Acta l'associazione dei freelance

Vuoi impugnare la cartella esattoriale? intanto paghi o ti pignorano la casa

| 3 ottobre 2011 | LETTO: 2.336 VOLTE | 9 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Ieri Repubblica ha dato una notizia che rischia di togliere il sonno residuo ai lavoratori con partita iva. In questi anni abbiamo raccolto tante lamentele da parte di colleghi professionisti che si son visti bloccare da un giorno all'altro il conto in banca, l'automobile o la sospensione del pagamento da parte della PA per non aver potuto versare tutte le rate all'INPS (per pagare la propria previdenza, ma tant'è... siamo considerati datori di lavoro e sfruttatori di noi stessi).

Ma a parte le situazioni di chi non ha potuto pagare (e quindi è comunque in torto), tanti di noi hanno ricevuto in questi anni sanzioni e cartelle esattoriali basate su dati inesatti. Molti ci hanno raccontato di esserne venuti a capo, alla fine, ma senza la possibilità di veder riconosciute le spese per avvocato o commercialista e per il proprio tempo: l'erario non è infatti tenuto al pagamento di nessuna spesa o sanzione nel caso di avviso errato.

Ora, sembra impossibile, ma la situazione si fa ancora più grave: come? Leggi l'articolo di Repubblica  "Equitalia, due mesi per pagare poi ti pignorano la casa", nel quale si spiega che in caso di qualunque sanzione, anche nel caso in cui tu voglia fare ricorso, sei tenuto a pagare comunque la somma richiesta entro 60 giorni, prima del processo che definisca chi ha ragione. Se non paghi? partono subito  i provvedimenti per recuperare il debito (prima ci volevano 15-18 mesi): ipoteca su immobili, pignoramento conto corrente o crediti verso terzi, ganasce fiscali su auto...

C'è da aver paura? dite la vostra nei commenti...

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