Acta l'associazione dei freelance

Basta! Dateci dei politici con partite iva! e delle partite iva "più politiche"...

| 17 febbraio 2012 | LETTO: 1.956 VOLTE | 8 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

L'altro ieri sul Corriere Ichino poneva la domanda: "quanto costa la garanzia del posto fisso al singolo e alla collettività?". La questione ci riguarda direttamente, visto che di questo costo i lavoratori professionisti rappresentati da ACTA se ne fanno carico in maniera diretta e personale. Su questo si potrà e dovrà, prima o poi, aprire un dialogo.

Ma quello che è indiscutibile sono i costi degli errori - inutili e dannosi per noi e per tutto il Paese - di chi è chiamato a legiferare e ad amministrare la cosa pubblica.

Due inchieste degli ultimi giorni ci portano direttamente al centro della questione. La prima è quella di Report "Quando il pizzo è dovuto per legge": persone che devono pagare migliaia di euro (duecentomila, trecentomila, ventisettemila!?) per poter cumulare i contributi INPDAP con quelli INPS. Più delle cifre dice l'imbarazzo del povero Giuliano Cazzola, chiamato in causa come politico esperto che non riesce a trovare giustificazioni per un errore di politici suoi colleghi. Ma l'errore non basta: per rimediare a quello che più che un ingiustizia si configura come un furto bello e buono,  ci viene detto che "bisogna prima trovare una adeguata copertura finanziaria...". Tra l'altro sembra che solo qualche mese fa Cazzola sia stato tra i proponenti di un ulteriore aumento dei nostri contributi, col solito motivo di "fare cassa"... (ormai tutte le razionalizzazioni di copertura sono saltate e si continua a prendere là dove i rischi elettorali sono minori). Attraverso l'attività di ACTA sappiamo che di errori e incongruenze simili ne verranno ancora fuori tante nei prossimi anni, e lo sanno anche i "tecnici", che però non sono disponibili a intraprendere azioni a nome di chi è oggi sotto-rappresentato e non tutelato.

L'altra inchiesta è quella di Repubblica su "La disfatta dei fondi UE", destinati allo sviluppo: 28 miliardi di fondi strutturali destinati all'Italia per il 2007-2013, ma ne sono stati spesi finora solo 5... Gli altri 23 rischiamo di perderli!

Incompetenza? Malafede?

Inutile discutere a questo livello: chi è responsabile di tali sprechi ed errori dovrebbe dimettersi dall'incarico (senza drammi e tragedie) o almeno non essere rieletti (informatevi gente, a chi state dando il vostro voto?).

Chi lavora in autonomia è abituato a rispondere in prima persona dei risultati con competenza e responsabilità. Ma  questo non basta più. Vedo ancora troppi colleghi che preferiscono "non pensare alla pensione", non si rendono conto che i fondi inutilizzati per lo sviluppo sono tolti dalle nostre tasche, che la flessibilità ha un costo che va anche ripartito socialmente, e che paghiamo più di tutti (più dei professionisti con albo o ordini - fino al 15% in più, poco più dei dipendenti ma con rischi e costi ben diversi).

Essere autonomi vuol dire sviluppare una sensibilità acuta per i fenomeni collettivi sociali ed economici, vuol dire imparare a distinguere chi, fra legislatori e amministratori pubblici, è veramente competente e meritevole di fiducia, vuol dire comprendere la possibilità di agire subito inviando questo messaggio a tutti coloro che non hanno ancora compreso l'importanza di partecipare alla vita associativa e costruire una adeguata rappresentanza dei nostri interessi.

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