Acta l'associazione dei freelance

Jobs ACT: tra NASPI e DIS-COLL, per i freelance NISBA!

| 12 gennaio 2015 | LETTO: 1.055 VOLTE | 2 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

jobs act-a orizzontale

Jobs Act, La riforma del lavoro che non lascia indietro NESSUNO?

(ovvero l'infografica del Jobs act letta da freelance)

Secondo l'infografica presentata sul sito passodopopasso.italia.it, il jobs act aggiorna il mercato del lavoro in Italia secondo due assi strategici:
- Diritti e tutele uguali per tutti, anche per chi oggi non ne ha.
- L’attività di impresa avviene in un sistema di regole certe, dove chi investe può puntare su produttività e mobilità ma senza scaricare i costi sociali sui lavoratori.
I titoli sono molto accattivanti e promettono più diritti e tutele per tutti: vediamo cosa riserva ai freelance con partita iva.

Stop alla precarietà

"Sparirà l’unicum italiano dei contratti a progetto (CoCoPro). I veri contratti di collaborazione saranno dettati dalle esigenze dei lavoratori (esempio: studenti o pensionati) o dalla natura di specifiche attività professionali."
Davvero? finalmente si farà chiarezza. Ma andiamo avanti…

Sussidio di disoccupazione uguale per tutti

"saranno tutelati tutti i lavoratori dipendenti (ah, ti pareva!) soggetti a licenziamento o mancato rinnovo contrattuale, con una garanzia proporzionale alla loro anzianità contributiva. 1 miliardo e mezzo di risorse aggiuntive in più per gli ammortizzatori sociali già a partire dal 2015."
Qui si dice “uguale per tutti”: sicuramente ai freelance, obbligati a versare di tasca propria all’INPS quasi il 31% dei guadagni, sarà riservato un super paracadute per i momenti di difficoltà!
Sarà così?  Nel testo del Jobs Act leggiamo che è prevista l “universalizzazione (?!) del campo di applicazione dell’ASpI (ex indennità di disoccupazione, erogata dall’Inps che si nel 2015 si chiamerà NASPI, ndr), con estensione ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, fino al suo superamento … ”
E per gli altri? Ecco qui, dal testo estratto dal decreto, una novità: la DIS-COLL,  l'indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e a progetto, così introdotta dalla nuova normativa:
“1. In attesa degli interventi di semplificazione, modifica o superamento delle forme contrattuali previsti all’art. 1, comma 7, lettera a della legge 10 dicembre 2014, n. 183, in via sperimentale per il 2015, in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1 gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015, è riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione, una indennità di disoccupazione mensile denominata DIS-COLL. “
In conclusione, niente di niente: anche qui nessun riferimento ai professionisti senza cassa né, in modo più ampio, ai lavoratori contribuenti alla Gestione Separata. Anzi, in questo caso vengono perentoriamente esclusi dall’erogazione assistenziale i titolari di Partita IVA (sempre quelli tenuti a versare un terzo del guadagno alle casse della Gestione Separata ...).

Maternità per tutte

"Il congedo di maternità sarà garantito a tutte le lavoratrici, a prescindere dal tipo di contratto."
Vedremo. Per il momento Jobs Act si preoccupa di garantire chi non ha i contributi versati alla Gestione Separata, infatti si legge
“garanzia, per le lavoratrici madri parasubordinate, del diritto alla prestazione assistenziale anche in caso di mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro;”
Chi saranno le madri che ne avranno diritto?

 Salario minimo garantito

E' prevista l'erogazione di "un salario minimo valido per tutti e aggiornato periodicamente da una commissione indipendente." e l"introduzione, eventualmente anche in via sperimentale, del compenso orario minimo, applicabile ai rapporti aventi ad oggetto una prestazione di lavoro subordinato, nonché, fino al loro superamento, ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, nei settori non regolati da contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, previa consultazione delle parti sociali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;"

La formula “valido per tutti” ci ha fatto sognare, ma anche stavolta…
Che dire: dal punto di vista del prelievo contributivo, ancora una volta i freelance con partita Iva sono assimilati ai dipendenti e ai lavoratori parasubordinati (obiettivo: 33,72% di versamenti alla Gestione Separata) ma quando si tratta di attingere a quanto versato alla cassa più florida dell’INPS per avere indietro tutele e garanzie vecchie e nuove ne sono praticamente esclusi.
La distorsione è evidente e tra i fattori che ne favoriscono il mantenimento entra in gioco anche il tema della rappresentatività: quel che è certo è che NON CI SIAMO, presidente Renzi, non ci siamo NEANCHE QUI.

A meno di non chiamarsi Nessuno.

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