Articoli pubblicati nel mese di dicembre 2011
Previdenza, Rappresentanza, Sindacati »
Con l’approvazione della Camera, la tanto contestata manovra “Salva Italia” è passata.
Il dettaglio delle conseguenze sulla nostra condizione di professionisti autonomi, li potremo analizzare e spiegare con calma nelle vacanze di Natale, appena disponibile il testo definitivo e le circolari applicative.
In ogni caso si conferma una botta molto salata e non soltanto a causa degli aspetti pensionistici.
In realtà la nostra categoria è già stata oggetto di tante manovre precedenti, non ultima quella di Agosto che aveva portato l’aliquota contributiva al 27,72%.
Tuttavia con questa manovra saremo colpiti anche in quanto cittadini, consumatori e risparmiatori, dalle accise sulla benzina, la maggiore IVA, i prelievi sui conti correnti, ecc. e soprattutto saremo colpiti dalla recessione, dalla riduzione degli investimenti pubblici e dall’inflazione.
Il nostro appello al Governo non è stato preso in considerazione. Non ci facevamo illusioni, dal momento che il Governo non ha voluto prendere in considerazione voci ben più potenti della nostra. Ed ha saputo mantenere il rigoroso rispetto dei diktat europei a non toccare le banche e non scomodare i grandi patrimoni.
Tuttavia ci conviene stare con le orecchie dritte perché la storia non finisce qui. Sarebbe bello pensare che dopo questo salasso ci si potesse rilassare. Invece no. Continua a leggere »
Autore: Romano Calvo
Associazioni, Freelance USA, In evidenza »
Un’occasione unica, forse storica per gettare un ponte tra l’Italia e il mondo dei freelance americani. Abbiamo approfittato del passaggio di Sara Horowitz in Europa per incontrare la Freelancers Union, l’associazione che più di ogni altra ha saputo dare una voce agli independent worker e alla quale guardiamo da anni con interesse, vista la grande capacità di coalizione e le iniziative sempre ben congegnate (ultima, in ordine, la creazione di un servizio online in cui giudicare i clienti pubblicamente, attraverso balanced scorecard).
In verità è stata lei, Sara, a chiedere a John Brazier (dell’associazione britannica PCG -Professional Contractor Group, con cui siamo in contatto attraverso l’EFIP, gruppo europeo che riunisce le associazioni di freelance) se conoscesse nel nostro Paese la rappresentanza dei lavoratori autonomi e così, passando per Londra, oggi Milano e New York sono decisamente più vicine. L’incontro, davvero molto informale, è servito a presentare alcune caratteristiche del nostro mercato e discutere di problematiche che a tutti gli effetti non sono per nulla distanti, a partire da assistenza, previdenza sociale e tempi di pagamento.
La filosofia che guida l’azione della Freelancers Union – ci hanno ricordato – si basa sull’idea di new mutualism, intorno alla quale la Horowitz si è espressa di recente sulle colonne del New York Times e in una bella serie di articoli su The Atlantic, ovvero sull’idea che sia possibile da una parte trovare reciproco aiuto tra freelance anche nelle piccole cose, su scala locale, disintermediando meccanismi di finanziarizzazione del valore di scambio, dall’altra di condividere risorse e impegno tra i lavoratori per fare fronte a questioni comuni di larga portata, riforme e accordi, in primo luogo affrontando con voce unitaria trattative negoziali con operatori del mondo della sanità, dei servizi o con la stessa politica. Un’idea molto vicina al nostro modo di fare.
Ci hanno chiesto quale fosse la nostra strategia. Fare dialogare il mondo dei freelance, abbiamo risposto, portando allo scoperto, attraverso la stampa, il nostro sito, gli incontri che facciamo o le azioni di protesta e di pressione politica, il valore del lavoro autonomo in Italia, puntando a creare una coalizione di nuova generazione per difendere e guadagnare diritti che non abbiamo ancora. Sul piano dei servizi siamo più indietro rispetto alla Freelancers Union, abbiamo ancora molta strada da fare, ma è proprio per questo che ci siamo lasciati con l’idea che il mutualismo possa esistere ed essere praticato anche a distanza, tra associazioni professionali come le nostre.
Abbiamo lasciato loro una copia del nostro Manifesto e Sara, sempre cortese, ha promesso che darà notizia di questo nostro incontro ai suoi 150.000 iscritti. Possiamo dire di avere posato la prima pietra per questo ponte tra freelance. Ora viene il bello, costruire un buon dialogo.

Sara Horowirtz, seconda da sinistra. I consiglieri ACTA Sergio Bologna, primo a destra, e Dario Banfi, primo a sinistra
Autore: ACTA
Calendario, Eventi, Rappresentanza »
| dic ’11 |
| 19 |
| 16:00 |
Nel 2011, Roma è stata il crocevia dei movimenti dei lavoratori della conoscenza. L’occupazione del teatro Valle il 14 giugno scorso è una delle punte più avanzate di un sommovimento sociale in un settore popolato da almeno 240 mila persone (le statistiche risalgono al 2008), cioè coloro che lavorano con la partita Iva, con i contratti di collaborazione, svolgono un lavoro nello spettacolo, nella consulenza, nella formazione, nella ricerca, nel commercio e nell’intermediazione, considerando anche la fortissima presenza delle comunità immigrate che lavorano nelle micro-imprese, nel lavoro domestico o di assistenza.
Alla luce di questa inedita situazione l’incontro pubblico “La furia dei cervelli”, promosso dall’Associazione dei Consulenti del Terziario Avanzato (Acta-Roma) e l’Associazione italiana per la progettazione visiva (Aiap-Lazio), prova a mettere per la prima volta attorno allo stesso tavolo una larga rappresentanza delle reti, dei movimenti e delle associazioni di categoria del lavoro indipendente e autonomo nella città di Roma. L’elenco riportato di seguito è solo indicativo ed è in corso di aggiornamento. All’iniziativa interverranno tra gli altri Cecilia D’Elia, Assessore alle Politiche Culturali e Vicepresidente della Provincia di Roma e Massimilano Smeriglio, assessore al lavoro della Provincia di Roma. Continua a leggere »
Autore: Adele Oliveri
Associazioni, Calendario, Eventi »
| dic ’11 |
| 16 |
| 16:00 |
In contemporanea all’aperitivo ACTA di venerdì 16 a Milano, gli amici di Alessandria di Lab121 inaugurano il loro spazio di coworking. Siamo passati a trovarli settimana scorsa e abbiamo apprezzato sia lo spazio di lavoro che metteranno a disposizione di professionisti e freelance sia lo spirito d’iniziativa che anima la loro associazione di promozione sociale. In bocca al lupo, dunque, per la nuova avventura di coworking!
Tutte le informazioni sull’openday di Lab121 si trovano qui.
Autore: Dario Banfi
Fisco, IRAP, In evidenza »
Quello dei ricorsi in tema di IRAP è un tema che è stato più volte affrontato da ACTA.
Diversi nostri soci infatti hanno negli ultimi anni annunciato di aver vinto i ricorsi in cui chiedevano il rimborso dell’IRAP, molto spesso in Cassazione (giudizio di 3° grado), dopo aver quindi percorso una strada lunga per far valere le proprie ragioni.
Oggi voglio annunciarvi la mia soddisfazione per aver vinto il ricorso avverso la cartella di pagamento che mi era stata inviata perché ho smesso di pagare l’IRAP non ritenendo di essere assoggettabile al tributo, e soprattutto la mia soddisfazione per aver raggiunto questo risultato con una procedura “fai-da-te”, senza cioè dover ricorrere a commercialisti o avvocati, ma solo avvantaggiandomi dell’esperienza dei miei compagni di lavoro di ACTA.

Autore: Marialuisa Di Bella
Calendario, Eventi »
| dic ’11 |
| 16 |
| 18:30 |
Dopo un anno laborioso, denso di avvenimenti e iniziative dedicate, abbiamo deciso di meritarci un pausa all’insegna della socializzazione e del festeggiamento.
Il Natale è alle porte e ACTA desidera accogliere tutti gli amici, soci e simpatizzanti nella bella cornice del caffè di uno dei Teatri e dei Palazzi storici culturalmente più interessanti della città, Palazzo Litta, di via Magenta 24 a Milano.
Siete quindi tutti, ma proprio tutti invitati al Boccascena Café il 16 dicembre 2011 dalle ore 18,30 alle ore 20,30 per uno stuzzicante aperitivo con finger food (consumazione 10€ a persona).
Vieni con le persone a cui tieni, oppure non temere di venire da solo: qui incontri persone che lavorano e la pensano come te. Conceditelo, te lo meriti! Ti aspettiamo per parlare insieme delle prossime iniziative e scambiarci nuove idee e suggerimenti.
Per motivi organizzativi, ti preghiamo di confermare la tua partecipazione entro il 15/12 inviando una mail all’indirizzo ufficio.stampa (chiocciola) actainrete (punto) it
Grazie e a venerdì!
Autore: Samanta Boni
In evidenza, Leggi e Norme, Pensione, Previdenza »
Le nuove norme pensionistiche che hanno conquistato spazio sulla stampa sono naturalmente quelle più poderose: la stretta sulle pensioni di anzianità, il blocco della rivalutazione delle pensioni superiori a 960 euro, la brusca parificazione dell’età pensionabile tra donne e uomini.
Quanto incideranno sugli iscritti alla gestione separata?
In generale possiamo dire che la nostra situazione è talmente svantaggiosa che queste misure, certamente pesanti per altre categorie di lavoratori, influiscono relativamente poco sulla maggior parte di noi.
La stretta sulle pensioni di anzianità non avrà alcun effetto su collaboratori e professionisti della gestione separata, che di fatto ne erano già esclusi (gli anni nella gestione separata non possono essere sommati agli anni in altre gestioni se non a prezzo di un calcolo interamente contributivo e perciò molto penalizzante).
Il blocco sulle rivalutazioni nei prossimi due anni difficilmente colpirà chi percepisce esclusivamente una pensione da gestione separata, perché si tratta di pensioni largamente inferiori a tale limite, ma potrà interessare chi è titolare anche di altre pensioni.
L’innalzamento dell’età di pensionamento sarà invece una vera “mazzata” per tante donne autonome che faticano a stare sul mercato e che pur avendo una partita iva formalmente aperta, sono di fatto disoccupate. Riguarderà principalmente chi ha maturato una pensione in altre gestioni, perchè le donne che possono contare solo sulla gestione separata in genere, come confermato da segnalazioni di nostre socie, non riescono ad anticipare l’età della pensione perché non soddisfano l’altro parametro necessario (la loro pensione doveva essere pari a 1,2 volte l’importo dell’assegno sociale con vecchie norme a 1,5 con le nuove). Più in generale, tuttavia, l’innalzamento dell’età minima per il pensionamento rappresenta un problema molto grave per tutti (donne e uomini, dipendenti e autonomi), se non saranno introdotte delle deroghe nelle situazioni di disoccupazione.
Il decreto Salva Italia contiene anche altre norme importanti di cui si è parlato molto poco. Alcune misure sono specifiche sulla gestione separata e, seppure insufficienti a farci uscire dalla situazione di apartheid, fanno ben sperare. Ho dovuto leggerle tre volte. Un po’ perché come sempre la lettura dei testi di legge non è mai facilissima. Un po’ perché non ci credevo.
Nel passato tutti gli interventi sulla gestione separata, al di là delle dichiarazioni, si erano risolti quasi esclusivamente in aumenti dei contributi per finanziare operazioni a noi estranee (ricordo gli ultimi due: la recente legge di stabilità del Governo Berlusconi per ridurre i costi dell’apprendistato, l’accordo sul welfare del governo Prodi per ridurre lo scalone).
Nel decreto Salva Italia, invece, le norme specifiche sulla gestione separata sono norme che aspettavamo da tempo e che vanno nella direzione di una maggiore equità.
Proviamo a soffermarci su alcuni punti delle nuove disposizioni (articolo 24).
Autore: Anna Soru
Associazioni, Convenzioni »
Se ancora non avete rinnovato l’iscrizione ad ACTA per il 2012 (a proposito, da qualche giorno si può pagare anche con carta di credito online), da oggi ci sono due motivi in più per farlo. E’ con molto piacere che abbiamo sottoscritto un paio di nuove convenzioni che consentiranno ai soci che lavorano a Firenze e Prato, o che si trovino di passaggio in queste città, di usufruire di due interessantissimi spazi di lavoro.
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Autore: Federico Fischanger
Appelli e Lettere »
Riceviamo e pubblichiamo
Sono una professionista di nome ma non di fatto, per cui per il fisco non sono disoccupata, tant’è che le tasse ci mangiano quel poco che guadagniamo. Mentre i compensi che dovrebbero essere da “consulenti” in realtà sono da “stagisti”. Quindi alla fine, dopo che negli ultimi tre anni ho dovuto integrare il mio reddito con i miei risparmi, ho deciso che non aveva più senso considerarmi una professionista a partita iva e entro dicembre (appena avrò recuperato mancati pagamenti degli ultimi 6 mesi!), chiuderò la partita iva. Il problema è che il settore dello spettacolo è povero in questo paese, soprattutto il settore del non-profit. Quindi anche se si ha una lunga professionalità, si fa prevalentemente “volontariato culturale”. Ad eccezione infatti di poche grandi strutture culturali (anche loro oggi in affanno), il sottobosco culturale romano – e non solo – è formato di piccole associazioni culturali, compagnie di spettacolo, piccoli teatri, che sopravvivono con difficoltà tra adempimenti amministrativi e fiscali, e a mala pena riescono a pagare gli artisti e coprire le spese. Assai improbabile quindi che abbiano risorse per pagare degnamente un responsabile organizzativo o della comunicazione, quale sono io. Io stessa ho una associazione culturale fondata 11 anni fa con cui vado avanti a fatica, che sopravvive perché lavora a progetto, ed ha bassissimi costi di struttura; ma non posso né mantenere me, né altri collaboratori. Quando un nostro progetto va in porto – dopo una estenuante attività di fundraising – allora riusciamo a ricavarci un rimborso spese. Vive discretamente ci si appoggia a un “amico” politico e riesce ad accedere a fondi pubblici, anche se pure quelli cominciano a scarseggiare, quando non arrivano con vari mesi, se non anni di ritardo. Poi c’è il settore degli eventi, ma anche lì la competizione e la guerra è dura, oggi più che mai.
Autore: ACTA
Appelli e Lettere, Libri Articoli Approfondimenti »
Sul Corriere della Sera di oggi 1 dicembre un approfondimento di Dario Di Vico, annunciato in pr
ima pagina e riportato a pagina 16, evidenzia le posizioni di Acta.
Di Vico ricorda i ripetuti aumenti dei nostri contributi pensionistici per finanziare operazioni a noi estranee (l’ultima volta con la legge di stabilità) e l’ancora non risolta questione IRAP. Cita la lettera del Consiglio Direttivo di Acta al Governo per segnalare che sotto molti aspetti é in sintonia con le misure in cantiere: riforma previdenziale con la costruzione di una grande INPS, lotta all’evasione, liberalizzazione delle professioni. Ma ne ricorda anche i caveat riportati nella lettera e ribaditi da un’intervista ad Anna Soru. Così con riferimento alle questioni fiscali:
Oggi si riparla di aumentare l’Iva e Acta interviene per dire che un eventuale aumento sui servizi professionali rappresenterebbe un torto. “Si dice di voler spostare la fiscalità dalle persone alle cose ma noi siamo consulenti e i nostri prodotti sono servizi. Anche da questi dettagli si capisce solo che il lavoro autonomo non ha ancora una sua dignità”commenta Soru. Il tema della tracciabilità dei guadagni non trova obiezione tra le partite Iva. Ad Acta sostengono però che bisogna evitare gli accertamenti senza contraddittorio. Niente da dire su strumenti come gli studi di settore o il redditometro , ma è il fisco che deve dimostrare che “noi abbiamo evaso, non il contrario”.
Sulla previdenza, ricorda la sperequazione della contribuzione dei professionisti con partita iva senza cassa rispetto agli altri autonomi (professionisti con cassa, artigiani e commercianti) e rilancia la richiesta di trasparenza con la busta arancione.
Autore: ACTA












