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Articoli pubblicati in data 4 aprile 2012

Appelli e Lettere, Diritti, Politiche del lavoro, Rappresentanza »

| 4 aprile 2012 | 3 COMMENTI | LETTO: 1.895 VOLTE | SHORT URL |

Per noi che siamo elettori di sinistra, di destra e di centro, e cerchiamo da tempo, faticosamente e in prima persona, di costruire una rappresentanza efficace e degna di noi, che – si è già detto – non può coincidere con quella sindacale, vedersi ignorati persino dal governo dei tecnici è quasi paradossale.

Prima di tutto perché l’attuale governo tecnico è per definizione un governo transitorio, potremmo quasi dire occasionale. Ovvero risponde a una domanda temporanea e/o sussidiaria di competenze. Non ci serviamo forse, in questa particolare congiuntura, di un pool di professionisti dotati di professionalità particolari e selezionate, che ci conducano a determinati obiettivi? Possiamo forse additarlo come bizzarro parallelo della nostra stessa condizione professionale, almeno dal punto di vista della tipologia di prestazione, in rapporto a un determinato orizzonte di tempo. Continua a leggere »


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Previdenza, Primo Piano »

| 4 aprile 2012 | 9 COMMENTI | LETTO: 4.743 VOLTE | SHORT URL |

Ecco il Disegno di Legge per la Riforma del Mercato del Lavoro (.PDF in download) tanto atteso. Altro che interesse per le Partite IVA, le aliquote INPS passeranno al 33% entro il 2018. Si legge: 

Art. 36 (Aumento contributivo lavoratori iscritti Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995)

1. All’articolo 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, al primo periodo le parole “e in misura pari al 26 per cento a decorrere dall’anno 2010” sono sostituite dalle seguenti: “, in misura pari al 26 per cento per gli anni 2010 e 2011, in misura pari al 27 per cento per l’anno 2012, al 28 per cento per l’anno 2013, al 29 per cento per l’anno 2014, al 30 per cento per l’anno 2015, al 31 per cento per l’anno 2016, al 32 per cento per l’anno 2017 e al 33 per cento a decorrere dall’anno 2018” e al secondo periodo aggiungere, in fine, le seguenti: “ per gli anni 2008-2011, al 18 per cento per l’anno 2012, al 19 per cento per l’anno 2013, al 20 per cento per l’anno 2014, al 21 per cento per l’anno 2015, al 22 per cento per l’anno 2016, al 23 per cento per l’anno 2017 e al 24 per cento a decorrere dall’anno 2018.”


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Appelli e Lettere, Politiche del lavoro »

| 4 aprile 2012 | 5 COMMENTI | LETTO: 3.243 VOLTE | SHORT URL |

Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata di una socia.

All’attenzione di Acta,
L’esperienza di cui voglio dare qualche cenno è quella di una Srl che da cinque anni lavora nell’ambito della ricerca sociale. Una micro impresa che, come gran parte dei soci di Acta, opera nell’ambito della “produzione della conoscenza”. Anche noi ci riconosciamo nelle descrizioni che Acta fa dei lavoratori autonomi: siamo professioniste con percorsi formativi lunghi e robusti, operiamo al di fuori da un ordine professionale, lavoriamo con gli enti pubblici e, talvolta, con grandi imprese, abbiamo incarichi scritti e trasparenti e fatturiamo tutto ciò che guadagniamo. L’unica differenza con molti associati di Acta è che siamo un’impresa e non singoli professionisti.
La nostra è una srl composta da due socie e cinque collaboratrici che operano in forma di impresa principalmente perché il nostro è un lavoro che difficilmente può essere seguito da un singolo professionista ma richiede, invece, tante risorse umane e tante ore di lavoro per la realizzazione di ogni singola fase del progetto. Essere impresa, inoltre, ci permette di partecipare a bandi e gare.
Il contesto in cui ci muoviamo, come molti altri in questo momento, è molto critico per le scarse risorse degli enti locali, per gli scarsi investimenti delle imprese e dunque, sempre più spesso, ci troviamo a lavorare con budget ridotti e con pochissimo margine. In sostanza riusciamo a pagare il lavoro delle socie e delle collaboratrici ma non abbiamo utili. Siamo, dunque, una srl che non fa (e probabilmente) non farà mai, profitti, ma produce lavoro.

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