Acta l'associazione dei freelance

3 domande dei freelance all'Europa

| 7 maggio 2014 | LETTO: 1.275 VOLTE | 2 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

In vista delle prossime elezioni europee, rivolgiamo a tutti i candidati tre domande:

1. Il Parlamento Europeo prevede che i fondi per la formazione siano utilizzati anche a favore di tutti i professionisti, ma in Italia sono spesso stati posti dei vincoli artificiali al loro ingresso. Chiediamo che l’Europa faccia rispettare le sue norme, che garantisca l’accesso alla formazione cofinanziata dall’UE di tutti i lavoratori autonomi, siano o no iscritti al Registro Imprese o ad albi e sub-albi professionali.

 2. La risoluzione del parlamento europeo del 14 gennaio 2014 invita i paesi membri a garantire la sicurezza sociale anche ai lavoratori autonomi e la completa attuazione di principi di flexsecurity. In Italia non esiste e non è in programma alcuna tutela dalla disoccupazione per i lavoratori autonomi, l’Europa può fare pressioni in questa direzione?

3. Nella maggioranza dei paesi comunitari esiste un salario minimo orario, è stato appena approvato in Germania e anche in Italia il nuovo Governo ne ha annunciato l’introduzione. Per i lavoratori autonomi invece vige il divieto di minimi tariffari in nome della tutela della concorrenza. Eppure nelle attività professionali rivolte alle imprese e alle PA il potere contrattuale dei lavoratori è largamente inferiore a quello dei committenti, analogamente a quanto accade per i dipendenti. Non sarebbe il caso di aprire una riflessione su questo punto, anche in considerazione della caduta vertiginosa dei compensi dei professionisti autonomi negli ultimi 10 anni?

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