uscire dal regime di vantaggio. Una revisione del sistema degli anticipi e dei costi detraibili, da adeguare a chi ha come spese principali trasferte e formazione e non macchinari e capannoni.

Un sistema pensionistico contributivo da rivedere affinché  possa assicurare una pensione adeguata senza ricorrere ad aumenti contributivi insostenibili.

Un welfare che assicuri almeno alcune tutele di base, nelle situazioni di malattia lunga e incompatibile con il lavoro e  di disoccupazione.

Un lavoro difficile, ma che non può più essere rinviato.

Anna Soru

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29 Commenti

  1. Giulio Riotta

    Grazie per tutto quello che avete fatto per noi. Siete di sicuro l’Associazione che più rappresenta i liberi professionisti in Italia.

    18 Feb 2015
  2. Francesca

    mi chiedo dove abbiano reperito le risorse che prima mancavano (spero che non ci vada di mezzo qualcuno ancora più bisognoso dei freelance, visto che da anni i vari governi hanno fomentato guerre tra poveri)
    grazie per tutto l’impegno e la mobilitazione

    18 Feb 2015
  3. Stefano

    Bene così! Siamo tutti pronti a ripartire alla carica: abbiamo vinto una battaglia (importante) ma gli obiettivi della guerra sono perfettamente riassunti in questo articolo. Vogliamo un sistema che su tutti e tre i fronti (fiscale, previdenziale, welfare) sia EQUO e PERMANENTE.
    W Acta e W i freelance!

    18 Feb 2015
  4. Mimmo

    Grazie, per la determinazione, l’impegno, la costanza.
    Grazie da chi per adesso si e’ potuto limitare a fare il tifo con i vari bombing e social networking, che gli sono costati poco più che qualche clic.
    Non per invocare spettri passati, ma direi “avanti!”…

    18 Feb 2015
  5. Francesco

    “Una revisione del sistema degli anticipi e dei costi detraibili”, fare come negli altri paesi vedi UK, Olanda, Finlandia, Norvegia e Svezia per esempio. Non mi risulta che esistano gli anticipi (acconti irpef e inps) che hanno inventato qui con le leggine degli ultimi 20 e + anni. Sarebbe auspicabile tassare solo il reddito al 31.12 dell’anno fiscale corrispondente senza versare acconti.

    18 Feb 2015
  6. Ilaria Manetti

    Grazie Grazie Grazie…e palla al centro…si riparte all’attacco.

    18 Feb 2015
  7. Stefano_1

    Ma siamo sicuri che è stato ripristinato il regime forfettario al 20% per il 2015???

    19 Feb 2015
  8. Giorgio

    Si va bene – piuttosto che niente meglio piuttosto – dice il proverbio, ma solo per un anno ! E’ vero ?

    19 Feb 2015
  9. Antonella

    Il risultato è un prolungamento dello status quo che ci deve vedere più agguerriti di prima, proprio come il post ha fatto intendere.

    Il programma di ACTA così riassunto mi piace molto e li ringrazio tantissimo per l’impegno e la dedizione. Ad esso aggiungerei solo: abolizione di qualsivoglia criterio per i regimi agevolati che non sia la soglia di fatturato annuo (no a limiti di età, numero di anni, se si sia esercitata la stessa attività o meno in precedenza, insomma le menate insulse che tirano fuori per tagliare ingiustamente sul numero di persone). D’accordissimo anche con Francesco riguardo agli acconti: sono un’infamia.

    Infine, questa continua lagna di ‘dove le prendiamo le risorse?’ deve finire. Questo è tra i paesi con le tasse più alte al mondo, da dove volete che si prendano le risorse se non da li? Da dove credono che gli altri paesi prendono le risorse per i cittadini? A cosa credono che servono le nostre tasse – ai vitalizi, pensioni d’oro, palazzi del potere, banche, ecc.?

    19 Feb 2015
  10. Gianluca

    raga davvero credete in questa cosa degli hashtags e del bombing su twitter?
    perchè io, mi spiace dirlo, ma non parlerei proprio di vittoria da nessuna parte, e finchè si sta qui a farsi i complimenti a vicenda “oh wow si bravissimi abbiamo vinto noi col tweet bombing!”, mi pare che diamo solo motivi in più a tutti di #prenderciperilculo.
    io sono un socio pagante di acta e vedo la situazione proprio #nera.
    #grazie
    #ciao

    19 Feb 2015
  11. Elisa Marras

    L’azione di Acta non si esprime nei tweet bombing bensì in un lavoro pluriennale di dialogo con esponenti politici (di ogni colore) e dei media, presentazione di proposte nelle varie commissioni parlamentari e ANCHE tweet bombing, per richiamare l’attenzione e veicolare i nostri messaggi.
    Chi non si rende conto che oggi questi sono strumenti comuni e efficaci dovrebbe ricredersi, anche solo vedendone i risultati.

    20 Feb 2015
  12. parloitaliano

    Senza ACTA saremmo forse ‘sotto il culo della rana in fondo a una miniera di carbone’ (che è una citazione). Esprimere ora un po’ di soddisfazione per aver scongiurato il peggio con il contributo di tutti è umano. Restiamo umani.
    Grazie Acta.

    20 Feb 2015
  13. Andrea

    Questo sistema con varie tipologie di regime contributivo non è successo .. anzi, il cambiamento doveva essere fatto unico per tutti, con fatturato a 30.000 euro e senza l’idiozia ASSOLUTA di non rientrare nel regime dei minimi per chi a fatto la stessa attività in passato .. ASSURDO.
    Bastava far rinascere il regime dei minimi di Bersani (2007)!!!
    Ora esisterà per i prossimi anni una disparità SLEALE e GRAVE con le vecchie partite iva che non riescono a campare perchè superano di poco i 15.000 euro con altre partite iva “fresche” che grazie a questa trovata del governo farà nascere una nuova “guerra fra poveri” !

    Pensateci .. dovremmo essere contenti, mah ..

    20 Feb 2015
  14. Andrea

    Grazie a tutti noi che abbiamo contribuito.
    Ecco una cosa è vera la lotta non finisce mai perché dall’altra parte ci sono avvoltoi di denaro.
    Un’altra cosa giusta è: bisogna far in modo che la formazione sia detraibile al 100%. Noi viviamo di formazione perché altrimenti siamo out.
    Saluti.

    20 Feb 2015
  15. parloitaliano

    Sono d’accordo con Andrea, bisogna fare in modo che la formazione sia detraibile al 100% e che quel vincolo dei 15.000 euro sia levato per tutti. Perché così com’è, il regime relega il contribuente in una gabbia di reddito da € 600 al mese, se non ho sbagliato i calcoli.

    Inoltre, pur comprendendo in parte la volontà del legislatore di non favorire chi avendo già un’altra attività prevalente, svolgesse un’attività autonoma solo per hobby, trovo che il vincolo di dover avere come prevalente l’attività registrata come ‘minimissima’ (15.000 euro di fatturato) penalizzi fortemente chiunque avesse la fortuna, trovando un lavoro part time strada facendo, di portare a casa un reddito, poniamo, di € 1250 (€600 da lavoro autonomo e € 650 da lavoro dipendente). Insomma voglio sperare che i criteri di prevalenza si stabiliscano cum grano salis e gradualità, altrimenti sembrano proprio nati da menti moraliste e punitive che non vedono l’ora di tarpare le ali a chi ha voglia di lavorare, in ogni caso da soggetti che ragionano per compartimenti stagni. Perché un conto è il notaio con cassa di previdenza propria che a tempo perso fa il maestro di sci a Canazei, e un altro è il trentenne che grazie al part time unito all’attività indipendente comincia a intravedere la possibilità di metter su famiglia. T’arriva lo studio di settore (che ancora non ci è dato di capire bene bene cosa studi)… e siamo da capo signori.

    Buona domenica

    21 Feb 2015
  16. Gianluca

    @elisa marras e posso chiederti cosa è cambiato dopo tutti i vostri “dialoghi” coi politici?
    Perchè io vedo che la situazione dei liberi professionisti in Italia continua ad essere in picchiata.
    Ce la mettete tutta e questo è un bene, ripeto, ho preso i miei bei 50 Euro e mi sono associato senza pensarci troppo, ma non chiamate il contentino che ci hanno lasciato nel 2015 una vittoria perchè non la è.

    24 Feb 2015
  17. Gianluca

    ps: Acta in Rete ha 2962 followers. Davvero pensate di poter giocare questa partita sul web ? Un numero cosi irrisorio di seguaci mette solo in mostra quanto pochi e quanto deboli siamo. Non facciamo paura a nessuno, questa è la verità, e al posto di Matteo Renzi mi farei delle grasse risate e dormirei sonni ben tranquilli.

    Svolgo buona parte del mio lavoro da libero professionista, come molti qui immagino, online. Conosco bene il la rete e l’efficacia di alcune iniziative da esso generate, ma semplicemente il fatto che vi affidiate a Twitter e agli hashtags per cercare di far sentire la nostra/vostra voce …questo mi fa abbastanza tenerezza.
    Cambieremo le sorti del freelance twittando come i tvrincoglioniti dell’Isola dei Famosi? Sul serio? In bocca al lupo amici.

    24 Feb 2015
  18. K.

    @Gianluca, certo i limiti di ACTA ci sono, ma almeno ACTA è un soggetto che agisce. Se non ci fosse stato ACTA con i Tweet oggi avremmo i contributi al 30%. E invece grazie ad ACTA e chi ha partecipato alle sue iniziative i contributi sono rimasti al 27%.

    Secondo me il punto chiave è che se sei fuori dai minimi (quelli 30.000 5% tasse +27% contributi) perchè hai più di 35 anni o hai consumato i 5 anni concessi e fatturi MENOdi 30.000 non riesci a sopravvivere. Se fatturi di più forse sopravvivi, ma lo Stato si prende troppo.

    Da un collega mi aspetterei un atteggiamento un po’ più costruttivo, piuttosto che discorsi su “fate tenerezza” e “twittando come i rincoglioniti dell’isola dei famosi”.

    Acta credo sia riuscita a farsi riconoscere come soggetto, e oggi ha degli interlocutori, su stampa e in politica, e poi c’è l’azione su internet. E’ poco? non basta? bene, allora bisogna continuare a lavorare, insieme, ognuno come può. Io da sola non potrei fare nulla. Tu nemmeno. Ma sia io che te oggi godiamo di un risultato ottenuto da una battaglia condotta da ACTA (blocco dei contributi). Questo secondo me significa che insieme qualcosa si può fare e secondo me in ACTA ci sono delle competenze e delle risorse valide. Forse ora con più associati (+ soldi e + persone) la prossima battaglia (che si consumerà inevitabilmente tra 10 mesi) porterà frutti migliori e più duraturi.

    ciao,
    Karen

    24 Feb 2015
  19. Andrea

    Ringrazio Acta e chi ha collaborato per aver bloccato al 27,72 l’aliquota della GS ..
    spero che in futuro la portino a TUTTI al 23% e STOP!

    In futuro magari portarla al 15% così uno potrà pensare a farsi una pensione integrativa SERIA.

    Direi che il governo ha facilitato le NUOVE partite iva, ok .. ma adesso mi aspetto che faccia qualcosa per le VECCHIE partite iva perchè sono queste che non riescono certo a campare con 20.000 euro l’anno lorde e un regime fiscale non certo minimo !!!

    24 Feb 2015
  20. K.

    Sono d’accordo con Andrea, il punto sul quale insitere sono le VECCHIE P.IVA, argomentando che per chi ha un fatturato piccolo 20/30.000 € il regime ordinario è insostenibile.
    Bisogna spiegare al governo che uno nel regime dei minimi con un fatturato di 20.000 € nel 2015, nel 2016, se deve passare all’ordinario, fatturerà SEMPRE 20.000 (o anche un po’ meno, o anche un po’ di più, dipende dal mercato e dalla sue capacità). Ma sarà sempre attorno a 20.000. E il sistema non può prima chiederti il 5% di tasse + 27 di INPS (minimi) e poi più del 50% (ordinario) con tutto un balletto di anticipi lungo l’anno che rendono ingestibile e pressochè antieconomico il tuo lavoro. Un fatturato di 20.000 chiude in regime ordinario secondo me.
    Lo stato dovrebbe chiederti un tot (GIUSTO) di tasse e contributi una volta all’anno, e alla FINE dell’anno. Mi sembrerebbe più semplice e gestibile e consentirebbe a tante persone di continuare a fare il proprio lavoro.
    Bisogna togliere il limite di età e la finestra di 5 anni per godere del regime dei minimi. Deve essere solo un fatto di fatturato.
    ciao,
    Karen

    24 Feb 2015
  21. Andrea

    Esatto K. !
    Ma vi sembra normale che una partita iva FRESCA possa fatturare ora fino a 30.000 e pagare il 5% sul fatturato mentre uno/una VECCHIA partita iva che fattura poco più di 15.000 è obbligato a seguire il regime ORDINARIO .. FOLLIA!!

    Mah, forse tutta questa cosa del regime dei minimi (cosi come è organizzata) è solo per far entrare nella rete nuovi “limoni” da spremere in futuro … visto che prima di tutta questa storia dei nuovi minimi, iniziata nel 2014, nessuno più stava aprendo partita iva, anzi in molti la stavano chiudendo.. Così visto questo, il governo ha deciso di inventarsi questa storia dei “nuovi minimi” e guardà un pò .. boom di partite iva a dicembre … nuovi limoni da spremere.

    Ma quale autogol … tutto già pianificato da questo governo.

    24 Feb 2015
  22. K.

    Mah, Andrea, io temo invece che nelle intenzioni del governo Renzi ci fosse quella di aiutare le partite IVA. La tragedia è che non ci sono riusciti perchè non sono abbastanza competenti, non hanno il quadro ben chiaro. Penso sia sciatteria, pressapochismo e ignoranza.

    Per questo secondo me ACTA deve insistere con pochi messaggi, ben chiari.
    1)Regime dei minimi 30.000/5% aperto a tutti coloro che non superano la soglia di 30.000 € di fatturato.
    2) ridefinizione delle tasse e inps per quelli che superano i 30.000€

    poi tutto il resto, malattia, pensione, etc.
    prima di tutto bisogna consentire a coloro che viaggiano tra i 20 e i 30.ooo € di fatturato di continuare a lavorare. Se non si fa questo, tra x anni in Italia si avrà un fiume di partite iva che chiudono e 35/40enni che prima fatturavano (e quindi pagavano le tasse) dignitosamente, costretti a chiudere e cercarsi alternative.

    ciao,
    k.

    24 Feb 2015
  23. arjuna

    Salve a tutti, non so a chi rivolgermi di voi, forse a qualcuno di ACTA. Il punto è che ho esaurito i 5 anni del regime dei minimi e fatturo tra i 20 e 30.000 auro l’anno. Cosa succede, passo all’ordinario o c’è ancora una speranza di correzioni da parte del governo?
    grazie,
    arjuna.

    24 Feb 2015
  24. arjuna

    Scusate se insisto, ma c’è qualcuno di ACTA in grado di dirmi se nel passaggio al Senato del milleproproghe, o nella sua interpretazione finale, c’è il margine per far rientrare in uno dei regimi forfettari anche i freelance che superano la soglia dei 15.000 e purtroppo hanno anche esaurito i 5 anni di permanenza nel vecchio regime al 5% ?
    grazie
    arjuna

    25 Feb 2015
  25. K.

    Ciao @arjuna, non sono un’esperta, ma secondo me la cosa migliore è parlarne con il tuo commercialista. Secondo me, a meno di colpi di scena dell’ultimo minuto in senato, se hai esaurito i 5 anni di regime di 5% e superi i 15.000, di fatto rientri nel regime ordinario. Ma ripeto, penso sia opportuno ne parli con il tuo commercialista.
    ciao.

    25 Feb 2015
  26. Christian73

    Caro Gianluca, anche io sono socio ACTA e fiero di esserlo. Con i governi italiani è facile lasciarsi andare allo scoramento ma, ritengo che SCTA stia facendo un grandissimo lavoro. I nostri numeri sono ancora piccoli ma, se diffondiamo le informazioni ed aiutiamo ACTA ad avere più forza, con un numero sempre maggiore di soci allora ci daremo una grossa mano per affrontare le prossime battaglie. Oggi i followers sono già oltre 3700 in crescita. Noto che anche altre associazioni si stanno impegnando e coalizzando con ACTA e questa è la strada giusta per ottenere qualcosa… Un saluto e forza ACTA!!!

    25 Feb 2015
  27. Alessandro

    “nelle intenzioni del governo Renzi ci fosse quella di aiutare le partite IVA”

    Sono svenuto a leggere sta frase… questa non è ingenuità è MALAFEDE

    28 Feb 2015
  28. Alessandra

    Io sono perfettamente d’accordo con Andrea. Qui non si è’ annullato nessun autogol. Anzi, con questa proroga, al Consiglio dei Ministri del 20 febbraio non è’ stato presentato nessun decreto sui minimi, non è’ stata alzata la soglia dei €15.000.
    Prima di pensare al Welfare pensiamo a far sopravvivere chi lavora in partita iva, che ha finito i 5 anni del regime agevolato e che guadagna intorno ai 20.000/25.000€ all’anno! Siamo tantissimi e stiamo pensando di chiudere!!!

    2 Mar 2015
  29. Alessandra

    La vittoria vera di ACTA è’ il blocco dell’aliquota INPS, che non è’ poco, ma la prima cosa importante è’ battersi per alzare la soglia del nuovo regime forfettario ad almeno € 25.000!!! Gli emendamenti erano stati presentati da Scelta Civica nella discussione della Legge di Stabilita’, ma Camera e Senato li hanno rigettati! È ora tanti come me saranno costretti a chiudere perché’ con il regime di contabilita’ semplificata, studi di settore è incassi annui poco sopra i 20.000 non è possibile vivere!!!

    2 Mar 2015

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