Acta l'associazione dei freelance

A Bruxelles presentata ricerca EFIP al Parlamento Europeo

| 26 novembre 2013 | LETTO: 3.518 VOLTE | 3 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Il 5 novembre si è svolta a Bruxelles la riunione dell’European Forum of Independent Professionals, il coordinamento delle associazioni di lavoratori autonomi del quale ACTA fa parte. L’appuntamento questa volta era particolarmente importante perché era prevista la presentazione della ricerca affidata alla prof.ssa Patricia Leighton sulla condizione dei lavoratori autonomi durante la crisi. Dopo la riunione di routine del mattino, nel corso della quale si sono discussi i vari problemi di carattere organizzativo, ci siamo trasferiti in una saletta del Parlamento Europeo per la presentazione. Dal sito EFIP potete scaricare l'executive summary e il testo completo del rapporto finale di ricerca.
Che cosa si può dire di questa nuova iniziativa dell’EFIP (in realtà i fondi per effettuare l’indagine sono stati messi a disposizione dai colleghi inglesi dal PCG)?
Che risulta particolarmente opportuna come strumento per fare lobbying a livello di Commissione Europea in modo che nelle politiche sociali ed economiche sia data maggiore attenzione ai problemi dei lavoratori indipendenti e soprattutto dei professionisti, dei lavoratori della conoscenza, degli IPros (independent professionals), come ormai vengono chiamati. A dare legittimità a questa azione di lobbying è la continua crescita del movimento associativo nei vari Paesi, testimoniata anche dall’aumentata presenza di organismi di rappresentanza in seno all’EFIP, provenienti da Germania, Francia, Olanda, alcuni molto simili ad ACTA come impostazione, consistenza numerica e visibilità, altri con caratteristiche di organizzazioni di secondo livello, comprendenti anche artigiani e professionisti ordinisti. Il Paese su cui si è deciso di puntare l’attenzione è la Spagna, John Brazier che ricopre un ruolo analogo a quello di segretario generale, andrà in missione a contattare delle associazioni spagnole che nel frattempo abbiamo individuato.
La ricerca della prof.ssa Leighton è molto ricca di spunti interessanti, ne raccomandiamo la lettura ai nostri soci, stiamo studiando la possibilità di farne una presentazione di un certo rilievo in Italia. Per intanto ne abbiamo inviato il testo ai docenti universitari nostri amici perché abbiano maggiore familiarità con i nostri discorsi - ormai il numero di giuristi e sociologi del lavoro titolari di cattedre d’insegnamento nelle nostre università che seguono con interesse l’azione di ACTA è piuttosto consistente e diffuso, perché va da Milano (Statale, Politecnico, Bocconi) a Brescia, Bologna, Alessandria, Venezia, Roma, Torino. Il Comune di Milano, la Triennale di Milano, si sono dichiarati ambedue disposti a organizzare la presentazione ma dovremmo puntare anche a Roma in modo da poter agganciare qualche parlamentare. Ciò che colpisce di più in questa ricerca è l’assoluta omogeneità di vedute dei freelance, anche se vivono in paesi con regimi istituzionali e normative differenti. Stesso vissuto, stessa condizione, stessi problemi, stesse parole per esprimerli.

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