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Nascondersi alla gestione separata?

17 Luglio 2012 Previdenza, Vita da freelance

Riceviamo e pubblichiamo.
Buongiorno a tutti. Scrivo ad Acta per poter avere un parere dalla vostra community.
Lo faccio in forma anonima, cosa che di solito non faccio mai sul web, ma vista la situazione delicata forse è meglio tutelarsi un po’.
Sono un libero professionista e mi occupo di grafica.
Dopo alcuni anni in contratto a progetto, data l’assenza di prospettive fornite dall’azienda che mi aveva proposto il cocopro, mi sono deciso a aprire una piva e a mettermi in proprio, tenendo l’azienda del cocopro come primo (scarso) cliente.
Scopro l’esistenza del regime agevolato, mi attivo a cercare un commercialista.
Ne scelgo uno fra alcuni segnalati da conoscenti che si occupa così di preparare i documenti necessari e mi spiega un po’ il quadro della situazione.
Mi dice che per evitare il problema prosecuzione lavoro precedente nell’apertura p.iva a regime agevolato è meglio scegliere un codice non direttamente collegato all’attività di grafico ma piuttosto qualcosa di più generico…
Accetto, è l’unica strada per poter tentare di lavorare e costruirmi un futuro lavorativo…oggi come oggi l’assunzione di un grafico è cosa rara…Mi dico: meglio mettersi in proprio e fare consulenza come grafico esterno per aziende e privati.
Essendo totalmente negato per gli aspetti fiscali del lavoro (tanto da non riuscire nemmeno qualche tempo fa a capire esattamente la differenza fra tasse e contributi…) tutto mi sembrava davvero complesso e ingestibile.
Poi col tempo ho imparato a gestire le mie fatture, movimenti vari etc e a fare un po’ di chiarezza su p.iva e mondo del lavoro in generale.
Purtroppo però credo di aver commesso un serio errore di valutazione iniziale. (O forse no?)

Ecco i fatti:
Estate 2012
Finito il primo anno di attività in regime agevolato dei minimi, mi trovo a dover pagare le tasse.
Fin qui tutto chiaro. Grosso modo il commercialista mi ha consigliato di “accantonare” il 20 % di ogni fattura incassata, di volta in volta.
Poi in base alle spese sostenute avrei pagato probabilmente qualcosa in meno sul totale delle tasse dovute, perchè avrei scaricato i costi sostenuti per l’attività.
Così mi ero fatto il mio quadro excell con fatture in entrata e in uscita e tutto sembrava filasse liscio.
L’ammontare delle tasse da versare coincide infatti con la previsione di excell (considerando le spese scaricate e l’acconto per l’anno prossimo…con aliquota al 5% e non più al 20% come per il primo anno…)
Quindi la somma accantonata copre quanto devo versare per il 2011 compreso acconto 2012.
Accedo al mio conto on line, apro la sezione F24, compilo il modulo come da indicazioni del mio commercialista e pago l’imposta forfettaria prevista per il mio codice attività.
Ok, e i contributi?

Inizio 2011
Torno indietro, all’apertura della piva ad inizio 2011.
Il mio commercialista mi suggerì:

guarda lascia stare la gestione separata perché è un fondo a perdere…Piuttosto accantonati qualcosa per i fatti tuoi…è meglio, magari fai un’assicurazione o una pensione privata…

Come lobotomizzato non mi sono preoccupato di capire esattamente cosa stesse dicendo… pensavo fosse un’opzione lecita…
Poi col passare dei mesi, torno sul tema chiedendo a conoscenti e poi parlando con il commercialista…
Il consiglio iniziale si rivela però più complesso di quanto avessi capito:
il mancato pagamento comporterebbe se rilevato sanzioni e rogne. E lì comincio a preoccuparmi.
Sono figlio di gente onesta che ha sempre pagato le tasse e nella mia mentalità fare il furbo non rientra…
Così cerco di approfondire un po’.
Passa il tempo…
Scopro cosa sia la gestione separata, cosa sia rispetto alle casse previdenziali dedicate (tipo artigiani), scopro che abbiamo la tassazione peggiore e che il governo tartasserà con aumenti sull’aliquota dal 27 al 33.
Scopro poi che se un domani faccio società con qualcuno perderò i miei versamenti fatti in gestione separata. Idem se passo ad un regime iva normale non più agevolato…come dovrebbe accadere al termine dei 5 anni.
Scopro che se avessi il fatturato più alto possibile (quindi vicino ma non superiore ai 30.000 €), i contributi pagati, al netto delle tasse, sarebbero con l’aliquota del 27% circa 7000 €: questi versamenti contributivi non sarebbero abbastanza cospicui per ottenere una pensione superiore a quella minima.
Quindi una grossa fetta dei versamenti risulterebbero inutili e persi…??? Possibile??
Scopro poi le novità per il 2012:
tassazione forfettaria scende dal 20 al 5 (una cosa buona? mah…)
torna il limite temporale di regime agevolato (ecco il rovescio della medaglia)
e tutte le cose legate ala nuova manovra finanziaria…false piva, regime ibrido fra quello agevolato e quelli normali…etc
Nel frattempo però, oltre che a diventare un neo commercialista, devo portare avanti il mio di lavoro…
Così passano altri mesi.
Estate 2012..bis
Arriva l’estate e le tasse. F24, verso le mie tasse.
Chiedo al commercialista se posso comunque regolare il discorso contributi. Scoprendo Acta infatti mi dico: meglio essere in regola e poi magari seguire l’associazione per fare “resistenza” alla luce del sole…(interessantissimo l’incontro previsto per l’uscita dalla gestione separata)
Ma scopro che la posizione inps andava aperta all’inizio dell’attività…Cado dal pero…
Così chiedo al commercialista: Ma se ho appena capito quanto pagare di tasse e contributi adesso a fine giugno, non posso sistemare il discorso inps comunque?
Mi dice: Si puoi ma essendo fuori dai termini previsti per l’apertura avresti sanzioni comunque…(poi aggiunge forse)
Onestamente non so cosa fare…mi cadono le braccia…Qualcuno può spiegarmi e/o consigliare?
All’inizio della mia avventura mi ero ripromesso di evitare sotterfugi e pasticci…per andare a testa alta.
Nel frattempo mentre cerco di capire come tentare di fare le cose correttamente (e farmi comunque rapinare), mio padre, che è un esodato e disoccupato, non sa che ne sarà di quanto ha accantonato in decenni di onesto lavoro, tasse e contributi pagati…
Fra buttare soldi ed aiutare lui cosa dovrei scegliere?
Come posso relazionarmi correttamente con uno stato che:
mi penalizza appena faccio un pasticcio
mi penalizza se faccio tutto correttamente, raggirandomi
viene meno oggi agli accordi presi con i lavoratori di ieri e li lascia con il nulla nelle mani?

Chi mi dice che domani oltre ad avere buttato circa 2/3 dei contributi poi ritratti anche con me e mi dica che non mi spetta niente?
Vorrei sapere inoltre le sanzioni previste per omessi versamenti in gestione separata e come funzionano.
Non ho trovato informazioni precise sul web…
Grazie a tutti per l’attenzione dedicata…spero possiate darmi qualche buon consiglio.

ACTA

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12 Commenti

  1. Carlo

    Reply

    Ciao Anonimo,
    premetto che i contributi ai fini INPS, che ci chiede lo Stato nella gestione separata, sono sicuramente eccessivi rispetto ad altri regimi di lavoro e rispetto a quanto ci verrà riconosciuto quando avremo l’età pensionabile.
    Ritengo che comunque ci sarà riconosciuto qualcosa, per quanto poco e non calcolabile oggi, ma non Zero, altrimenti saremmo ben oltre un regime dittatoriale.
    Detto questo però, la legge, per quanto difettosa, non ammette ignoranza. Quindi i casi sono due: o il tuo commercialista è gravemente disinformato (e non credo sia questo il caso) oppure tu hai solo chiesto consigli al commercialista, facendo da solo, senza informarti fino in fondo su quali sono tutti gli obblighi di tasse e contributi.
    Se paghi un commercialista serio, lui deve essere in grado di dirti quanto devi pagare di INPS, comprese eventuali sanzioni. Di solito il ravvedimento operoso (cioè pagare spontaneamente in ritardo) costa meno che aspettare la sanzione quando se ne accorge lo Stato. Sebbene in quest’ultimo caso pagherai più tardi.
    Altre scappatoie forse esistono, ma non le conosco.

    17 Lug 2012
  2. Matteo

    Reply

    Io ho ricevuto una multa, a distanza di anni, per non aver versato i contributi INPS per il primi 6 mesi del 2004 (P.IVA aperta a gennaio 2004)… preparati.

    17 Lug 2012
  3. Giovanni

    Reply

    Matteo,

    ma parli di contributi INPS gestione separata? e se si in quei primi 6 mesi avevi incassato qualche fattura? La Gestione Separata non prevede che si paghi se non si fa reddito. Forse eri iscritto alla gestione artigiani o commercianti.
    Ciao

    17 Lug 2012
  4. Luca

    Reply

    Ciao,
    Non mi tornano diverse informazioni, tanto da farmi pensare che o che il tuo commercialista è completamente a digiuno in materia o che non è un commercialista.
    So che c’è una sanzione per non aver versato i contributi in tempo ma so che è anche meglio versarli adesso che attendere che lo scoprano, sia per un discorso monetario (la sanzione sarà più pesante) sia per un discorso di sentirsi di aver fatto tutto in regola e di non vivere nel terrore di una sanzione che sta per arrivare.
    Capisco comunque che la “botta” sia forte.
    Inoltre non è assolutamente vero che passando dal regime agevolato al regime normale vengono persi i contributi versati.
    Davvero ti consiglio di cambiare commercialista, anche solo per un consulto, e farti dare delle risposte precisa che possano risolverti questo problema.

    17 Lug 2012
  5. mr

    Reply

    1) Cambia commercialista, ora, subito, adesso, e fatti ridare tutta la documentazione (fatture, contabilità, eventuali elenchi vidimati, ecc.)

    2) Purtroppo i contributi INPS non possono essere oggetto di ravvedimento operoso, quindi ci sarà una sanzione e la mora, se la cifra è alta puoi rateizzarla anche con l’AdE invedi aspettare Equitalia

    17 Lug 2012
  6. mimmo

    Reply

    Chi rappresenta di ACTA sta dimostrando notevole determinazione e capacita’ di farsi almeno ascoltare nelle stanze in cui si continua a perpetrare la tortura nei nostri confronti. E’ utopico pensare di rivolgere direttamente a Mastrapasqua & C. tutte le domande cui ne’ noi ne’ i vari commercialisti sappiamo rispondere (che cosa riscuoteremo, se ha un fondamento la diffusissima voce che i contributi dela gestione separata sono un abominio, etc.)?

    17 Lug 2012
  7. free-lance

    Reply

    anonimo,

    innanzitutto, non sei l’unico.

    Complice l’ignoranza dei commercialisti (la maggior parte lo sono, è una constatazione), i contributi non versati in particolare all’inizio dell’attività sono un vero e proprio business per l’agenzia delle entrate.

    Ci sarà un motivo per cui quando si va ad aprire una partita iva, nessuno dell’Ade informi che bisogna aprire anche una posizione contributiva? In altri paesi è contestuale all’avvio di attività, pertanto l’autonomo sa da subito che deve pagare anche i contributi. In Italia invece nessuno informa di questo, nè l’Ade nè molti commercialisti. Tu ci sei arrivato da solo, in molti ci sono arrivati quando gli è arrivata la cartella dei contributi non pagati.

    Detto questo, l’ingresso in una società o il passaggio al regime iva ordinario non fanno perdere i contributi versati, ci mancherebbe.

    Infine aggiungo, la riforma del lavoro molti autonomi non si stanno rendendo conto di quanto influirà sulle dinamiche commerciali: il cliente vorrà dimostrazione che l’autonomo soddisfi i due criteri per non essere considerato partita iva falsa, quindi vorrà vedere le altre fatture, e magari si sta lavorando anche per i suoi concorrenti.

    17 Lug 2012
  8. roberto

    Reply

    Perdonatemi ma davvero non riesco a capire perchè, con il sistema contribuitivo pieno, si continui a dire che i contributi versati saranno persi o non ci verranno restituiti. Siamo un un sistema sociale che deve provvedere anche a che non può (per i vari motivi che non è il caso di approfondire). E’ evidente dunque che se versiamo in totale 100 non possiamo aspettarci di riavere indietro gli stessi 100. Ma alle attuali condizioni, con una aspettativa di vita post-età lavorativa, e dunque da pensionati, di circa 20 anni, la percentuale di contributi che verrà restituita è sicuramente alta.
    Personalmente sono molto più arrabbiato e sconcertato per tutti i “colleghi” autonomi delle varie professioni che hanno sempre versato cifre ridicole e adesso si lamentano della esiguità dei loro assegni pensionistici.
    Il sistema contribuitivo è una delle poche sane e serie cose che finalmente abbiamo! e tra tutti i vari balzelli vi assicuro che l’INPS è quello che pago con minore male di pancia.

    24 Lug 2012
  9. grazia grifa

    Reply

    Ero sicura che se non potevo provvedere al mio futuro pensionistico, nessuno poteva obbligarmi a farlo, invece, mi è stato ingiunto dall’INPS di pagare € 1632,68 per il 2006 di cui € 702,30 come sanzioni e l’iscrizione automatica alla gestione separata Inps,il sistema previdenziale più iniquo della storia italiana.
    Vorrei contattare altri che si trovano nella mia stessa assurda situazione per valutare la possibilità di fare ricorso.

    25 Lug 2012
  10. Lisa

    Reply

    Salve,avrei bisogno di un consiglio :come fare capire all’Inps che se guadagno 5000,00€ non posso pagare quasi 4000,00€ di contributi Inps?
    Allora:2011 apro partita iva come procacciatrice d’affari.Ero disoccupata e mi è stato proposto questo tipo di lavoro per vendere pannelli fotovoltaici.L’azienda non accettava fatture con C.F.,il loro mandato per poter lavorare era solo come procacciatore.
    Chiudo 5 impianti ma vedo che tra spese di benzina e telefono non ci sto dentro,avendo già preventivato i costi di almeno 1500,00 di contributi Inps(mi aveva detto il commercialista)e il costo del commercialista stesso,circa 800,00€(un furto).
    Chiudo la partita a aprile 2012(ci ha messo 3 mesi il commercialista,troppoi impegni…!!!!)
    15/01/2013 :ancora disoccupata,nella merda oceanica mi arrivano due cartelle di Equitalia:1800,00€ e 1821,03€.
    Corro all’Inps e mi dicono che ne deve arrivare un’altra di 261,00€ e che non c’è niente da fare,quando gli dico che io quei soldi non li ho nemmeno guadagnati.Mi dice:il tetto minimo è di 12000,00 all’inps nn gliene frega niente se tu anche nn hai guadagnato nulla.
    Fare ricorso,te lo dico da sorella nn ti serve a nulla!!!
    C’è QUALCUNO CHE CONOSCE IL MODO DI CAMBIARE QUESTO SISTEMA ALLUCINANTE ITALIANO??
    Grazie.

    14 Gen 2013
  11. Deciomeridio

    Reply

    Beh, per cambiare il ” …sistema allucinante italiano…. ” basta continuare a sventolare il tricolore e ad essere orgogliosi italiani.
    Ossia orgoglioni.

    30 Giu 2013

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Nascondersi alla gestione separata?

di ACTA tempo di lettura: 4 min
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