Acta l'associazione dei freelance

Sister Acta!

| 22 marzo 2012 | LETTO: 2.020 VOLTE | UN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

Dopo l'incontro a Milano con Sara Horowitz e gli scambi via conference call, Freelancers Union e ACTA si sono riconosciute reciprocamente come SISTER ORGANIZATION con un atto ufficiale dei Consigli Direttivi.

La forza lavoro del futuro si dà voce sul piano internazionale.

Secondo analisi recenti, la forza lavoro del futuro sarà costituita sempre più da lavoratori indipendenti dei servizi professionali. Da diversi anni la Freelancers Union (FU) americana e l’Associazione Consulenti Terziario Avanzato (ACTA) italiana svolgono nei loro rispettivi paesi azione di difesa e rappresentanza dei lavoratori indipendenti. In questi giorni, con decisione congiunta degli organismi direttivi, hanno iniziato un percorso di stretta collaborazione riconoscendosi reciprocamente come sister organization.

Più spazio ai diritti, più forza alla coalizione sociale.

Il loro obbiettivo è quello di creare consapevolezza nell’opinione pubblica del ruolo svolto dal lavoro non salariato sia nell’economia che nella società e di difenderne gli interessi. FU, costituita negli USA alla metà degli anni 90, rappresenta oggi più di 170.000 persone appartenenti a tutte le diverse professioni, ACTA, costituita nel 2003 a Milano, pur essendo numericamente molto inferiore, ha sempre visto nella FU un modello da seguire perché incarna non solo una forza sindacale ma una vera e propria impresa sociale, che aiuta i lavoratori indipendenti ad uscire dalla loro frammentazione e dal loro isolamento.
Da parte sua la FU ha visto in ACTA un partner ideale per la sua grande proiezione internazionale (ACTA è l’unico membro italiano dell’European Forum of Independent Professionals, EFIP) e per la sua impostazione trasversale agli interessi delle diverse professioni.

Per un’uscita dalla crisi di sistema.

Ambedue le Associazioni possono  portare un contributo positivo alla crisi del ceto medio. La collaborazione tra organizzazioni “sorelle” si svilupperà in primo luogo sul piano culturale, per capire meglio le problematiche del lavoro nel postfordismo di qua e di là dell’Atlantico e per trovare soluzioni di sostegno alle professioni indipendenti. Sul piano pratico, i soci di ACTA potranno godere, se si trasferiscono negli USA, dei servizi offerti da FU e viceversa per i soci di FU se vengono in Italia.

New York – Milano, 22 marzo 2012

Leggi il comunicato stampa congiunto (.PDF)

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