Acta l'associazione dei freelance

Nascondersi alla gestione separata?

| 17 luglio 2012 | LETTO: 23.676 VOLTE | 12 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Riceviamo e pubblichiamo.
Buongiorno a tutti. Scrivo ad Acta per poter avere un parere dalla vostra community.
Lo faccio in forma anonima, cosa che di solito non faccio mai sul web, ma vista la situazione delicata forse è meglio tutelarsi un po'.
Sono un libero professionista e mi occupo di grafica.
Dopo alcuni anni in contratto a progetto, data l'assenza di prospettive fornite dall'azienda che mi aveva proposto il cocopro, mi sono deciso a aprire una piva e a mettermi in proprio, tenendo l'azienda del cocopro come primo (scarso) cliente.
Scopro l'esistenza del regime agevolato, mi attivo a cercare un commercialista.
Ne scelgo uno fra alcuni segnalati da conoscenti che si occupa così di preparare i documenti necessari e mi spiega un po’ il quadro della situazione.
Mi dice che per evitare il problema prosecuzione lavoro precedente nell'apertura p.iva a regime agevolato è meglio scegliere un codice non direttamente collegato all'attività di grafico ma piuttosto qualcosa di più generico...
Accetto, è l'unica strada per poter tentare di lavorare e costruirmi un futuro lavorativo…oggi come oggi l'assunzione di un grafico è cosa rara...Mi dico: meglio mettersi in proprio e fare consulenza come grafico esterno per aziende e privati.
Essendo totalmente negato per gli aspetti fiscali del lavoro (tanto da non riuscire nemmeno qualche tempo fa a capire esattamente la differenza fra tasse e contributi...) tutto mi sembrava davvero complesso e ingestibile.
Poi col tempo ho imparato a gestire le mie fatture, movimenti vari etc e a fare un po’ di chiarezza su p.iva e mondo del lavoro in generale.
Purtroppo però credo di aver commesso un serio errore di valutazione iniziale. (O forse no?)

Ecco i fatti:
Estate 2012
Finito il primo anno di attività in regime agevolato dei minimi, mi trovo a dover pagare le tasse.
Fin qui tutto chiaro. Grosso modo il commercialista mi ha consigliato di "accantonare" il 20 % di ogni fattura incassata, di volta in volta.
Poi in base alle spese sostenute avrei pagato probabilmente qualcosa in meno sul totale delle tasse dovute, perchè avrei scaricato i costi sostenuti per l'attività.
Così mi ero fatto il mio quadro excell con fatture in entrata e in uscita e tutto sembrava filasse liscio.
L'ammontare delle tasse da versare coincide infatti con la previsione di excell (considerando le spese scaricate e l'acconto per l'anno prossimo...con aliquota al 5% e non più al 20% come per il primo anno...)
Quindi la somma accantonata copre quanto devo versare per il 2011 compreso acconto 2012.
Accedo al mio conto on line, apro la sezione F24, compilo il modulo come da indicazioni del mio commercialista e pago l'imposta forfettaria prevista per il mio codice attività.
Ok, e i contributi?

Inizio 2011
Torno indietro, all'apertura della piva ad inizio 2011.
Il mio commercialista mi suggerì:

guarda lascia stare la gestione separata perché è un fondo a perdere...Piuttosto accantonati qualcosa per i fatti tuoi...è meglio, magari fai un'assicurazione o una pensione privata...

Come lobotomizzato non mi sono preoccupato di capire esattamente cosa stesse dicendo... pensavo fosse un'opzione lecita...
Poi col passare dei mesi, torno sul tema chiedendo a conoscenti e poi parlando con il commercialista...
Il consiglio iniziale si rivela però più complesso di quanto avessi capito:
il mancato pagamento comporterebbe se rilevato sanzioni e rogne. E lì comincio a preoccuparmi.
Sono figlio di gente onesta che ha sempre pagato le tasse e nella mia mentalità fare il furbo non rientra...
Così cerco di approfondire un po’.
Passa il tempo...
Scopro cosa sia la gestione separata, cosa sia rispetto alle casse previdenziali dedicate (tipo artigiani), scopro che abbiamo la tassazione peggiore e che il governo tartasserà con aumenti sull'aliquota dal 27 al 33.
Scopro poi che se un domani faccio società con qualcuno perderò i miei versamenti fatti in gestione separata. Idem se passo ad un regime iva normale non più agevolato...come dovrebbe accadere al termine dei 5 anni.
Scopro che se avessi il fatturato più alto possibile (quindi vicino ma non superiore ai 30.000 €), i contributi pagati, al netto delle tasse, sarebbero con l'aliquota del 27% circa 7000 €: questi versamenti contributivi non sarebbero abbastanza cospicui per ottenere una pensione superiore a quella minima.
Quindi una grossa fetta dei versamenti risulterebbero inutili e persi...??? Possibile??
Scopro poi le novità per il 2012:
tassazione forfettaria scende dal 20 al 5 (una cosa buona? mah...)
torna il limite temporale di regime agevolato (ecco il rovescio della medaglia)
e tutte le cose legate ala nuova manovra finanziaria...false piva, regime ibrido fra quello agevolato e quelli normali...etc
Nel frattempo però, oltre che a diventare un neo commercialista, devo portare avanti il mio di lavoro...
Così passano altri mesi.
Estate 2012..bis
Arriva l'estate e le tasse. F24, verso le mie tasse.
Chiedo al commercialista se posso comunque regolare il discorso contributi. Scoprendo Acta infatti mi dico: meglio essere in regola e poi magari seguire l'associazione per fare "resistenza" alla luce del sole...(interessantissimo l'incontro previsto per l'uscita dalla gestione separata)
Ma scopro che la posizione inps andava aperta all'inizio dell'attività...Cado dal pero...
Così chiedo al commercialista: Ma se ho appena capito quanto pagare di tasse e contributi adesso a fine giugno, non posso sistemare il discorso inps comunque?
Mi dice: Si puoi ma essendo fuori dai termini previsti per l'apertura avresti sanzioni comunque...(poi aggiunge forse)
Onestamente non so cosa fare...mi cadono le braccia...Qualcuno può spiegarmi e/o consigliare?
All'inizio della mia avventura mi ero ripromesso di evitare sotterfugi e pasticci...per andare a testa alta.
Nel frattempo mentre cerco di capire come tentare di fare le cose correttamente (e farmi comunque rapinare), mio padre, che è un esodato e disoccupato, non sa che ne sarà di quanto ha accantonato in decenni di onesto lavoro, tasse e contributi pagati...
Fra buttare soldi ed aiutare lui cosa dovrei scegliere?
Come posso relazionarmi correttamente con uno stato che:
mi penalizza appena faccio un pasticcio
mi penalizza se faccio tutto correttamente, raggirandomi
viene meno oggi agli accordi presi con i lavoratori di ieri e li lascia con il nulla nelle mani?

Chi mi dice che domani oltre ad avere buttato circa 2/3 dei contributi poi ritratti anche con me e mi dica che non mi spetta niente?
Vorrei sapere inoltre le sanzioni previste per omessi versamenti in gestione separata e come funzionano.
Non ho trovato informazioni precise sul web...
Grazie a tutti per l'attenzione dedicata...spero possiate darmi qualche buon consiglio.

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