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DDL Lavoro: ecco perchè è destinato a fallire

| 17 maggio 2012 | LETTO: 2.756 VOLTE | 11 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Apprendiamo dal verbale notturno della Commissione Lavoro del Senato che sono stati votati stanotte alcuni emendamenti al DDL sul lavoro (N° 3249), tra cui quelli all'articolo 36 che prevede l'aumento dei contributi agli iscritti alla Gestione Separata dell'Inps. Il DDL pertanto va avanti così, nella direzione degli aumenti, per la votazione al Senato e poi alla Camera.
Non eravamo affatti sicuri che il ministro Fornero e i membri della Commissione accogliessero  le considerazioni che abbiamo espresso finora, con i nostri documenti e anche con il confronto diretto, e ora ne abbiamo la deludente conferma.

Siamo però sicuri di cosa succederà ai freelance italiani, alle partite iva genuine e produttive di questo paese nel caso in cui il DDL divenisse legge. Davanti all'ipotesi di una contribuzione insostenibile, ci sarà l'unica difesa possibile: la fuga di massa dalla Gestione Separata, attualmente - è il caso di ricordarlo - l'unica cassa dell'Inps in attivo.

I modi per attuarla potranno essere diversi, a seconda della condizione di partenza. Questi i maggiori:

  1. Adesione alla Cassa Commercianti o alla Cassa Artigiani: si diventa Ditta Individuale o una S.a.s e si versano i contributi Inps al 21% (e non al 27% attuale, nè al 33% futuro). A seconda del settore e dell'attività che si esercita, il passaggio può essere molto semplice.
  2. Emigrazione: si scappa dall'Italia e si porta la propria competenza e il proprio fatturato, nonchè gettito fiscale, in altri paesi. Chiunque lavori fornendo servizi immateriali e adoperando mezzi telematici, non ha grossi problemi e anzi tutti gli incentivi.
  3. Immersione: per chi lavora per il settore privato, ulteriori aumenti sono purtroppo una spinta a uscire dalla regolarità contributiva e darsi al nero appassionatamente! Finalmente il governo riuscirà a ridurre anche gli onesti più tenaci alla stregua degli evasori. Un bel vantaggio per le casse dello stato!
  4. Estinzione: tanti non ce la faranno a sostenere il peso contributivo, che come abbiamo spiegato molte volte è già il più alto tra tutte le categorie di lavoratori, in particolare quanti sono in difficoltà per via della crisi. Chiuderanno la partita iva e nei casi peggiori andranno a ingrossare le fila, al momento fin troppo nutrite, dei disoccupati. Una sconfitta della politica, prima che del singolo, e un problema economico e sociale sia nell'attualità che pensando alle condizioni future della previdenza italiana.

Questi gli scenari che purtroppo abbiamo davanti grazie a un DDL che invece di portare equilibrio e crescita vuole di fatto eliminare il lavoro professionale autonomo.

In ognuna di queste ipotesi per lo stato e per l'Inps il risultato sarà solo uno: il fallimento dell'obiettivo. Se con questo DDL si sperava di raccogliere dei fondi, è meglio chiarire che sarà vero piuttosto il contrario: di anno in anno, con queste condizioni, i professionisti iscritti alla Gestione Separata Inps potranno soltanto diminuire.

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