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Regione Toscana: modifiche alla legge delle professioni (73/2008)

| 20 febbraio 2014 | LETTO: 1.614 VOLTE | UN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

In Regione Toscana è in vigore, dal 2008, una legge sulle professioni finalizzata al sostegno a professionisti sia ordinisti che non ordinisti. La legge regionale 73/2008 ha istituito la formazione di un fondo regionale di rotazione per la concessione di agevolazioni finanziarie ai professionisti. L’accesso al credito era però subordinato, oltre che all’età (minori di 40 anni), anche alle finalità (apertura di uno studio, acquisto di materiale informatico) e, soprattutto, all’iscrizione ad un collegio, ordine o ad un’associazione riconosciuta.

Nel corso degli ultimi mesi Acta Toscana ed altre associazioni di professionisti riunite nella Consulta delle professioni della Cgil (Ana, Iva sei partita, Strade) hanno portato avanti un lavoro di riflessione e analisi sulla legge rilevandone alcuni punti deboli e elaborando alcune proposte di modifica.

In particolare è stata messa in luce l’importanza di ammettere alle garanzie per il credito anche ai maggiori di 40 anni, anche perché i professionisti sono spesso più adulti che giovanissimi; l’importanza che le garanzie per il credito possano essere richieste non solo per “l’avvio dello studio” anche per altre finalità (ad esempio pagamento delle tasse, formazione) e soprattutto che si elimini l’obbligo di iscrizione ad un’associazione per ottenere il credito.

Questa istanza è stata portata all’attenzione della Regione da una delegazione della Consulta delle professioni e all’attenzione della Consigliera Monica Sgherri che ha presentato una mozione in merito sottolineando quanto le difficoltà di accesso legate all’obbligo di iscrizione abbiano penalizzato i professionisti e le professioniste non iscritte a ordini tanto che il oltre il 90% delle garanzie erogate dal fondo è andato a professionisti iscritti agli ordini. La mozione presentata dalla Consigliera della Federazione della sinistra ha sottolineato l’urgenza di modificare il Regolamento e eliminare l’obbligo di iscrizione ad associazioni per i non ordinisti “proprio per favorire concretamente l’attivazione e l’efficacia del fondo a sostegno anche dei soggetti più “deboli” del comparto, cioè non iscritti a ordini, collegi ecc”. Inoltre la mozione sollecita anche la creazione di un tavolo tecnico Giunta-Consiglio che consenta di avviare un’analisi completa del fenomeno dei nuovi lavori autonomi di alto valore creativo e intellettuale.

Le modalità di lavoro che si stanno sperimentando in Toscana con un forte legame tra associazioni interessate al tema, la Cgil con la Consulta delle Professioni e la pratica costante di contatto e dialogo con membri del mondo politico locale sembrano portare buoni frutti per la realizzazione di politiche di equità.

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