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Articoli pubblicati nel mese di maggio 2012

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| 29 maggio 2012 | 5 COMMENTI | LETTO: 1.562 VOLTE | SHORT URL |

Domani al Senato saranno votati alcuni emendamenti al DDL Lavoro. Purtroppo non è previsto nessun emendamento all’articolo 36 (aumento contributi), mentre ce ne sono alcuni relativi all’articolo 9 (“false” partite IVA). Di seguito sono state evidenziate in corsivo le parti che potrebbero essere cancellate e in grassetto le parti nuove , in modo da poter leggere come potrebbe cambiare tale articolo.

Art. 9. (Altre prestazioni lavorative rese in regime di
lavoro autonomo)
1. Al capo I del titolo VII del decreto legislativo
10 settembre 2003, n. 276, dopo
l’articolo 69 e` aggiunto il seguente:
«Art. 69-bis. – (Altre prestazioni lavorative
rese in regime di lavoro autonomo). – 1. Le
prestazioni lavorative rese da persona titolare
di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul
valore aggiunto sono considerate, salvo che
sia fornita prova contraria da parte del committente,
rapporti di collaborazione coordinata
e continuativa, qualora ricorrano almeno
due dei seguenti presupposti:
a) che la collaborazione abbia una durata
complessivamente superiore a sei mesi
nell’arco dell’anno solare;

a) che la collaborazione abbia una durata
complessivamente superiore a otto mesi
nell’arco dell’anno solare;

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In evidenza »

| 29 maggio 2012 | 3 COMMENTI | LETTO: 2.532 VOLTE | SHORT URL |

Un interessante articolo sul notiziario ADAPT, Marco Carrescia del Politecnico di Torino, illustra con argomenti convincenti ed assai preoccupanti per noi, i limiti dell’articolo 9 del DL Lavoro, quello che tratta della conversione in CoCoCo delle “false” partite IVA.

In effetti, pur essendo stato abbassato a 18mila euro, tale vincolo è di per sè rischioso per il professionista, perché produce una sorta di azzardo morale per cui qualsiasi committente pur di non rischiare un contenzioso,  eviterà di dare incarichi al professionista privo di Albo.

Nel dibattito che prosegue al Senato e poi alla Camera occorre moltiplicare ogni nostra possibilità di pressione politica affinché questi famigerati articoli 9 e 36 siano CANCELLATI.

ATTENZIONE:

MERCOLEDI 30 MAGGIO IL GOVERNO PONE LA FIDUCIA SU QUATTRO SUPER EMENDAMENTI.

STIAMO COLLEGATI,  FACCIAMOCI SENTIRE E PRENDIAMO NOTA DI CHI VOTA CONTRO IL NOSTRO FUTURO.


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Leggi e Norme, Previdenza »

| 28 maggio 2012 | 3 COMMENTI | LETTO: 1.631 VOLTE | SHORT URL |

Giovedì 24 maggio, in occasione della discussione al Senato del DDL lavoro (3249/2012), è stato presentato un ordine del giorno che impegna il Governo ad operare affinché a partire dal 2013 la aliquota dei professionisti iscritti alla Gestione Separata dell’INPS venga allineata a quella media degli altri professionisti.

Di seguito il testo dell’ordine del giorno, riportato sul sito del Senatore Ichino (www.pietroichino.it), che ne è stato il promotore

ORDINE DEL GIORNO

Il Senato,

considerato che

– la contribuzione previdenziale sui redditi dei liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata dell’Inps grava interamente sui medesimi;

– già oggi la detta contribuzione previdenziale grava su di essi, in rapporto al costo orario complessivo del loro lavoro, in misura superiore rispetto a a quanto essa grava sul costo orario complessivo del lavoro subordinato;

– già oggi la contribuzione previdenziale grava su di essi in misura nettamente superiore rispetto a quanto essa grava sui redditi dei liberi professionisti iscritti alle Casse pensionistiche di categoria;

impegna il Governo a operare affinché, nell’ambito di una generale armonizzazione delle aliquote di contribuzione previdenziale gravanti sui liberi professionisti, a partire dal 2013 l’aliquota gravante sui liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata dell’Inps ed effettivamente svolgenti la libera professione venga allineata a quella media delle altre categorie di liberi professionisti.

ICHINO, ASTORE, DE LUCA, NEROZZI, PASSONI, SBARBATI


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| 27 maggio 2012 | 4 COMMENTI | LETTO: 1.086 VOLTE | SHORT URL |


ACTA ha rimesso in scena “Lo Stato del Quinto Stato”, nell’ambito di “Work in Progress”, 7a rassegna dedicata al lavoro del Teatro Ringhiera di Milano.

Dopo molte prove e una lunga attesa, ecco che entrano in scena. Muti, con i loro cartelli gialli: tanti punti di domanda e qualche tentativo di darsi delle risposte. Sono i nostri Actori, che quasi alla mezzanotte entrano in scena nel grande piazzale esterno del Teatro Ringhiera. Continua a leggere »


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| 24 maggio 2012 | 10 COMMENTI | LETTO: 1.257 VOLTE | SHORT URL |

E’ stata avviata al Senato la discussione sul DDL 3249, che proseguirà il 29 maggio.  Sul sito del Senato è disponibile sia il resoconto stenografico completo, sia il resoconto sommario del dibattito odierno.

Di seguito riportiamo gli stralci sui passaggi che riguardano i professionisti con partita Iva, con riferimento agli  aspetti contributivi, ai criteri di definizione delle “false partite iva e a cambiamenti fiscali (sulla deducibilità del costo dell’auto).

NEROZZI (PD).

(…)
A mio parere, c’è una cosa che non funziona – lo voglio dire – nell’operazione di pulizia sulle partite IVA e ciò a causa dell’egoismo che una parte dell’impresa (ed io spero che questa mattina si apra una nuova fase al riguardo) ha dimostrato. Tentando di nascondere le false partite IVA con quelle vere sono state infatti colpite quelle vere, quei lavoratori cioè che sono davvero autonomi e fra il 33 per cento di contributi che versano (a fronte di altri lavoratori autonomi che ne versano molti meno) e quello che realmente guadagnano c’è una differenza abissale a cui dovremmo mettere mano. Tutto ciò si è fatto per coprire il 18-20 per cento di partite IVA che non sono quelle che mettono nel loro lavoro un proprio ruolo, una propria indipendenza e realizzazione.
(…)

ICHINO (PD).
(…)

Se consideriamo che la contribuzione previdenziale sui redditi dei veri liberi professionisti iscritti alla gestione separata dell’INPS grava interamente sui medesimi, se consideriamo che la contribuzione previdenziale grava su di essi in rapporto al costo orario complessivo in misura superiore rispetto a quanto grava sul costo orario complessivo del lavoro subordinato, se consideriamo che già oggi la contribuzione previdenziale grava sui liberi professionisti in questione in misura nettamente superiore rispetto a quanto essa grava sui redditi dei liberi professionisti iscritti a casse pensionistiche di categoria, credo che sia evidente il dovere di noi tutti di impegnarci affinché, nell’ambito di una generale armonizzazione delle aliquote di contribuzione previdenziale gravanti sui liberi professionisti, a partire dal 2013 si realizzi una revisione anche del programma che in questo disegno si esprime e sul quale ho sempre manifestato il mio personale dissenso (non solo mio personale, del resto: abbiamo sentito come anche il collega Nerozzi abbia espresso poco fa la stessa posizione) rispetto alla scelta qui compiuta dal Governo. L’aliquota sui veri liberi professionisti della Gestione Separata INPS può essere armonizzata rispetto alle altre proprio in quanto il criterio distintivo fra vera libera professione e parasubordinazione, che deve diventare lavoro dipendente protetto, si affermi in modo chiaro e netto.
(…)

Dal resoconto sommario, apprendiamo inoltre che

Vi è stato quindi l’impegno ad armonizzare le aliquote gravanti sui liberi professionisti e a fare in modo che sia riconosciuta la distinzione tra subordinazione e parasubordinazione.

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Fisco »

| 23 maggio 2012 | 3 COMMENTI | LETTO: 1.211 VOLTE | SHORT URL |

Nel luglio dello scorso anno avevo segnalato il rifiuto del governo allora in carica di abrogare l’assurda norma – tra l’altro sconosciuta alla maggioranza dei contribuenti interessati – che, per professionisti e imprenditori individuali, qualifica i prelevamenti bancari di qualsiasi importo non giustificati (in teoria, quindi, anche i soldi per il caffè e per il giornale) come maggiori compensi o ricavi. Adesso finalmente, pur non essendo in discussione la sopravvivenza della norma in parola, qualcosa sembra muoversi nel senso da tempo auspicato non soltanto dai contribuenti interessati, ma anche da autorevoli esperti di questioni fiscali.
Infatti, secondo quanto si legge in un articolo pubblicato su “Il Sole 24 Ore” del 22 maggio scorso, un aggiornamento della circolare n. 32 del 2006 dell’Agenzia delle entrate, che chiariva l’aspetto procedimentale dell’art. 32 co. 1 n. 2 del DPR 600/1973, ammorbidirà la posizione dell’Agenzia stessa sulla qualificazione dei prelevamenti. Con le istruzioni che stanno per essere emanate gli uffici territoriali saranno invitati a valutare con maggiore attenzione la natura effettiva delle somme prelevate dai conti correnti, nell’ambito di un’analisi complessiva della specifica situazione del contribuente “sotto osservazione”. Come affermato da un dirigente dell’Agenzia delle entrate in occasione di un recente convegno, dovrà essere tra l’altro considerato con la necessaria attenzione se il contribuente ha prelevato somme – non giustificate da ricevute del destinatario o delle quali comunque manchi l’indicazione del beneficiario – per un ammontare notevolmente inferiore ai redditi indicati in dichiarazione, nel qual caso non andrà applicata la presunzione di esistenza di attività in nero.
Naturalmente, se da un lato va giudicato positivamente questo cambio di direzione, dall’altro occorre attendere di vedere se e come le indicazioni provenienti dal centro verranno in concreto applicate dai diversi uffici territoriali.


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Eventi, Primo Piano »

| 23 maggio 2012 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.005 VOLTE | SHORT URL |

VENERDI’ 25 MAGGIO ALLE 22.30 PERFORMANCE DI ACTA
CON LO SPETTACOLO “LO STATO DEL QUINTO STATO”
NELL’AMBITO DI “WORK IN PROGRESS”, RASSEGNA DEDICATA AL LAVORO DEL TEATRO RINGHIERA , MILANO.

Manca poco! Non prendere impegni per venerdì sera. Partecipa alla performance dei lavoratori autonomi di seconda generazione. Nell’ambito di “WORK IN PROGRESS il lavoro prima di tutto?!” rassegna dedicata al lavoro nelle sue varie sfaccettature del 7° Festival del Teatro Ringhiera di Milano, ACTA rimette in scena “Lo Stato del Quinto Stato” per raccontare la nostra condizione e rivendicare i nostri diritti. Per farci conoscere meglio e creare nuova consapevolezza e coalizioni.

Unisciti a noi! Porta colleghi e amici. Diffondi la notizia tra i tuoi contatti. Ti aspettiamo! Ancora non lo sai, ma in scena insieme a NOI ci sarai anche TU e il tuo lavoro.

Alla fine dello spettacolo verranno distribuite copie del Manifesto dei lavoratori autonomi redatto da ACTA e gli interessati potranno iscriversi e chiedere ulteriori informazioni sull’associazione e sulle nostre attività.

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Calendario, Eventi »

| 21 maggio 2012 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.249 VOLTE | SHORT URL |
mag ’12
21
23:00

Oggi 21 maggio alle 23 su Telelombardia la puntata di Eureka! sarà dedicata al lavoro e alle professioni.
In diretta si parlerà di rigore, crescita, sviluppo, nuove e vecchie professioni, questione fiscale, riforma del lavoro e delle professioni.
Conduce Walter Passerini
Ospiti
- Giuseppe Bernoni, Avvocato e Dottore commercialista, Milano
- Anna Soru, Presidente ACTA
- Giulia Pusterla, Consigliere nazionale Dottori commercialisti
- Luca De Compadri, Presidente Consulenti del lavoro, Mantova


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Appelli e Lettere, Campagne Acta, Leggi e Norme, Senza categoria »

| 19 maggio 2012 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.662 VOLTE | SHORT URL |

In attesa dell’esito del voto di martedì 22 maggio al Senato, un vasto popolo di partite IVA ha aderito alla campagna di sensibilizzazione dei senatori, a partire dai membri della Commissione Lavoro. Siamo ad oltre un migliaio di email inviate.

Nel frattempo il senatore Ichino ha chiaramente e pubblicamente espresso il suo parere totalmente contrario all’aumento dei contributi previdenziali (art. 36). Oggi si è aggiunta anche la senatrice Marilena Adamo dichiarando che:  ”non solo ichino, tutto il gruppo a quanto so sostiene questa posizione, speriamo di farla passare”.

In realtà rileggendo gli emendamenti PD non pare sia trattato l’articolo 36, perlomeno mai con specifico riferimento alle partite IVA.

Invitiamo tutti gli associati a prendere contatto personalmente con i senatori che conoscono, per ottenere una loro presa di posizione.

Dopodiché andremo a monitorare i voti espressi e pubblicheremo uno ad uno i nomi di coloro che avranno votato (a favore e, speriamo, contro)  gli articoli 9 e 36 del DL Lavoro.

Democrazia è anche questo, e ciascuno di loro si dovrà assumere la responsabilità di aver ammazzato o (speriamo) salvato le partite IVA della Gestione Separata.

Diamoci dentro, mancano due giorni.


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Appelli e Lettere, Donne, Maternità »

| 18 maggio 2012 | 6 COMMENTI | LETTO: 2.203 VOLTE | SHORT URL |

Gent.ma Sig.a Ministra,
sono una libera professionista di 34 anni, al nono mese di gravidanza, più precisamente a 10 giorni dal termine e nonostante questo, oggi, per la terza volta, mi sono dovuta recare presso gli uffici INPS di via Melchiorre Gioia, 22 a Milano.
Penso di rappresentare una buona parte dei giovani italiani di oggi: una laureata a pieni voti, che dopo alcuni anni di lavoro precario o a termine ha deciso di aprire la partita iva, di divenire una libera professionista, fiduciosa nel fatto che i giovani che si mettono in proprio possano dare un contributo al cambiamento di questo nostro Paese!
Ho sempre cercato di trovare gli aspetti positivi nella flessibilità lavorativa che oggi ci contraddistingue, intendendola più come opportunità, che come precarietà.
Almeno così pensavo fino ad oggi, o meglio fino a tre mesi fa quando ho cominciato l’iter per la mia richiesta di maternità…
Il problema non è essere una libera professionista, ma essere una libera professionista iscritta alla gestione separata, quindi non appartenente (e protetta) da nessun ordine e da nessuna altra cassa, equiparata, in quanto a gestione, ad ogni altro parasubordinato con esigenze e necessità diverse.
In quanto libera professionista iscritta alla gestione separata, infatti, ho l’obbligo di astenermi dal lavoro per 5 mesi, per avere diritto all’indennizzo, proprio come un lavoratore parasubordinato (che però non ha interesse, come me, a mantenere la propria clientela in quanto alle dipendenze di un datore di lavoro).
A differenza di un lavoratore parasuboprdinato però non ho una busta paga, che dimostri il mio reddito personale.
E Quindi? Cosa propone il sistema previdenziale italiano?
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