Acta l'associazione dei freelance

Produttività, flessibilità e lavoro autonomo

| 21 dicembre 2012 | LETTO: 4.484 VOLTE | 3 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Il lavoro autonomo è flessibile per definizione. Per questo, andrebbe incentivato come misure fiscali e contributive come quelle per il lavoro dipendente.

L’accordo interconfederale Linee programmatiche per la crescita delle produttività e della competitività in Italia, recentemente stipulato tra le associazioni imprenditoriali e i sindacati (con esclusione della Cgil), rileva la necessità di incrementare e rendere strutturali le misure fiscali e contributive volte ad incentivare la contrattazione di secondo livello che collega parte della retribuzione al raggiungimento di obiettivi di produttività... In particolare, le Parti chiedono al Governo e al Parlamento di applicare, sui redditi da lavoro dipendente fino a 40 mila euro lordi annui, la detassazione del salario di produttività attraverso la determinazione di un'imposta, sostitutiva dell'IRPEF e delle addizionali, al 10% , nonché di confermare lo sgravio contributivo fino al limite del 5% della retribuzione variabile prevista dai contratti collettivi aziendali o territoriali.

Queste richieste sono certamente coerenti con la accresciuta consapevolezza dell’importanza di stabilire, ai livelli più vicini alla prestazione lavorativa, misure in grado di incrementare produttività, qualità, redditività, efficacia, innovazione, efficienza organizzativa e altri elementi rilevanti ai fini dell’aumento della competitività, soprattutto in questa fase di pericolosa perdita di produttività complessiva del sistema Italia. Ai fini di questa argomentazione, è particolarmente interessante notare che l’accordo ribadisce l’importanza centrale degli istituti della flessibilità dell’orario come leva per la realizzazione degli incrementi di produttività: la ridefinizione dei sistemi di orari e la loro distribuzione anche con modelli flessibili in rapporto agli investimenti, all’innovazione tecnologica e alla fluttuazione dei mercati vengono riconosciute come strumenti fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi aziendali. E’ noto che le imprese sono costrette in mercati globali sempre più competitivi e in produzioni sempre meno standardizzate e, in effetti, dove l’innovazione tecnica e le esigenze di flessibilità aziendali cominciano a trovare riscontro nella disponibilità dei lavoratori a sperimentare nuove forme di flessibilità dell’orario (turni aggiuntivi , lavoro di sabato e domenica, orari su base plurisettimanale) si può constatare che il miglioramento dei processi, la saturazione degli impianti, la puntualità nelle consegne, il rispetto delle scadenze previste dai contratti di fornitura consentono di generare aumenti di produttività significativi.

Di questi vincoli e di questi obiettivi i lavoratori autonomi professionali sono perfettamente consapevoli.
Da sempre, i lavoratori indipendenti collaborano al business delle aziende-clienti, integrandosi con la massima flessibilità nei processi di produzione e di creazione di servizi, nel rispetto delle esigenze organizzative, degli obiettivi di qualità, delle scadenze previste dai committenti. In qualche misura – per alcune figure professionali anche in misura prevalente – lo sviluppo delle forme di collaborazione autonoma professionale nasce proprio da queste esigenze di flessibilità delle imprese, finora poco e mal soddisfatte dalla rigidità del lavoro dipendente. Per un freelance, lavorare la sera o nel week end, saltare un pasto o giocarsi le vacanze, sono fatti quasi consueti quando vi sia una scadenza da rispettare, un problema da risolvere, un imprevisto da superare. Questo fatto va sottolineato ancora ed ancora.

Freelance, lavoratori della conoscenza, professionisti del terziario avanzato sono un un’area di lavoro preziosa per l’economia, anche e forse soprattutto per la flessibilità della loro prestazione. Per questo ci chiediamo, perché non chiedere anche per i lavoratori indipendenti detassazione e decontribuzione, in ragione del contributo che danno quotidianamente, attraverso la flessibilità dei loro orari di lavoro, al miglioramento della competitività del sistema economico?

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