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Gestione Separata: nessuna prestazione perchè i contributi versati sono spariti.

Se uno lavora con contratto di collaborazione a progetto o assimilato (es. assegno di ricerca) i contributi pensionistici per la Gestione Separata sono trattenuti dal datore di lavoro e versati direttamente all’INPS (sia per i 2/3 a carico del datore di lavoro, sia per 1/3 a carico del lavoratore).

Può succedere che il lavoratore al momento in cui deve accedere ad una prestazione previdenziale (indennità di maternità, malattia, pensione…) scopra che i contributi sono spariti, magari a causa di un banale errore nella comunicazione telematica o in fase di attribuzione.
E’ quanto denuncia il GAP, associazione che riunisce gli assegnisti e i precari della ricerca dell’Università di Pavia, che scrive:

Recentemente ci siamo accorti che i nostri versamenti alla gestione separata dell’INPS non sono correttamente registrati dall’INPS, nonostante vengano regolarmente versati dall’Università. Risultato: i versamenti sono stati fatti, ma all’INPS risultano dei “buchi”. Conseguenza: le assegniste e le dottorande in maternità ricevono indennità ridotte, oppure non le ricevono in toto perché non viene raggiunto il limite contributivo; lo stesso vale per l’indennità per congedo parentale, l’indennità di malattia e gli assegni al nucleo familiare.
Ma non è tutto. Cercando di venire a capo della faccenda abbiamo scoperto che i buchi risultano per tutti gli iscritti alla gestione separata INPS, in particolare quelli che lavorano in grandi organizzazioni o aziende.
Trova i dettagli nella lettera allegata.

Un’esperienza in cui si riconosce anche la nostra socia Ornella Fabretti, che racconta:

Nel 2005 ho lavorato per 5 mesi per una società e per voci di colleghi sono venuta a sapere che a molti mancavano i versamenti INPS, quindi sono andata alla sede INPS del datore di lavoro (non alla mia sede) e ho scoperto che in verità il mio datore di lavoro non risultava del tutto insolvente coi contributi, ma semplicemente aveva versato TOT senza attribuire tali versamenti ai collaboratori. Alla mia richiesta di come si potesse risolvere la questione, l’impiegata INPS mi ha detto che era bene fare una segnalazione di mancati contributi (in pratica è come denunciare all’INPS il proprio datore di lavoro e l’INPS si attiva per ottenere tali insolvenze) e di controllare dopo un po’ di tempo se la questione era stata risolta.

In buona sostanza nel tempo ho capito che l’Inps non ha alcun interesse a sistemare il problema, poiché a tutti gli effetti, i soldi se li prende comunque. Il problema è tutto di chi, a fronte di questi ammanchi, va a richiedere indennità di maternità o peggio mi sento, la pensione. Infatti quei contributi mancanti non sono visibili sull’estratto conto personale né nel montante, anche se l’Inps ce li ha nelle sue casse.

Oltretutto tali “buchi” non sono verificabili dall’estratto conto online, ad esempio nel mio vedo effettivamente dei mesi mancanti ma è necessario andare nella sede INPS del datore che avrebbe dovuto versarli e chiedere di verificare se non sono stati versati o se c’è stato un errore di attribuzione.
Quindi è anche un fatto che richiede mille giri e molta pazienza per poter essere risolto!

ACTA

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2 Commenti

  1. Marco

    E’ successa la stessa cosa a me e ad altre persone che conosco. Il mio commercialista si sta muovendo ma a tutt’oggi non sono riuscito a farmi sistemare dall’Inps i “buchi”.

    11 Gen 2013
  2. Marco M.

    Identico problema per me ed altri colleghi per due contratti a progetto del 2004 e del 2005. Visto che in tutti questi anni non sono riuscito ad ottenere la correzione del problema e siccome temo che la faccenda vada per le lunghe, sono disposto alla seguente “promessa di voto”: assicuro di votare il partito/movimento/coalizione che nella prossima legislatura si prenderà solennemente in carico la risoluzione definitiva di questo ennesimo scandalo italiano.

    14 Gen 2013

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