Acta l'associazione dei freelance

Non organizzateci per favore...

| 24 maggio 2013 | LETTO: 1.075 VOLTE | 3 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Ho avuto modo di leggere "Organizzare i non organizzati - idee ed esperienze per il sindacato che verrà", una pubblicazione curata dall'ufficio politiche giovanili della CGIL e in particolare il pezzo di Di Nunzio (pag. 48), che va sicuramente letto. Dimostra qual è il massimo di apertura ammissibile per chi opera dentro a quella macchina di posti di lavoro e di potere che è la CGIL. In fondo ci sta dicendo che il mondo dei freelance si sta muovendo, sia pure faticosamente, e sta entrando nel canale della rappresentanza storica della CGIL. Certo la CGIL dovrebbe prestare più attenzione a questi primi vagiti, ma in fondo questa pubblicazione altro non è che la dimostrazione che la CGIL (o meglio un gruppo di funzionari che hanno interesse di pagnotta in materia) sta sul pezzo.

Propaganda, essenzialmente propaganda da venditori porta a porta. Pronti a piegare la realtà e le "sottilissime" analisi dell'IRES CGIL, ai loro scopi.

La citazione di ACTA ha il sapore di una concessione pari a quella che si farebbe per il circolo della bocciofila per aver collaborato nella pulizia degli spalti dopo la manifestazione.

Vorrei che i tanti nuovi iscritti di ACTA andassero a rileggersi il nostro Manifesto, per capire su quali diversi orizzonti ci muoviamo e per accettare il fatto che la crisi della rappresentanza non è un incidente passeggero, ma un salto di paradigma. E non è solo un problema della CGIL.

Non è da chi ha creato i problemi che ci possiamo aspettare le soluzioni.

Ma intanto noi leggiamo, ci confrontiamo, dialoghiamo... preparandoci al salto.

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