Acta l'associazione dei freelance

La Memoria ACTA in prima pagina sul Corriere!

| 18 aprile 2012 | LETTO: 2.026 VOLTE | 2 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Con un articolo dal titolo" Partite Iva come bancomat " , Dario Di Vico riporta alcuni punti della memoria che abbiamo inviato alla Commissione lavoro al Senato. In particolare mette in evidenza quanto noi andiamodicendo da tempo, ma che finora non era stato recepito né dai media né dagli interlocutori istituzionali e cioè che l'incidenza della nostra contribuzione pensionistica supera già ora quella dei dipendenti. Infatti il 33% dei dipendenti é calcolato non sul costo complessivo del lavoro (come nel caso di un professionista con partita Iva, vera o finta che sia), ma sul loro reddito lordo , che é dato dal costo complessivo meno tutti gli oneri (pensionistici, di disoccupazione, malattia etc.) a carico del committente (quota rilevante perchè la gran parte degli oneri é a carico del committente).
Come mostra la tavola della nostra Memoria, pubblicata anche dal Corriere, il 33% pensionistico, riportato al costo del lavoro é in realtà pari al 25,63%, 1,4 punti percentuali in meno del nostro 27%. Ciò significa che se anche si volesse introdurre l'AsPI per coprire la nostra disoccupazione (come si vocifera in alcuni ambienti politici, per concederci un parziale "risarcimento" a fronte del vertiginoso incremento al 33% dei contributi) ci sono già spazi per farlo senza la necessità di aggravi. I contributi per l'AsPI sono infatti calcolati intorno all'1,3% del reddito lordo dei dipendenti.

Sostieni la Memoria di ACTA. Difendi il diritto a vivere del tuo lavoro!

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • Add to favorites
  • Email

2 COMMENTI »