Acta l'associazione dei freelance

Le verità di Angeletti sui professionisti

| 21 marzo 2012 | LETTO: 2.064 VOLTE | 8 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Ieri sera (ahimè) non ho resistito dal guardare un dibattito televisivo sul tema del lavoro, mi provocano sempre forti bruciori di stomaco, ma a volte è più forte di me…
Ho assistito alle prime battute di Ballarò in cui il segretario Uil Luigi Angeletti parlava della Riforma del mercato del lavoro esponendo chiaramente tutte le sue certezze.
Ha spiegato dapprima l’importanza di identificare le “finte partite iva” e quando Floris ha segnalato che gli ordinisti restano esclusi da questa norma, Angeletti ha prontamente chiarito che

ovvio, quelli iscritti agli ordini è ovvio, quelli che fanno i professionisti veri….

Poi Floris è passato al tema degli ammortizzatori sociali chiedendo conferma dell’esclusione delle partite iva dai nuovi ammortizzatori sociali e Angeletti ha precisato:

C’erano due scelte: per esempio dobbiamo garantire l’indennità di disoccupazione a tutte le partite iva, il che significa che un professionista normale, che fa la partita iva nel caso in cui lavora di meno gli diamo l’indennità di disoccupazione?.. Io avrei qualche problema. Invece la scelta è stata che tutti quelli che sono dei lavoratori dipendenti vengono tolti dalla partita iva e a quel punto gli si da l’indennità di disoccupazione.

Perchè?

Probabilmente Angeletti, conoscendo a fondo il tema, pensa che un professionista con partita iva sia ricco (e forse anche evasore?) e quindi si possa (debba!) arrangiare, o ancora che se lo sia scelto e quindi ci doveva pensare prima o che sia un po’ come un “padrone” e quindi cattivo e vada punito o ancora pensa che gli ammortizzatori sociali spettino solo a chi il lavoro lo perde del tutto e non solo all’80%.
Il presidente Angeletti conosce bene la realtà delle partite iva perché Uil ha un servizio a loro dedicato dove, come si legge sul loro sito, “persone esperte sanno rispondere ad ogni domanda”.
Chissà cosa risponderanno ai malcapitati iscritti che chiederanno cosa fare ora che le commesse sono diminuite considerevolmente e il fatturato dell’ultimo anno si è ridotto di oltre la metà?
Ma come possono proporsi come coloro che ci rappresentano ai tavoli?

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