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Articoli pubblicati in data 2 maggio 2012

Pensione »

| 2 maggio 2012 | 2 COMMENTI | LETTO: 1.265 VOLTE | SHORT URL |

Se si fa un po’ di attenzione si scopre una manovra sotterranea volta a far accettare a chi andrà in pensione con il metodo contributivo il principio che si devono aumentare i contributi previdenziali.
Intendiamoci, il vostro umile corrispondente non è contro il metodo contributivo in sé e per sé ma non è d’accordo per come è stato impostato il contributivo all’italiana dall’INPS.
Il messaggio che questi signori trasmettono è che più si versa più alta è la pensione. Il ragionamento non fa una grinza; è tautologico che più si risparmia e più ci si ritrova nella vecchiaia.
Quello che omettono di dire, però, è che ci sono forme di risparmio previdenziale che forse possono essere leggermente più redditizie dei fondi INPS gestiti con il metodo contributivo, fra cui la Gestione Separata INPS, se non altro perché godono di agevolazioni fiscali.
Questi signori, purtroppo per noi, sono grandi esperti e parlano a un pubblico molto ampio.
Uno di questi è il professor Alberto Brambilla ed è di questa mattina – 27 aprile – una sua intervista sul Corriere della Sera in cui dice

I giovani che hanno cominciato a lavorare nel ’96 con la riforma Dini (anno in cui è stato adottato ufficialmente il metodo contributivo in Italia e la Gestione Separata. NdR), se non verseranno sufficienti contributi non godranno né di maggiorazioni sociali né di integrazioni al minimo.

Quando si dice non “verseranno sufficienti contributi”, io già comincio a tremare.
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Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Silvestro De Falco