Articoli pubblicati nel mese di aprile 2012
Eventi, In evidenza, Primo Piano »
Contratti, Diritti »
Il 23 aprile, in occasione della Giornata internazionale del libro e del diritto d’autore, l’Associazione Illustratori ha diramato un comunicato per ricordare che fumettisti, illustratori, animatori sono autori e come tali vanno trattati. L’Associazione sottolinea che la legge sul Diritto d’autore tutela le opere dell’ingegno e che non si devono accettare contratti che la eludano; mette in guardia dall’abitudine dei clienti a richiedere la cessione totale dei diritti sulle immagini; afferma che tutta la categoria si oppone al lavoro a titolo gratuito, vale a dire alla richiesta ormai diffusa di prove gratuite, una consuetudine lesiva della professionalità di chi fa illustrazione.
Il comunicato integrale e molte informazioni si trovano su www.associazioneillustratori.it
L’Associazione Illustratori Italiana, fondata nel 1980, tutela e promuove la professione di autrici e autori di immagini. Fa parte dell’EIF, il Forum Europeo degli Illustratori.
Autore: Pat Carra
Eventi, In evidenza »
Regia e montaggio di Sabina Bologna
Milano, venerdì 20 aprile 2012 - Fuorisalone, Via Tortona.
Autore: ACTA
Appelli e Lettere, Design »
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la richiesta degli amici del CareOF e del Cantiere per praticheNonAffermative e vi segnaliamo il sondaggio da loro aperto per un’analisi approfondita del mondo del lavoro nel segmento delle industrie creative e del design. Se sei un designer/progettista butta un occhio e “partecipa numeroso”!
Designers’ Inquiry è un’inchiesta sul profilo sociale dei progettisti di oggi. Sotto forma di questionario anonimo, vuole essere uno strumento per fotografare e riflettere sulla condizione complessa e spesso di frontiera che caratterizza l’esperienza del lavoro nel campo del design. È un’indagine aperta e non ci sono risposte giuste o sbagliate. Le informazioni inviate verranno incluse nell’analisi e nella presentazione del risultato complessivo. Il questionario rimarrà aperto fino al 20 maggio 2012 e la sua compilazione richiede all’incirca 15-20 minuti.
Autore: Dario Banfi
Comunicazione, Diritti, Fisco, Storie personali e testimonianze »
Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza firmata di un giornalista RAI, che per ovvi motivi preferisce rimanere anonimo.
La situazione delle partite IVA in Rai è tra le più assurde.
In larga parte questo tipo di contratto viene applicato alla maggior parte dei giornalisti professionisti che lavorano per le trasmissioni delle Reti. Il Contratto giornalistico è infatti riservato ai colleghi che lavorano solo per i Tg e per le rubriche ad essi collegati. Gli unici colleghi tra l’altro tutelati dal sindacato USIGRAI. Gli altri devono obtorto collo. accettare questo tipo di contratto (regista/autore testi) pur svolgendo le mansioni di inviati o di redattori nelle principali trasmissioni di informazione della Rai. Devono essere a disposizione 24 ore su 24, lavorare se richiesto a Pasqua o a Natale senza la minima maggiorazione di retribuzione, senza orari. Devono rispettare i turni al montaggio e devono rispondere del loro operato ai vertici dei programmi e ai capistruttura Rai.
Un costume che si è rapidamente diffuso anche a Mediaset e La 7.
Le mansioni che vengono richieste sono identiche a quelle dei colleghi inviati dei telegiornali, ma con ritmi assolutamente più pesanti, senza la minima tutela assicurativa. Se accade un incidente, o se qualcuno gli spara addosso, il giornalista a partita Iva non ha la minima copertura. Forse dobbiamo aspettare che qualcuno di noi ci lasci la pelle perché il problema esploda.
Ovviamente non vi è la minima copertura neppure per quanto riguarda la continuità di lavoro o la giusta causa di licenziamento. Basta semplicemente risultare invisi all’autore di turno o non accettare di scrivere quello che vogliono i capi, per non vedersi rinnovare il contratto e restare alla fame, visto che non esistono ammortizzatori sociali. Inutile dire che grazie a ciò la libertà e la dignità professionale dei giornalisti a partita Iva va a farsi benedire. Il risultato è un appiattimento totale.
La maggiore retribuzione (lorda) è un’altra colossale bufala. Ai giornalisti a partita Iva si impone di pagare tutto, quindi la retribuzione risulta alla fine al netto assolutamente bassa.
La Rai impone agli inviati (per la natura stessa del loro ruolo) continui spostamento per seguire in Italia e all’estero gli argomenti su cui realizzare i servizi. Le spese devono essere anticipate, per poi averle rimborsate dopo la presentazione di ricevute e la compilazione di un modulo nel quale vengono dettagliate tali spese. La Rai quindi approva il rimborso e impone di emette fattura, ci si trova così a pagare più volte le tasse, non solo l’Iva. Su tali rimborsi (che sono alla fine dell’anno somme assai consistenti) viene imposta, essendo fatturate, il pagamento della previdenza, il pagamento dell’Irpef come se si trattasse di normali compensi, infine tutto ciò fa salire in maniera folle l’imponibile anche se in fattura viene specificato che si tratta di rimborsi di note spese, quindi non compenso, ma solo restituzione di somme anticipate. La Rai, anche di fronte alle evidenze di legge, impone pervicacemente questa prassi.
Chi non ci sta può solo scegliere di non lavorare.
Autore: ACTA
Calendario, Eventi »
| apr ’12 |
| 24 |
| 15:00 |
Segnaliamo che il 24 aprile alle ore 15 a Milano, presso la Triennale in Via Alemagna 6, ci sarà l’incontro “I lavori della terziarizzazione. Un confronto metropolitano tra Milano e Roma“
Milano e Roma sono le maggiori concentrazioni italiane di lavoro e impresa della conoscenza, professionisti, creativi, tecnici della produzione terziaria metropolitana. La crisi apertasi nel 2008 ha colpito duramente il lavoro professionale e la piccola impresa terziaria, espellendo (temporaneamente?) dal mercato le componenti più precarie di questo mondo. Nonostante tutto, si moltiplicano progetti e iniziative imprenditoriali che hanno per protagonisti giovani e meno giovani professionisti, free lance, piccole società. Questa composizione, non da oggi, è senza voce nei tavoli che contano. E’ un mondo di individui, gruppi, reti professionali e sociali che sembrano non coagularsi mai intorno a forme strutturate di rappresentanza. Eppure la loro capacità di fare innovazione e innervare di saperi il tessuto della produzione territoriale, è risorsa preziosa non solo per le imprese e il mercato, ma per la stessa qualità sociale e ambientale delle città.
Di questi temi discuteranno:
- Aldo Bonomi (Sociologo, Consorzio AASTER)
- Dario Di Vico (Giornalista, Corriere della Sera)
- Sergio Bologna (Storico e Saggista, ACTA, Autore di “Vita da Free Lance”)
- Giuseppe Berta (Storico dell’economia, Università Bocconi)
Protagonisti
- Paolo Alberti (CNA Torino)
- Antonio Mecca (CNA Professioni Lombardia)
- Giovanni Petrini (Avanzi, Milano)
- Beniamino Saibene (Esterni, Milano)
- Anna Soru (ACTA)
- Giovanni ZIngales – Consulta Professioni CCIAA Milano
- Claudio Panella – Capitale lavoro (Roma)
Chiusura
- Cristina Tajani (Assessore Lavoro Comune di Milano)
- Massimiliano Smeriglio (Assessore lavoro Provincia di Roma)
Autore: ACTA
Campagne Acta, Eventi, Primo Piano »
Difendi il diritto a vivere del tuo lavoro!
Unisciti alla nostra protesta
Martedì 24 aprile a Roma
Dopo la mobilitazione di Milano, di cui potete vedere alcuni frammenti qui, è giunto il momento di far sentire la nostra voce anche a Roma.
Il DDL governativo sulla “riforma del lavoro in prospettiva di crescita”, con un’impostazione che riconosce solo il lavoro dipendente e quello “atipico”, cancella la realtà del lavoro indipendente e decreta la nostra condanna a morte.
- L’aumento al 33% delle aliquote contributive della Gestione Separata INPS andrà a finanziare tutele dalle quali siamo esclusi e ci porterà ad un livello di contribuzione insopportabile. Noi saliremo al 33%, quando un professionista ordinista paga il 14%, commercianti ed artigiani il 21% e un lavoratore dipendente, calcolando la contribuzione sul costo per l’azienda, il 25%.
- Inoltre le norme per contrastare le “false” partite IVA nei fatti rischiano di cancellare i lavoratori indipendenti, che tali sono e tali vogliono continuare ad essere.
Per contrastare la miopia di questa visione del mondo del lavoro e chiedere a gran voce una modifica del disegno di legge, abbiamo indetto a Roma, così come già avvenuto a Milano, una mobilitazione che avrà luogo martedì 24 aprile a piazza Montecitorio.
L’appuntamento è alle 12.00, davanti alla Galleria Alberto Sordi, a Via del Corso, dove ci riuniremo per svolgere un’azione dimostrativa davanti al Parlamento.
Invitiamo tutti i lavoratori autonomi di Roma e dintorni a unirsi a noi, per aiutarci a informare e sensibilizzare l’opinione pubblica e i membri della Camera e del Senato che dovranno discutere il provvedimento.
Sostieni la Memoria di ACTA in Commissione Lavoro del Senato per modificare il DDL del Governo!
Difendi il diritto a vivere del tuo lavoro!
Unisciti alla nostra protesta
Martedì 24 aprile a Roma
Appuntamento ore 12.00, davanti alla Galleria Alberto Sordi, in via del Corso
Autore: Adele Oliveri
Eventi, In evidenza »
In attesa del lavoro video e fotografico di Elisa e Sabina, ecco qualche anteprima. Poche foto, frammenti di una protesta.

Ci siamo buttati nella movida del Fuorisalone. Zona Via Tortona, ad altissima intensità di passaggio e fermati per le strade, sul ponte, agli angoli delle strade più battute in questi giorni a Milano.
Il linguaggio della protesta non poteva che essere creativo, ironico. Per affrontare la grande folla (diamine, ma quanti sono gli appassionati di design??), abbiamo dovuto trovarci, fare qualche piccola prova, decidere, dissetarci.

E poi via, a volantinare e simulare la morte delle partite Iva. “Iva, Iva, Iva. Sei partita! Iva“. Freelance intercettati? Molti. Molti curiosi, alcuni diffidenti, altri solidali. Volantinando, alla domanda “Sei una partita Iva?” ci hanno risposto in molti, più del previsto. In molti piacevolmente sorpresi di incontrare chi si presentava come “sindacato dei freelance”. Esito positivo, tutto sommato, viste le forze che siamo riusciti a mettere in campo. E durante la manifestazione è arrivata ad ACTA via Twitter anche l’appoggio e la solidarietà internazionale della Freelancers Union!!
Autore: ACTA
Rappresentanza »
Eventi, Politiche del lavoro, Previdenza »
Riceviamo e pubblichiamo in vista dell’iniziativa di domani al Fuorisalone.
Il Sindaco Pisapia giustamente si congratula guardando strade, piazze, show room e i 400 eventi sparsi per tutta Milano durante il Fuori Salone. In città arrivano, e si vede, più di 500.000 attraendo in città investimenti diretti per 40 milioni di euro e un indotto di altri 360. E’ una grande festa aperta a tutti, che sottolinea come il design e la cultura del progetto siano oggi una componente essenziale dell’economia della città, del Paese e dell’industria italiana in generale, oltre che della cultura e della vita sociale della città. Il successo del design italiano, che anima il Fuori Salone, è il successo del lavoro creativo di nuova generazione, il vero motore economico che potrà tirare fuori la nostra economia dal disastro attuale.
Ma non si vive solo di concetti eleganti e di belle parole sul genio e cultura da salotto. Il Fuori Salone è anche la grande festa di chi nel design ci lavora, e cioè, nel 99% dei casi, è un lavoratore o una lavoratrice autonoma di nuova generazione che, come chi lavora nella moda, nella comunicazione, nelle nuove tecnologie digitali, non fa parte di nessuna antica corporazione, ordine professionale o settore organizzato e protetto da lobby e apparati gerontocratici. Il restante 1% è costituito dai figli dei titolari che vogliono fare il designer perché è cool. L’esempio migliore è Lapo Elkann: segno che le professioni culturali e creative sono al vertice delle aspirazioni sociali, il che conferma la loro centralità nell’economia del Paese anche a livello di gossip. Del resto la società più capitalizzata al mondo, Apple, è considerata dai fatidici “mercati” un’azienda all’avanguardia nel design.
Una professione nelle industrie creative è la speranza di decine di migliaia di famiglie quando affrontano spese di migliaia di euro per le rette di 39 scuole, istituti e università che, solo a Milano, offrono corsi in vario modo riconducibili alla cultura del design e alla moda. Queste famiglie fanno sacrifici sperando di assicurare un futuro decente, o magari di successo, ai propri figli. Il Fuori Salone è anche la festa degli studenti di design e delle altre discipline culturali e creative.
Ma quest’anno la festa è rovinata in partenza: il futuro e le speranze dei lavoratori creativi, degli studenti e delle loro famiglie è minacciato. Sulla festa del design si aggira il grande vampiro nazionale, l’INPS, pronto a succhiare soldi dalle nuove professioni creative, in cambio di niente, con la sua Gestione Separata. Il futuro delle professioni autonome del design è segnato a morte da una legge incombente che, se approvata, eliminerà le condizioni materiali della loro esistenza.
Autore: ACTA















