Articoli pubblicati in data 18 aprile 2012
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Oggi siamo stati contattati dalla Segreteria del Ministro del Lavoro. Racconta Anna Soru, presidente di ACTA:
Questa mattina, con grandissima sorpresa, ricevo una mail che mi chiede un contatto telefonico perchè il Ministro desidera parlarmi. Naturalmente, emozionata, invio subito il numero del mio cellulare. Dopo appena mezz’ora il telefono squilla e una segretaria mi passa la Professoressa Fornero!
Il Ministro molto gentilmente ricorda di avermi già conosciuto (avevo avuto alcune occasioni di confrontarmi con lei qualche anno fa su temi pensionistici) e mi comunica che ha ricevuto la nostra Memoria, che però le è stata consegnata solo oggi.
Ci confrontiamo pacatamente sulle questioni che a noi di Acta stanno molto a cuore, ovvero sui criteri per il riconoscimento delle finte partite Iva e sull’aumento dei contributi e naturalmente cerco di esporre il nostro punto di vista.
Il Ministro assicura che leggerà con attenzione la nostra Memoria e che poi ci sarà occasione per un ulteriore confronto.
Un segnale che ci incoraggia a continuare ad impegnarci per modificare il DDL del Governo
Sostieni la Memoria di ACTA in Commissione Lavoro del Senato!
Difendi il diritto a vivere del tuo lavoro!
Unisciti alla nostra protesta
Venerdì 20 Aprile a Milano
Dalle 18.30 in poi troviamoci al Fuorisalone in Via Tortona, al ponte sulla ferrovia
Maggiori informazioni sulla mobilitazione ACTA:
> DIFENDI IL DIRITTO A VIVERE DEL TUO LAVORO <
Autore: ACTA
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Con un articolo dal titolo” Partite Iva come bancomat ” , Dario Di Vico riporta alcuni punti della memoria che abbiamo inviato alla Commissione lavoro al Senato. In particolare mette in evidenza quanto noi andiamodicendo da tempo, ma che finora non era stato recepito né dai media né dagli interlocutori istituzionali e cioè che l’incidenza della nostra contribuzione pensionistica supera già ora quella dei dipendenti. Infatti il 33% dei dipendenti é calcolato non sul costo complessivo del lavoro (come nel caso di un professionista con partita Iva, vera o finta che sia), ma sul loro reddito lordo , che é dato dal costo complessivo meno tutti gli oneri (pensionistici, di disoccupazione, malattia etc.) a carico del committente (quota rilevante perchè la gran parte degli oneri é a carico del committente).
Come mostra la tavola della nostra Memoria, pubblicata anche dal Corriere, il 33% pensionistico, riportato al costo del lavoro é in realtà pari al 25,63%, 1,4 punti percentuali in meno del nostro 27%. Ciò significa che se anche si volesse introdurre l’AsPI per coprire la nostra disoccupazione (come si vocifera in alcuni ambienti politici, per concederci un parziale “risarcimento” a fronte del vertiginoso incremento al 33% dei contributi) ci sono già spazi per farlo senza la necessità di aggravi. I contributi per l’AsPI sono infatti calcolati intorno all’1,3% del reddito lordo dei dipendenti.
Sostieni la Memoria di ACTA. Difendi il diritto a vivere del tuo lavoro!
Autore: ACTA













