Acta l'associazione dei freelance

"Dica: no33!" Intervista a Giuliano Cazzola, candidato lista Monti al Senato in Emilia Romagna

| 11 febbraio 2013 | LETTO: 1.540 VOLTE | 9 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

ACTA sottopone a tutti i candidati alle prossime elezioni politiche 5 punti programmatici per la valorizzazione del lavoro autonomo professionale e per una maggiore equità nei confronti delle nuove tipologie di lavoratori e chiede l’adesione alla campagna “Dica: no 33!”. Di seguito il testo della quarta intervista.

ACTA : Negli ultimi anni la nostra contribuzione pensionistica è cresciuta dal 20% al 27%, con il contributo di tutti i governi. Sulla base della legge sul lavoro del 2012 dovrebbe aumentare ancora al 33%. Si impegna a fermare questo aumento? Se è contraria/o ci spieghi le sue motivazioni.

Cazzola: Non solo io, ma la lista Scelta civica condivide questa vostra richiesta. Lo abbiamo scritto molto chiaramente nella Agenda Lavoro. Per quanto mi riguarda mi sono adoperato gia' per bloccare l'aumento a partire dal 2013.

ACTA:  A suo parere quale è o potrebbe essere il ruolo che del lavoro autonomo professionale per favorire il recupero di produttività? Abbiamo fatto delle proposte articolate per incentivare il lavoro professionale autonomo e il suo rafforzamento, affinché possa efficacemente garantire innovazione e flessibilità alle imprese. Quali tra di esse (regime fiscale agevolato per redditi sino a 70-80.000 euro; calcolo imposizione fiscale e anticipi sulla media dei tre anni, deducibilità spese formazione, trasferte e ammortamento accelerato prodotti tecnologici, eliminazione doppia contribuzione SRL e semplificazione burocrazia) condivide, e quali ritiene di appoggiare nella prossima legislatura, se sarà eletta/o? Quali non condivide e perché?

Cazzola: Le proposte sono tutte condivisibili. Il problema e' la loro sostenibilità sul piano dei conti pubblici. Ne aggiungo altre. Credo che dovrebbero ampliarsi il ruolo che i liberi professionisti potrebbero svolgere in qualità di sostituti della pubblica amministrazione attribuendo loro quelle funzioni di certificatore e garante della correttezza degli adempimenti a cui sono tenuti i cittadini e le imprese.

ACTA:  Ritiene esista un problema di svalutazione dei compensi nel lavoro autonomo professionale? Concorda con le misure da noi proposte (salario minimo orario, tariffe eque per servizi professionali e regole sulle commesse pubbliche per salvaguardare equo compenso) per affrontare questo problema? Se non le condivide, ci spieghi le sue motivazioni.

Cazzola: Questa volta non sono d'accordo, anche se capisco la vostra posizione. Mi sembra che alla base di queste richieste vi sia un desiderio di ordine professionale o di qualche cosa di analogo. E comunque nessuno vieta a delle libere associazioni di darsi delle regole e dei codici di comportamento.

ACTA:  E’ d’accordo sulla necessità di affrontare la situazione dei giovani e degli altri lavoratori che ricadono interamente nel sistema pensionistico contributivo, al fine di prevenire una diffusa situazione di povertà tra i futuri pensionati? Se no, perché? Se sì, é favorevole al recupero della finalità solidaristica delle pensioni, con l’introduzione di una pensione base (aggiuntiva a quella puramente contributiva) legata al numero degli anni lavorati, indipendentemente dai contributi versati e dalla tipologia di lavoro svolto? Se non la condivide, perché? Quali altre misure propone?

Cazzola : Sono d'accordo. Nella XVI legislatura ho addirittura presentato due progetti di legge, il secondo insieme a Tiziano Treu, che prevedevano l'istituzione per i nuovi occupati di una pensione di base finanziata dal fisco. Scelta civica e' molto suggestionata dalle ipotesi di reddito minimo, se non addirittura di reddito di cittadinanza.

ACTA: E’ favorevole all’istituzione di una indennità di maternità universale nei casi in cui non sia prevista alcuna indennità o ad integrazione di indennità esistenti? Condivide la nostra richiesta di estendere ai padri professionisti l’accesso ai congedi parentali? Noi siamo insoddisfatti della copertura della malattia assicurata dall’INPS (indennità molto basse, necessità di rientrare in certi parametri di versamenti contributivi nel periodo precedente, massimali oltre i quali non si ha alcun diritto). Chiediamo di avere diritto ad una reale copertura della malattia, attraverso il mutualismo. Proponiamo la possibilità di sostituire l’obbligo di versamento all’INPS per malattia, con l’adesione ad una società di mutuo soccorso, mantenendone la totale deducibilità. Che ne pensa?

Cazzola: Quanto ai congedi parentali estesi ai padri Scelta civica eéd'accordo. Nell'agenda Lavoro é scritto che si deve redistribuire più equamente il lavoro di cura nella coppia. Diciamo anzi che la vecchia impostazione che vede l'emancipazione della donna solo attraverso i servizi sociali e' rivolta al dunque a consolidare il ruolo dell'uomo come soggetto escluso dalle incombenze familiari. Affermiamo anche che non ha senso pensare di irreggimentare il lavoro in tipologie contrattuali prevalenti, quando le tante diversità esistenti hanno necessità di essere regolate in modo specifico. A nostro avviso, l'unita' del mondo del lavoro oggi si fa sul terreno di modelli di welfare tendenzialmente uniformi. Quanto alla questione specifica della maternità sulla base di quanto detto io sono per soluzioni il più possibile uniformi. Nulla vieta di trovare nel mercato assicurativo privato soluzioni integrative.

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