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I diritti negati dall'INPS

| 11 dicembre 2012 | LETTO: 3.414 VOLTE | 11 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

A distanza di quasi un anno dal decreto salva Italia non sono ancora applicate le procedure per consentire ai professionisti iscritti alla gestione separata di accedere all'indennità di malattia domiciliare e ai congedi parentali.
Soci Acta che i sono rivolti all'inps sia per l’indennità di malattia (Andrea che è rimasto bloccato un mese per il suo menisco) sia per i congedi parentali (Samanta, con due bimbi, di cui uno nato alla fine del 2011) hanno potuto verificare che il sistema non è ancora aggiornato e non contempla la possibilità di erogare tali indennità alla nostra categoria.

Ricordiamo che il decreto Decreto Salva Italia (DL 201/2011),con l'articolo 24 comma 26, ha riconosciuto il diritto alla malattia domiciliare e ai congedi parentali anche ai professionisti iscritti alla Gestione Separata. Un diritto che prima era riconosciuto solo ai lavoratori a progetto e categorie assimilate (ad esempio assegnatari di ricerca) e non ai professionisti che pure erano tenuti a versare gli stessi contributi.

Un messaggio INPS (N° 2343 4143 del 7 marzo 2012, introvabile sul sito dell’INPS, ma che é stato citato da tutta la stampa) aveva reso noto che, in accordo con quanto definito nel Decreto Salva Italia, a partire dal 1 gennaio 2012 il diritto alla malattia domiciliare e ai congedi parentali sarebbe stato esteso ai professionisti iscritti alla Gestione Separata (a coloro che versano la maggiorazione INPS dello 0,72 %, con esclusione dunque dei titolari di pensione e degli iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria ) .

Ma l'INPS non si é ancora adeguato.
Non é stato aggiornato il servizio telematico, che alla voce "tipo di attività" prevede solo collaborazione a progetto e assegno di ricerca , non si sono adeguati gli sportelli ove gli impiegati attendono lo sblocco delle procedure e consigliano di presentare domanda pur sapendo che dovranno respingerla, perché così potranno erogare l'indennità non appena la procedura sarà sbloccata.

Quanto sarà necessario aspettare?

Un ritardo che é particolarmente odioso se consideriamo la rigidità dell’INPS come esattore: non sono possibili dilazioni nel versamento dei contributi previdenziali, e, a differenza di quanto accade in materia fiscale, non esiste neppure il ravvedimento operoso in caso di dimenticanza o errore, pena sanzioni pesantissime.

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