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Generazione sfruttata: riflessioni al margine

| 3 ottobre 2011 | LETTO: 1.546 VOLTE | 8 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

La trasmissione “Presadiretta” di ieri 2 ottobre 2011 parte con una scena che è ormai un cult: lo show di Brunetta che parla della “peggiore Italia”. Seguono servizi sulle finte partite Iva (archeologi, architetti, giornalisti…), ma anche su altre tipologie di contratto usate a sproposito e con molti abusi (collaborazioni a progetto, associazione in partecipazione, stage) per finire con un “approfondimento” sulla fuga degli italiani all’estero.

Nel complesso il servizio ha avuto la capacità di evidenziare il disastro del mercato del lavoro in Italia, con il proliferare di contratti che hanno l’unico obiettivo di pagare sempre meno, di rendere evidente l’uso vergognoso degli stage e più in generale di dare spazio al grandissimo disagio giovanile. Da segnalare un’intervista davvero da collezione a Michele Tiraboschi. Interpellato per aver certificato come collaborazioni a progetto contratti di lavoro per l'esecuzione di numerose consegne di giornali entro orari ben definiti, il giuslavorista difende il suo operato cercando di dimostrare che si tratta di lavoro effettivamente autonomo.

Tuttavia ci sono state alcune “stonature”.

Una prima stonatura ci tocca da vicino, riguarda le partite IVA.
Il conduttore Iacona ha parlato di 9 milioni di partite Iva, il 15% delle quali (come risulta da una ricerca Ires-CGIL) sono finte. Ne consegue che in Italia ci sarebbero 1.350.000 finte partite Iva!     
Ma i 9 milioni includono le partite iva non utilizzate (che infatti il governo sta cercando di portare alla chiusura con una specifica misura introdotta nella manovra di luglio), le imprese, gli artigiani, i commercianti etc, mentre la ricerca Ires-CGIlL ha messo al centro il mondo delle professioni autonome, che sulla base di dati del Ministero delle Finanze (si veda il post "Quanti sono i professionisti autonomi?")  occupa meno di 2 milioni di persone. Anche ammettendo che la ricerca abbia interessato un campione statisticamente rappresentativo (e non lo è, come precisato dalla stessa ricerca), possiamo dire che le finte partite iva possono essere stimate in meno di 300.000, certamente tante, ma neanche 1/4 di quanto sostenuto da Iacona. Il fenomeno è comunque grave, non si capisce perché debba essere esagerato con un uso così superficiale dei numeri.

Un’altra stonatura è ben più marcata  e riguarda gli italiani all’estero. I giornalisti amano le “storie”, spesso ci capita di ricevere richieste di testimonianze, non di ragionamenti più ampi, perché al pubblico piacciono le “narrazioni”, storie che poi vengono sintetizzate fornendo un quadro generale che non sempre risponde alla realtà. Con questo procedimento Presadiretta ha fornito l’immagine di una Spagna Eldorado, dove trovare un lavoro è molto facile e dove è scontato in pochi mesi passare da un contratto a termine ad uno a tempo indeterminato. Peccato che ciò si scontri con dati spagnoli record sia sulla disoccupazione giovanile (42%!) sia sulla prevalenza di contratti a termine, in seguito ad un processo di flessibilizzazione che continua tutt'ora e che interessa anche gli insider (si veda ad esempio il provvedimento dell'11 giugno scorso che riforma  la contrattazione collettiva). Dati talmente reali che hanno spinto migliaia di giovani (gli indignados), nelle piazze delle principali città iberiche, di cui nel servizio di Iacona non c’è traccia (indignados desaparecidos?). Nessuno nega che le storie riportate siano veritiere, ma non possono essere presentate come emblematiche di tutto il mercato del lavoro spagnolo.

Che dire infine del grandissimo spot pubblicitario a favore della CGIL, immancabilmente presentata come il sindacato in difesa di tutti i deboli? Siamo contenti che la CGIL si sia fatta carico di questa parte del lavoro a lungo ignorata o non capita, ci auguriamo che questo sia uno spunto per ragionare sulle soluzioni praticabili in questo periodo di risorse scarse.

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