Acta l'associazione dei freelance

Basta sparare sulla croce rossa!

| 29 novembre 2014 | LETTO: 731 VOLTE | 3 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

L'attacco del governo alle nuove professioni

Quello che è in atto nel nostro paese è un vero e proprio attacco frontale alle “nuove” professioni. Dagli archeologi agli informatici, dagli interpreti agli archivisti, dai ricercatori agli esperti di comunicazione, dai giornalisti freelance ai formatori, ovunque sia emerso, in tempi più o meno recenti, un “mestiere” non codificato da antiche strutture di tipo corporativo, il nostro sistema-paese si scatena alla ricerca di fonti di facile risparmio sugli appalti pubblici e privati, di incrementi di gettito fiscale e contributivo ad incasso immediato, attraverso diffuse e fantasiose forme di liberalizzazione sconsiderata e di ricorso al “volontariato”, che altro non sono se non il sistema più rapido per evitare di agire sulle reali cause degli sprechi e non incorrere nell’opposizione di  potenti  gruppi di consenso elettorale.

Le prove? Le abbiamo davanti agli occhi: appalti pubblici al massimo ribasso riservati a intermediari che scaricano sull’anello più debole della catena il contenimento dei costi di fornitura dell’opera o del servizio (quando servirebbe un meccanismo di verifica delle condizioni di lavoro a valle dell’assegnatario della commessa);  ricorso al lavoro gratis e al “volontariato” per  la fornitura dei servizi più disparati, dal welfare alla cultura, dalle grandi opere fino ai grandi eventi come l’Expo; proposta di minimi salariali inferiori ai vergognosi salari in nero oggi corrisposti; e, per  finire, la ciliegina sulla torta: IL RIFIUTO DI CANCELLARE L’AUMENTO DELL’ALIQUOTA INPS al 33% introdotto dalla legge Fornero.

Come spesso accade, quel che viene affermato a parole viene contraddetto nei fatti.

A parole, il presidentedel consiglio si era impegnato a “dare tutele ai non garantiti”. Nei fatti,  si è limitato a favorire quella parte dei non garantiti dalla quale poteva provenire il maggior numero di voti, così come era avvenuto in precedenza con i famosi 80 euro distribuiti a pioggia e in maniera indiscriminata. Risultato: nella legge di stabilità appena licenziata dalla Commissione Bilancio della Camera  viene abolito il minimale contributivo per artigiani e commercianti, vengono modificate le regole del regime fiscale agevolato rendendolo praticamente inutilizzabile per la stragrande maggioranza dei lavoratori a partita IVA iscritti alla Gestione Separata (in cui versano appunto le “nuove” figure professionali di cui sopra) e vengono cassati gli emendamenti che mirano a bloccare anche per quest’anno il paventato aumento dell’aliquota INPS che passerebbe così dall’attuale 27,7% al 29,7%, una percentuale che, a conti fatti, risulta superiore a quella versata da tutte le altre categorie di lavoratori, dipendenti compresi.

Come si pensa, in questo modo, di arginare l’ondata migratoria della parte più preparata, specializzata e innovativa della nostra gioventù? Come si pensa di essere competitivi con gli altri paesi che, al contrario, investono proprio su quella componente sociale? Pensiamo di riconquistare mercato solo abbassando all’infinito le condizioni salariali e lavorative della grande e piccola industria e della pubblica amministrazione?

Finora questa strategia ha pagato, complice la difficoltà dell’universo professionistico di coalizzarsi, a causa della sua intrinseca frammentazione e diversificazione. Ma fino a quando continueremo a farci del male?

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