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Articoli pubblicati in data 29 novembre 2011

Appelli e Lettere, Primo Piano »

| 29 novembre 2011 | 35 COMMENTI | LETTO: 3.591 VOLTE | SHORT URL |

Al Presidente del Consiglio Professor Senatore Mario Monti
Al Ministro del Lavoro e Politiche Sociali Professoressa Elsa Fornero
Al Ministro dello Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti Dottor Corrado Passera

Ill.mo Presidente,
Ill.mi Ministri,

ci rivolgiamo a Voi in forma di lettera aperta nella convinzione che la Vostra azione di governo affronterà nodi strutturali e rigidità corporative che rischiano di far inesorabilmente regredire il nostro Paese e che ogni giorno condizionano, sempre più pesantemente, la nostra attività professionale e la nostra vita di cittadini.

ACTA. Associazione Consulenti Terziario Avanzato.

La nostra associazione rivendica cittadinanza ai diritti dei lavoratori professionali di nuova generazione. Interpreta il loro spirito di libertà e indipendenza. Promuove la loro visibilità sociale e le iniziative che ne difendono i diritti. Vive della partecipazione e del contributo di tutti loro.

Il nostro lavoro consiste nella prestazione di servizi immateriali, cognitivi, alle imprese, alle istituzioni, alle comunità. Una politica di sviluppo fondata sull’innovazione, sulla libera circolazione dei saperi, sulla tutela dei beni comuni, sulla difesa del territorio dal dissesto idrogeologico, sulla responsabilità sociale dell’impresa, sul valore del lavoro professionale che si apre all’Europa e al mondo, in grado di contrastare l’impoverimento delle intelligenze e delle risorse umane, è quella a noi più congeniale e, crediamo, più in grado di produrre occupazione di qualità e progresso.

1. Oltre la rappresentanza degli interessi, per la cittadinanza dei diritti.

Siamo un ceto sociale escluso dalle tradizionali forme di rappresentanza: ordini professionali, sindacati, associazioni imprenditoriali. Siamo il prodotto più visibile del cambiamento sociale: ne siamo l’avanguardia. Oggi, e domani ancor di più, il percorso lavorativo di ciascuno attraverserà varie tipologie di rapporto lavorativo. Non pensiamo ad un improponibile ritorno al passato, ma vogliamo un futuro di pari opportunità per tutte le forme di lavoro. Per questo rivendichiamo un moderno Stato sociale, eguale per tutti i cittadini e frutto di un’equilibrata imposizione fiscale. Continua a leggere »


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Appelli e Lettere, Associazioni »

| 29 novembre 2011 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 315 VOLTE | SHORT URL |

Paga ACTA con Carta di credito onlineCi siamo un po’ aggiornati e da oggi puoi pagare la tua quota annuale di rinnovo ad ACTA anche con Carta di Credito online. Puoi pagare con tutte le carte di credito, PostePay o PayPal. Se invece preferisci pagare con Bonifico Bancario trovi in questa pagina gli estremi per rinnovare la tua iscrizione.

Se ancora non sei Socio ACTA puoi farlo in due rapide mosse, seguendo le nostre istruzioni! Associandoti oggi diventerai Socio anche per questi ultimi mesi del 2011.

Se invece sei già iscritto e vuoi passare a Socio , non ti preoccupare, basta soltanto fare un Bonifico o pagare con Carta di Credito e ti passiamo rapidamente a livello di Socio!

Ricorda che diventando Socio puoi:      

  • contribuire attivamente alla definizione di proposte e partecipare alle scelte che decidono l’evoluzione dell’Associazione. I SOCI possono accedere a un’area riservata e scaricare tutti i verbali delle riunioni e i principali documenti in discussione;
  • aumentare la rappresentatività dell’Associazione e quindi la sua forza con i diversi interlocutori con cui è chiamata a confrontarsi. Costituire velocemente una massa critica di lavoratori indipendenti uniti aumenta la visibilità mediatica e di conseguenza il potere di rivendicazione dei nostri diritti, che potranno essere migliorati in proporzione alla portata stessa delle nostre voci;
  • sostenere anche economicamente la crescita dell’Associazione. E’ bene ricordare che l’associazione non è nata con finalità di lucro, ma solamente per coprire una mancanza di rappresentatività e pertanto la riscossione di una quota ci consente di costruire una piattaforma programmatica completa; sostenere spese vive ineludibili (soprattutto legati alla sede, alla comunicazione e all’organizzazione di eventi) e nel contempo erogare servizi sempre più sofisticati ai soci;
  • partecipare alle Assemblee ACTA e accedere a Servizi esclusivi per i SOCI.

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Eventi, Politiche del lavoro, Sindacati »

| 29 novembre 2011 | 3 COMMENTI | LETTO: 467 VOLTE | SHORT URL |

Sabato 26 novembre presso l’ Università di Milano si è tenuto il convegno “Precarietà e lavoro della conoscenza: proposte a confronto“ organizzato da Flc-Cgil. I lavori sono stati articolati in due parti: relazioni di esponenti del mondo universitario, giornalistico e politico sul tema “Comprendere il capitalismo cognitivo” al mattino, interventi di presentazione e proposta da parte del sindacato e dei rappresentanti delle associazioni e reti di lavoratori della conoscenza al pomeriggio.
Acta ha avuto il suo spazio di intervento, in un contesto alquanto eterogeneo sebbene unito sotto l’insegna del lavoro della conoscenza (Consulta lavoro professionale Cgil, Organizzazione Mayday, Coordinamento nazionale Precari Università, Movimento scuola precaria, Slc-Cgil Milano, Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea, Associazione nazionale per la tutela dei lavoratori over 40, Rete dei Redattori precari, Precari degli Enti di ricerca, Flc-Cgil).
Tutti i relatori hanno portato punti di vista molto diversi tra loro e questo ha tenuto molto alta l’attenzione di una platea comunque meno folta rispetto ai lavori della mattinata.
Tuttavia, si è evidenziata anche in tale contesto di riflessione, e perfettamente riconoscibile, la dualità tra le posizioni di chi opera dentro il maggiore sindacato italiano difendendo posizioni sicuramente obsolete, a confronto con la posizione di chi opera in quel variegato mondo dei professionisti della conoscenza che si è andato a delineare negli ultimi vent’anni. Questi ultimi, pur nelle loro particolarità, convergono nella stessa direzione di richiesta di diritti universali e di welfare come contesto imprescindibile ad esprimere la propria libertà di scegliere il lavoro, sia esso autonomo o dipendente.
Viceversa, i rappresentanti sindacali della CGIL insistono nella loro visione di ricondurre tutto al lavoro standard (dipendente, a tempo indeterminato, tutelato dall’art. 18) agendo sulla leva dei costi per i datori di lavoro, ravvisando inoltre come panacea l’incremento dimensionale delle imprese italiane.
Ma di quale realtà e mondo del lavoro stiamo parlando?

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Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Marialuisa Di Bella