Acta l'associazione dei freelance

Jobs act schiavo degli stereotipi: esclusi i freelance

| 13 marzo 2014 | LETTO: 7.330 VOLTE | 20 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

In fondo ci eravamo un po’ illusi che un provvedimento per tutte le tipologie di lavoro (jobs act) avrebbe introdotto (finalmente) qualche beneficio anche per i freelance.
Il seminario di martedì 11 marzo aveva iniziato ad aprirci gli occhi (dietro la cucina del jobs act di Sergio Bologna) e la conferenza stampa di Matteo Renzi di ieri sera ha tolto gli ultimi dubbi.
Si interviene solo per i dipendenti, perché, come sottolinea Susanna Camusso, gli autonomi sono evasori. Un’etichetta applicata sommariamente a tutti gli autonomi, dimostrando di non aver assolutamente compreso il nuovo lavoro autonomo (che come sindacato si arroga il diritto di rappresentare), composto da professionisti che si rivolgono a imprese e pubblica amministrazione, senza NESSUNA possibilità di evasione. Peccato che (per scelta o per mancanza di alternative) sia questa la parte più dinamica del lavoro, in cui è elevatissima la presenza di giovani e donne, dichiarato oggetto di grande attenzione del nuovo governo!
Già ora il confronto tra dipendenti e freelance evidenzia una situazione di squilibrio, con i nuovi interventi il divario e l’iniquità aumenterà.
La tavola successiva mostra i dati di un dipendente con un reddito lordo di 25.000 euro annui (il limite individuato per le nuove detrazioni), per il quale si ricostruisce il costo del lavoro complessivo (includendo quindi anche i contributi a carico dell'azienda). In parallelo è riportata la situazione di un freelance (iscritto alla gestione separata INPS) con lo stesso costo del lavoro complessivo (al lordo cioè di tutta la contribuzione, che in questo caso è a carico del freelance).


Gli stessi dati sono riassunti nelle 2 "torte", che evidenziano come il reddito netto sia sostanzialmente uguale. Cambia invece la contribuzione pensionistica (più elevata per il freelance!!, contro ogni vulgata), gli oneri sociali (più alta per i dipendenti) e l'imposizione fiscale, già ora più alta per i freelance perchè le detrazioni sui redditi da lavoro autonomo sono più limitate (sempre perchè presunti evasori).
La differenza sostanziale è che il dipendente è coperto se si ammala, si infortuna o è disoccupato, mentre il freelance no: deve solo morire, come ricordava un bellissimo post di Giacomo Mason.

Altre due "torte" mostrano cosa succederà dopo il nuovo provvedimento.

E' equità questa?
Ed è da ricordare che:
a. abbiamo la spada di Damocle dell'aumento dei contributi pensionistici al 33% (purtroppo in tanti non hanno capito che paghiamo di più già ora)
b. la seconda fase del jobs act prevede un'estensione della disoccupazione, ma noi ne saremo esclusi (come ci è stato confermato al seminario dell'11 marzo)
c) lavoriamo senza tariffe minime, affidati alle leggi di mercato in un periodo di grande disoccupazione.
Dovremmo proprio essere evasori per poterci difendere!

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