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“Dica: no33!” Intervista a Patrizio Tumietto, candidato Fare per Fermare il Declino per la Camera in Lombardia

| 19 febbraio 2013 | LETTO: 1.406 VOLTE | UN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

ACTA sottopone a tutti i candidati alle prossime elezioni politiche 5 punti programmatici per la valorizzazione del lavoro autonomo professionale e per una maggiore equità nei confronti delle nuove tipologie di lavoratori e chiede l’adesione alla campagna “Dica: no 33!”
Di seguito il testo dell’ottava intervista.

ACTA: Negli ultimi anni la nostra contribuzione pensionistica è cresciuta dal 20% al 27%, con il contributo di tutti i governi. Sulla base della legge sul lavoro del 2012 dovrebbe aumentare ancora al 33% Si impegna a fermare questo aumento?
Se è contraria/o ci spieghi le sue motivazioni.

Tumietto: Fare condivide le preoccupazioni di Acta ritenendo che l'aumento sia eccessivo soprattutto considerando la totale precarietà del lavoro autonomo, la possibilità che alcuni lavoratori autonomi cessino la loro attività passando a lavoro dipendente o ad altre attività che hanno forme obbligatorie di contribuzione. Inoltre la linea del nostro partito è di suddividere in modo verticale la contribuzione obbligatoria lasciando più bassa la contribuzione (e la tassazione) all'inizio della attività lavorativa ed incrementandola man mano che aumentano le possibilità economiche del soggetto.

ACTA: A suo parere quale è o potrebbe essere il ruolo che del lavoro autonomo professionale per favorire il recupero di produttività? Abbiamo fatto delle proposte articolate per incentivare il lavoro professionale autonomo e il suo rafforzamento, affinché possa efficacemente garantire innovazione e flessibilità alle imprese. Quali tra di esse (regime fiscale agevolato per redditi sino a 70-80.000 euro; calcolo imposizione fiscale e anticipi sulla media dei tre anni, deducibilità spese formazione, trasferte e ammortamento accelerato prodotti tecnologici, eliminazione doppia contribuzione SRL e semplificazione burocrazia) condivide, e quali ritiene di appoggiare nella prossima legislatura, se sarà eletta/o? Quali non condivide e perché?

Tumietto: Fare ritiene che la doppia contribuzione nel caso delle srl sia da eliminare, legando la contribuzione al reddito effettivamente prodotto dal soggetto. La semplificazione burocratica è uno degli assi portanti del nostro programma. Per quanto riguarda la struttura del conto economico riteniamo debbano essere dedotte dal reddito tutte le spese effettivamente sostenute purché coerenti ed inerent alla attività svolta. In merito ad agevolazioni fiscali per i redditi fino a 70/80.000 euro riteniamo non praticabili forme agevolative legate a particolari attività perché possibilmente soggette a censure di costituzionalità. Riteniamo che la deducibilitá completa delle spese inerenti alla attività sia la corretta risposta. Altro elemento è l'orientamento del nostro partito per la eliminazione dell'Irap, o quanto meno, per la determinazione della sua base imponibile con quella ai fini IRPEF, il che equivale a una forte riduzione del suo imponibile. Per quanto riguarda gli anticipi dell'imposta la norma attuale coinvolge tutto il lavoro autonomo e di impresa, ma gli anticipi stessi possono essere calibrati in caso di riduzione dell'imponibile nel corso dell'anno.

ACTA: Ritiene esista un problema di svalutazione dei compensi nel lavoro autonomo professionale? Concorda con le misure da noi proposte (salario minimo orario, tariffe eque per servizi professionali e regole sulle commesse pubbliche per salvaguardare equo compenso) per affrontare questo problema? Se non le condivide, ci spieghi le sue motivazioni.

Tumietto: La fissazione di tariffe minime va contro la liberalizzazione delle tariffe auspicata dalla Unione Europea. Tuttavia si dovrà trovare una forma di tutela per evitare lo strapotere del mandante nei confronti del lavoratore autonomo.

ACTA: E’ d’accordo sulla necessità di affrontare la situazione dei giovani e degli altri lavoratori che ricadono interamente nel sistema pensionistico contributivo, al fine di prevenire una diffusa situazione di povertà tra i futuri pensionati? Se no, perché?
Se sì, é favorevole al recupero della finalità solidaristica delle pensioni, con l’introduzione di una pensione base (aggiuntiva a quella puramente contributiva) legata al numero degli anni lavorati, indipendentemente dai contributi versati e dalla tipologia di lavoro svolto? Se non la condivide, perché? Quali altre misure propone?

Tumietto: Quello delle pensioni é un problema che deve essere affrontato con realismo. La situazione pensionistica italiana é stata deteriorata dalla adozione del sistema retributivo che ha semplicemente spostato il problema del pagamento delle pensioni dalle gestioni proprie alla fiscalità generale, contribuendo al dissesto della finanza pubblica. In tutti i paesi ci sono delle forme di contribuzione volontaria integrative di quella obbligatoria. La soluzione da noi proposta, come sopra ricordato, é di distribuire il costo della contribuzione in modo verticale, prevedendo all'inizio aliquote più basse e successivamente crescenti in elezione alla età e ai redditi.

ACTA: E’ favorevole all’istituzione di una indennità di maternità universale nei casi in cui non sia prevista alcuna indennità o ad integrazione di indennità esistenti?

Tumietto: Una indennità di maternità deve essere prevista, ma per non tornare agli errori del passato deve essere prevista anche una copertura apposita.

ACTA: Condivide la nostra richiesta di estendere ai padri professionisti l’accesso ai congedi parentali?

Tumietto: Si certamente, però mi permetto di ricordare come il lavoro autonomo sia strettamente collegato alla professionalità di chi lo svolge, quindi si tratta di una scelta che riguarda più il singolo lavoratore che una norma generale.

ACTA: Noi siamo insoddisfatti della copertura della malattia assicurata dall’INPS (indennità molto basse, necessità di rientrare in certi parametri di versamenti contributivi nel periodo precedente, massimali oltre i quali non si ha alcun diritto). Chiediamo di avere diritto ad una reale copertura della malattia, attraverso il mutualismo. Proponiamo la possibilità di sostituire l’obbligo di versamento all’INPS per malattia, con l’adesione ad una società di mutuo soccorso, mantenendone la totale deducibilità. Che ne pensa?

Tumietto: Siamo favorevoli alla scelte individuali, ma crediamo difficile portare avanti un concetto credibile di abolizione delle assicurazioni obbligatorie e loro sostituzione con scelte volontarie. Se ciò fosse comunque possibile, certamente questa contribuzione dovrebbe essere fiscalmente deducibile.

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