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Con INAREDIS architetti e ingegneri cercano di fuggire dalla Gestione Separata INPS

| 30 ottobre 2013 | LETTO: 5.066 VOLTE | 6 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Da oltre 2 anni, un nostro post dal titolo “Gestione Separata INPS: quando le sanzioni pesano più del non versato”, è diventato un luogo virtuale di scambio per ingegneri e architetti.

Come mai?

Il post parlava delle sanzioni INPS in caso di mancato pagamento e moltissimi ingegneri ed architetti avevano appena ricevuto dall'INPS la richiesta di versamenti per attività svolte nel 2005. Era l'estate 2011 ed era appena scattata l’operazione Poseidone, un’iniziativa di accertamento dell’INPS rivolta a chi svolge un’attività professionale autonoma in aggiunta ad un rapporto dipendente. In sostanza l’INPS chiedeva il versamento della contribuzione previdenziale alla gestione separata per la parte di reddito derivante da attività autonoma.

Come spesso succede in Italia, le norme non sono del tutto chiare e sul tema si è sviluppato un contenzioso.

Il post sul nostro sito è stato utilizzato come uno spazio di confronto aperto tra le vittime di Poseidone, che, dopo un lungo dibattito (come potete osservare ci sono oltre 700 commenti!), nel luglio scorso hanno fondato un sindacato.
Il sindacato si chiama INAREDIS ed ha l’obiettivo di ottenere, per la parte di reddito autonomo professionale, l’adesione ad Inarcassa (la cassa di previdenza di ingegneri e architetti liberi professionisti) o ad un’altra Cassa che non sia la Gestione Separata INPS (chi la conosce cerca di evitarla!).

il coordinatore di INAREDIS è L’architetto Nicola Busin, che ha scritto una lettera diretta a tutti i potenziali iscritti e che trovate qui allegata.

Tanti auguri ad INAREDIS!

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