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Anche i freelance conciliano, non dimenticatelo!

Qualche settimana fa (scusate il ritardo, ma sono una di quelle che non ce la fa a fare tutto… ), sono andata a un incontro sulle politiche di conciliazione organizzato dal consiglio di zona 7. Presenti Alessia Mosca, deputata PD che in passato ha appoggiato il nostro DicaNo33, Chiara Bisconti, assessora comunale di Milano, Carolina Pelligrini, consigliera di parità della Regione Lombardia, Silvia Zanella di Adecco e Caterina Jesi di Radiomamma.

La sala era praticamente vuota (!), ma l’incontro è stato comunque interessante. Al termine dei loro interventi, nel brevissimo spazio rimasto per la platea, sono riuscita a prendere la parola e a sottolineare il fatto che anche loro (come il Jobs Act), nonostante le lodevoli iniziative per il lavoro flessibile, lo smart working, la conciliazione, la condivisione del lavoro di cura e quant’altro, stavano dimenticando una fetta importante di lavoratrici e lavoratori. In tutti gli interventi infatti, ad eccezione di quello di Radiomamma che parlava in generale di genitori, il riferimento è stato sempre e solo al mondo dei dipendenti e delle imprese. Sono rimaste per un attimo tutte basite dalla mia osservazione e poi a turno hanno risposto dal loro punto di vista. Per prima Alessia Mosca che ha ammesso la mancanza, ma ha subito detto che nel capitolo del Jobs Act dedicato alla conciliazione stanno proprio pensando di estendere tutele e diritti a tutti i lavoratori. Ha citato la maternità e le ho ricordato che quella è la tutela di cui già godiamo in modo più completo e che c’è ancora molto altro da fare.
A quel punto ha colto la mia critica come invito a lavorare per i freelance e ha detto che lo farà. Speriamo.
Aldilà delle promesse, credo sia stato importante partecipare e invito tutti i freelance in ascolto ad attivarsi nel proprio territorio, intervendo a questi incontri a carattere politico e sociale per portare le istanze di noi indipendenti, che troppo spesso veniamo ignorati e dimenticati anche da chi magari di professione è una partita IVA, ma è abituato o “costretto” a ragionare in termini di lavoro subordinato. Ogni occasione può essere buona per provare ad alzare il tiro.

Ed è per questo che non mancherò all’appuntamento di giovedì 10 aprile, in cui Alessia Mosca presenterà il suo libro presso PianoC. Giusto per ricordarle, qualora lo dimenticasse, che i freelance, donne e uomini, in Europa sono un movimento in forte crescita che merita di essere riconosciuto e rappresentato. Il fatto che abbia scelto di parlarne in un coworking – popolato esclusivamente da freelance – fa già ben sperare!

Samanta Boni

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1 Commenti

  1. Paola G

    Grazie, Samanta. Questo dimostra come spesso sia importante esserci ed esprimere le proprie perplessità, avanzando le proprie proposte o richieste. Un confronto non può che fare del bene. Poi però è la base che deve dimostrare di volere i cambiamenti, quindi ben venga la partecipazione di diversi interessati. E’ l’ora che ci svegliamo tutti: dal 2015 l’aliquota si innalzerà di un altro punto percentuale.

    17 Apr 2014

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