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DicaNo33: l'ha già detto chi è fuggito dalla Gestione Separata.

| 6 dicembre 2013 | LETTO: 3.138 VOLTE | 7 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Ieri è stato pubblicato il Bilancio Sociale dell’INPS 2012. Contiene, tra gli altri, i dati sui contribuenti alla Gestione Separata, che erano stati anticipati dall'Osservatorio dei lavoro dell'Associazione XX maggio e già citati in un post nel nostro sito.
La tavola successiva riporta i numeri che più ci interessano con riferimento ai professionisti iscritti alla Gestione Separata.

Come già evidenziato dal post di Susanna Botta, le novità più significative sono:

  1. la diminuzione del numero dei professionisti iscritti alla Gestione separata di oltre 21.000 unità (-6,7%), che interrompe il trend di crescita che aveva caratterizzato gli anni precedenti,
  2. il crollo del reddito medio dei professionisti iscritti alla gestione separata del 17,7% e, di conseguenza, il crollo anche del gettito contributivo.

Quali le cause?
L’INPS fornisce dati, non spiegazioni.

Secondo il rapporto dell'associazione XX maggio, la causa della riduzione dei professionisti è dovuta alla legge Fornero:

Dal 2007 al 2011 aumenta progressivamente il numero dei professionisti iscritti alla Gestione Separata, +58.688. Nel 2012 si ha il primo decremento di -21.446 professionisti per effetto della Legge 92/2012.

Una interpretazione che ritengo infondata perché:

  • le misure restrittive inizialmente ipotizzate dalla legge 92/2012 sono state in grandissima parte abbandonate prima dell’entrata in vigore della riforma;
  • l’unica misura di rilievo, ovvero l’aumento dei contributi, non è ancora entrata in vigore (e grazie alle mobilitazioni di tutti noi non agirà neppure nel 2014);
  • la riforma è intervenuta nel luglio 2012: se anche in seguito ad essa molti avessero deciso di chiudere la partita iva, sarebbero comunque risultati tra i contribuenti 2012. Se effettivamente ci fossero stati elementi restrittivi la nuova legge avrebbe potuto scoraggiare l'avvio di nuove attività autonome, ma i dati dell’Osservatorio MEF non confermano un calo negli avviamenti delle partite iva. Al contrario per il 2012 segnalano un incremento, specialmente nei settori che rappresentano il tipico bacino della gestione separata : servizi professionali alle imprese, istruzione, sanità, intrattenimento e altri servizi di supporto alle imprese.

Quali allora le cause del calo degli iscritti alla gestione separata e dei loro redditi?
Certamente con il procedere della crisi molti si sono arresi ed hanno chiuso l’attività, così come molti di noi scontano una diminuzione del fatturato. Ma a mio parere un dato così eclatante riflette un altro fenomeno: la fuga dalla gestione separata, motivata proprio dalla crescita della contribuzione. Una fuga iniziata da tempo, ma nascosta dalla sensibile crescita del lavoro professionale autonomo. Molti professionisti autonomi, come ci confermano anche le esperienze dei nostri iscritti, sono migrati verso la cassa commercianti o artigiani, o anche verso casse professionali, a seconda delle specifiche situazioni. Altri, con creatività, hanno fatto ricorso al diritto d'autore.

In questo contesto va letta la crescita di 25.540 contribuenti nella gestione commercianti tra il 2011 e il 2012 (dato riportato dallo stesso Bilancio sociale INPS 2012),   che è difficile attribuire ad un positivo andamento del commercio vero e proprio (ed infatti le associazioni di commercianti denunciano quotidianamente le difficoltà del loro settore).
L'ipotesi fuga spiega anche la contrazione dei redditi medi. Da una parte la migrazione verso la cassa commercianti (o artigiani) è conveniente solo per chi ha un reddito superiore ai 12.000 euro annui (o più se si ritiene che l’attività "organizzata in forma d'impresa" obblighi al pagamento Irap e se ciò comporta l’iscrizione al Registro imprese) ed è tanto più conveniente quanto maggiore è il reddito. Dall'altra parte il ricorso al diritto d'autore spesso riguarda una parte del reddito ed abbassa l'imponibile contributivo.
Come ripetiamo da tanti anni, abbiamo la contribuzione previdenziale più elevata in Italia. Purtroppo in un paese in cui le competenze matematiche sono scarse, la comprensione dei calcoli che lo dimostrano (non solo nostri) appare impossibile ai più, che continuano a predicare la necessità di una "parificazione contributiva"!
E' deprimente essere costretti a ricorrere alle solite "vie all'italiana" per sopravvivere, facendoci passare per commercianti o valorizzando la "creatività" dei nostri lavori, ma forse è questo l'unico modo per dimostrare che non si può più spennare una gallina che è rimasta senza penne.

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