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La conoscenza come motore di sviluppo. Una proposta progettuale per Acta e per tutti

Pubblichiamo una proposta del nostro socio Simone De Battisti.

Cari professionisti della conoscenza associati e non di Acta. Ciascuno di noi opera in un settore, mercato con una specifica professionalità e condividiamo difficoltà di uno stato giuridico piuttosto problematico, ma soprattutto, come tutto il paese ed il “vecchio mondo occidentale”, di un clima emozionale e reale (e come se reale) di blocco, regressione, difficoltà.
Ecco sono a proporvi una proposta per fare un salto di qualità, per noi e per il paese. Infatti sono convinto che gran parte del problema dipenda dalle risorse cognitive con cui lo definiamo e lo affrontiamo e ne progettiamo le soluzioni. Si tratta di una interpretazione diversa delle cause dei problemi. Significa assumersi un ruolo sociale non rivendicativo ma costruttivo, che mette al centro proprio le risorse cognitive (la conoscenza) come metodologia per generare sviluppi (alcuni poetici dicono “Rinascimenti”, con motivi storici specifici).
Ecco possiamo rimanere, ciascuno nel proprio piccolo mondo a competere, oppure aiutare la società ed il sistema economico più in generale a fare uno scarto di qualità.
Se vediamo il mondo sotto una nuova luce, è più facile generare nuovi prodotti, nuove soluzione e quindi economia, società, cultura. Così è sempre avvenuto nelle fasi storiche di passaggio. Vedere e costruire quello che verrà dopo ha aperto le opportunità.
Sono a proporvi di partecipare ad un progetto di alto livello ed anche diffuso e continuativo per far fare un balzo cognitivo e culturale alla classe dirigente in senso alto e poi a tutti quelli che vorranno, per progettare un nuovo paese. Non è una proposta politica, bensì culturale, inclusiva.
Nel concreto cosa? Fare in modo che le conoscenze più recenti generate dalle scienze fisiche ed umane siano messe a disposizione in maniera non specialistica. Per progettare nuove forme istituzionali, nuove modalità organizzative, nuovi prodotti e cambiamenti sistemici (gestione delle città, dei trasporti, media, …). Un percorso di ricerca e sviluppo che si anima in un grande evento per profondità dei contenuti, anticipato, sul web ed in gruppi territoriali e comunità epistemiche. A questi gruppi la missione di tenere viva la ricerca e diffusione anche successivamente. Con nuove parole si possono progettare nuove soluzioni. E’ già successo tante volte nella storia. Una coincidenza ci aiuta. L’Expo prossimo venturo di Milano.

Chiederemo ai più importanti ricercatori e pensatori di fare uno sforzo. Tradurre in linguaggio comprensibile le loro più grandi scoperte declinandole fuori dai loro specialisti in significati per le imprese, i sistemi umani ed organizzativi, le istituzioni etc. abbiamo già iniziato a farlo. Dobbiamo farlo di più e meglio: il manifesto, il progetto, ed il libricino per una lettura storica della evoluzione sociale e del ruolo della conoscenza. Inizierà a sembrarvi più fattibile.

Non c’è nulla di più concreto di quello che le persone pensano, e così le organizzazioni, le aziende, le istituzioni.

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6 Commenti

  1. Gilberto Allesina

    Gradirei una traduzione di questo post…

    11 Nov 2013
  2. Giacomo Mazzini

    Presente.

    11 Nov 2013
  3. Amadio Totis

    Bello, ma concretamente cosa dobbiamo fare?

    12 Nov 2013
  4. Andrea

    Esatto: quello che ci ha detto è nelle nuvole in astratto, ma una volta scesi sul pianeta terra, e in particolare nella terra italiana che è diversa dalle altre come si concretizzerà il suo pensiero?
    Un sito per scambi culturali?
    Un portale per condividere idee e innovazioni?
    Incontri per divulgare il concetto e della conoscenza per arrivare ad un prodotto finito?
    Creare una associazione che promuova figure della conoscenza?
    Trovare finanziatori per ricercatori d’élite raggruppati in un ente a loro dedicati?
    Proposte da fare a enti o aziende, ma ci vuole almeno una figura di riferimento.
    Mi sembra abbia descritto bene la pentola ma si sia dimenticato il coperchio.
    Manca il pezzo finale più importante: cosa vuole esattamente fare.
    Saluti.

    13 Nov 2013
  5. Luca

    In effetti tale post e’ assai vago. Leggendo il progetto ci si chiarisce un po’ le idee, nella sostanza condivisibili, la cui praticabilità tuttavia assume dimensioni e complessità titaniche. Rispett agli eventi di “rivoluzione” culturale e sociale (e non solo…) del passato ritengo che oggi la realtà sia molto piu complessa e l’interconnessione e globalizzazione che la governano rendono il processo di uscita dalla ” ecologia delle crisi” un evento dalle proporzioni ed effetti impredicibili. Concordo comunque che l’agire per ristrutturazione in molti ambiti ha fallito o sta fallendo; serve una rivoluzione, ma con quali “armi”? La diffusione e condivisione della conoscenza sembra la via maestra e in vari contesti ci si sta provando ma richiede una grande intelligenza e convergenza di intenti che appare ancora lontana nel contesto culturale del nostro bel paese…

    16 Nov 2013
  6. simone de battisti

    grazie a tutti per i contributi. intelligenti e validi..magari qualcuno ha dato una lettura un po rapida…nel progetto di sono elemnti anche di dettaglio.

    ma la proposta che vi posso fare è quella di una presentazione a milano, n incontro, che possiamo trasmettere in streaming se volete. in modo anche da capire come poter supportare lo sviluppo dello steso. oltre a capirlo meglio.

    stiamo avendo tanti riscontri positivi. per un progetto così va da sè servono competenze organizzative, risorse ma sopratutto tanta attenzione e risorse cognitive avanzate tradotte in attuabili metafore e visioni.

    che ne dite?

    vogliamo chiedere ad acta i fare da collettore per identificare una piccola adatta location. chi sarebbe interessato a partecipare ? quanti?

    16 Nov 2013

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