Acta l'associazione dei freelance

Sei un freelance, non fare il free rider!

| 5 febbraio 2014 | LETTO: 8.479 VOLTE | NESSUN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

L’organizzazione paga.

L’abbiamo visto con i risultati che ACTA ha saputo raggiungere in questi ultimi anni: una maggiore attenzione da parte dei decisori politici e dei media nei confronti dei temi del lavoro autonomo, il riconoscimento di diritti fondamentali come la maternità e la malattia domiciliare, prima negati, il blocco dell’aumento dell’aliquota contributiva…

Ma l’organizzazione ha anche un costo.

Vogliamo rifare il nostro sito per renderlo più immediato e fruibile, come ci chiedono da tempo molti soci, vogliamo poter offrire un servizio di informazione continuo ed efficiente, vogliamo denunciare e risolvere situazioni di ingiustizia, vogliamo organizzare convegni ed eventi mirati, vogliamo partecipare ai tavoli di lavoro sulle tematiche che ci riguardano, vogliamo crescere a livello nazionale con nuovi gruppi nelle principali città e molto altro…, in una parola vogliamo rappresentare al meglio la voce di tutte le lavoratrici e i lavoratori indipendenti. Per fare questo, abbiamo bisogno del contributo di tutti quelli che si riconoscono nei nostri intenti e che condividono i nostri ideali.
Se ti riconosci nella definizione di freelance, allora associati ad ACTA per il 2014, fallo oggi stesso! Sono 50€ (30€ se hai meno di 30 anni) spesi bene, che potrai persino dedurre dalla tua attività, e che assumeranno insieme a quelli di tutti gli altri un enorme valore. Il servizio che ACTA ha offerto in questi anni e che intende continuare a offrire è un bene pubblico di cui tutti possono godere. Noi pensiamo che un servizio di interesse, di utilità o collettivo in genere vada retribuito, se non altro perché possa continuare a esistere. Altrimenti finiremo per alimentare noi stessi quel meccanismo di lavoro gratuito in cui ci imbattiamo sempre più nella nostra attività professionale e che invece dovremo spezzare e denunciare per garantire il futuro dei nostri mercati di lavoro.

Non “cavalcare” l’onda senza pagare, diventa la goccia che può fare la differenza!

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