Acta l'associazione dei freelance

Il Corriere della Sera evidenzia l’esclusione delle partite Iva dal tavolo delle riforme

| 16 marzo 2012 | LETTO: 1.998 VOLTE | UN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

In un articolo pubblicato dal Corriere della Sera di oggi a firma Dario Di Vico dal titolo “I piccoli:contano solo Confindustria e sindacati” si parla della nostra delusione al sopravvivere della vecchia triangolazione Governo-Confindustria-sindacati. In particolare si legge

(...) Quel triangolo le ha escluse persino dal tavolo e Anna Soru, presidente di Acta (l'associazione dei consulenti del terziario avanzato) sostiene che tutti coloro che nel governo o nei partiti si occupano della riforma continuano «a pensare solo dentro gli schemi del lavoro dipendente e non sanno niente di quello autonomo».

 (…) Tra le partite Iva i mugugni sono ancora più forti. L'impressione è di essere rimasti "figli di un Dio minore" anche in un contesto politico che si era prefissato l'obiettivo di allargare la platea dei rappresentati. E invece, ad esempio, l'intervento sulle finte partite Iva riguarderà solo le professioni non ordinistiche, ricalcando quindi una vecchia bipartizione che ha mandato da sempre in bestia consulenti e knowledge worker. In più i criteri per individuare la finzione sono la monocommittenza e la fruizione di una postazione di lavoro presso il committente. «Ma ciò richiede l'azione degli ispettori del lavoro. E allora se entrano in gioco gli ispettori sono molte le cose che vorremo far verificare» dicono ad Acta. La considerazione più amara riguarda però l'aumento dei contributi previdenziali: c'è il fondato sospetto che li si voglia far salire, per parasubordinati e partite Iva, dall'attuale 28% fino al 33% e quest'operazione per Soru è «inaccettabile».

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