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Articoli pubblicati nel mese di settembre 2011

Eventi »

| 30 settembre 2011 | UN COMMENTO | LETTO: 698 VOLTE | SHORT URL |

Mercoledì 28 ho partecipato a Torino ad un’interessante tavola rotonda organizzata dalla Provincia di Torino. E’ stato piacevole finalmente essere al tavolo con interlocutori che parlavano la stessa lingua: tutti sapevano la differenza esistente tra professionisti autonomi ordinisti e non ordnisti e tra professionisti e imprenditori, forse la dimostrazione che il nostro lavoro di sensibilizzazione culturale non è stato vano.
Il pubblico era numeroso, circa un centinaio di persone, e soprattutto era interessato.
Il direttore Bogliari (“ll giornale dele partite IVA”) ha moderato con una competenza non usuale i lavori.

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Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Cristina Zanni

Diritti, Rappresentanza »

| 29 settembre 2011 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.221 VOLTE | SHORT URL |

La scossa del Quinto StatoChe poi quell’11 maggio un terremoto c’è stato davvero, ma forse, influenzato anche lui da conti pubblici, agenzie di rating e fondi monetari, è passato prima dalla Spagna.

A Roma, da quella “scossa del Quinto Stato”, ACTA ha lavorato per propagare il “sommovimento sociale” intorno alla parola d’ordine più importante emersa durante l’incontro: la coalizione. Ci piace immaginare una coalizione ampia, rappresentativa del variegato universo del lavoro autonomo di seconda generazione. Per formare una tale coalizione occorre innanzitutto creare relazioni e dare visibilità ai lavoratori variamente declinati come indipendenti, professionisti (anche ordinisti, perché l’appartenenza a un ordine non è sempre garanzia di tutele, soprattutto per i più giovani), partite IVA, autonomi, parasubordinati, freelance, intermittenti, atipici, a progetto e così via. La diversità delle esperienze delle professioni e dei mestieri è la ricchezza della coalizione. Allargarla significa accrescere le opportunità di sviluppare un’identità collettiva e condividere le problematiche e le proposte, in modo da raggiungere quella massa critica indispensabile per farci sentire e negoziare accordi e soluzioni comuni. Comporre le nostre voci per una “narrazione del presente” alternativa alla dittatura del “pareggio di bilancio” è la prima sfida da vincere per difendere le nostre condizioni di vita e la nostra dignità. Continua a leggere »


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Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Adele Oliveri

Occupazione, Ricerche e Indagini »

| 28 settembre 2011 | 4 COMMENTI | LETTO: 2.842 VOLTE | SHORT URL |

E’ una domanda ricorrente. La risposta è difficile. I dati esistenti non sono coerenti, in più non esiste una definizione unica e condivisa di lavoro autonomo professionale. 

Le stime più citate sono quelle del CNEL di alcuni anni fa, che fanno riferimento a 3,5 milioni di professionisti, ma includono anche professionisti dipendenti. I dati dell’Istat ci dicono che i lavoratori autonomi professionisti sono circa 1 milione nel 2009, 1,5 milioni se includiamo anche collaboratori a progetto e collaboratori occasionali . Ma all’INPS risultano iscritti, sempre nel 2009, circa 900.000 collaboratori: i conti non tornano.

Abbiamo provato a fare un nuovo calcolo a partire dalle statistiche pubblicate dal Ministero delle Finanze per il 2009  ( analisi_dati_2009_irpef   PDF in download). Secondo questi dati i professionisti autonomi in Italia sono 1.300.000 .

 Chi rientra in tale numero? I dati  includono i titolari di partita Iva, ma escludono quelli che hanno avviato o cessato l’attività nell’anno in esame.  Inoltre non identificano i collaboratori a progetto e occasionali.  Sottostimano perciò il lavoro autonomo professionale in senso  ampio, ma hanno il pregio di essere molto affidabili perchè derivano da una fonte universale (e non campionaria come l’ISTAT forze lavoro)  e aggiornata (chi ha interrotto l’attività certamente non compare tra i contribuenti), oltre che di riferirsi distintamente  ai professionisti autonomi (non confusi coi dipendenti, come nelle stime del CNEL) .
Le statistiche sono disaggregate per i principali settori economici, entro i quali occorre individuare le attività professionali.  Oltre alle “attività professionali scientifiche e tecniche”, possiamo includere le “attività di informazione e comunicazione”, “attività finanziarie e assicurative”, “attività artistiche” e “istruzione e sanità”.
Il Ministero delle Finanze, inoltre, distingue i contribuenti per regime fiscale (lavoro autonomo, contribuenti minimi, regime imprenditoriale semplificato e ordinario) . Quali di questi sono riferiti ai professionisti autonomi? 

Se vogliamo utilizzare una defnizione ristretta di lavoro professionale non imprenditoriale, possiamo considerare i percettori di reddito da lavoro autonomo e  i contribuenti minimi che operano nelle “attività professionali scientifiche e tecniche”. Rispondono a queste caratteristiche 725.000 professionisti. Se aggiungiamo chi opera nelle altre attività del terziario avanzato di cui sopra, il numero dei professionisti autonomi diventa 1.140.000 (distribuzione nella “torta” successiva).

Professionisti percettori di lavoro autonomo (inclusi i contribuenti minimi) per area di attività 

Fonte: elaborazioni ACTA su dati MEF

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Occupazione, Politiche del lavoro »

| 26 settembre 2011 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 854 VOLTE | SHORT URL |

Negli USA Obama sta tentando il tutto per tutto presentando l’American Job Act, un vero e proprio piano per l’occupazione da 450 miliardi di dollari (negli States il tasso di disoccupazione è al 9%), con agevolazioni fiscali per le imprese che assumono creando nuovi posti di lavoro, assunzioni nei settori delle costruzioni e dell’educazione e altro. Il piano Usa per il fenomeno della disoccupazione, potrebbe servire per la crescita economica Italia? Dove la previsione è non più dello 0,7% di crescita economica per il 2012?
Se il governo italiano ricorresse a interventi mirati nell’immediato futuro sarebbe in grado di migliorare le stime sulla crescita economica Italia ed Europa 2011-2012? Domanda difficile, bisognerebbe rivolgerla a qualche premio Nobel.
La massiccia perdita di posti di lavoro nel triennio 2008-2010, quindi le misure di contrasto alla disoccupazione, continuano a impegnare i diversi governi planetari. Sarà per questo fatto che il Nobel per l’economia nel 2010 è andato a tre personalità che si sono distinte per i loro studi sul mercato del lavoro: a causa della crisi economica la disoccupazione a livello globale coinvolge 210 milioni di persone (Fonte Fmi).
La Reale accademia delle scienze svedese ha premiato gli americani Peter Diamond e Dale Mortensen e il britannico-cipriota Christopher Pissarides. Il lavoro dei tre economisti ha permesso di capire meglio perché quando l’offerta di nuovi lavori è alta la percentuale di persone disoccupate talvolta non si riduce. La domanda dalla quale l’Accademia partiva era infatti questa: perché nonostante le nuove opportunità di lavoro ci sono così tanti disoccupati? Cosa può fare la politica per ridurre il tasso di disoccupazione? E le risposte sono arrivate con le analisi dei tre, utilizzate anche per studiare nuove politiche economiche per stimolare l’occupazione e per valutare l’andamento del mercato del lavoro. Diamond, Mortensen e Pissarides hanno elaborato alcuni modelli economici per comprendere come avvengono le frizioni nei mercati, così da comprendere meglio le dinamiche che causano la disoccupazione, la disponibilità di nuovi lavori, l’andamento dei mercati e le fluttuazioni nelle paghe. Le loro analisi hanno, per esempio, dimostrato che i sussidi di disoccupazione possono aumentare le frizioni e dunque rendere più lunga e onerosa la ricerca di un nuovo lavoro. Insomma, tanto più sono generosi tanto più possono portare a disoccupazione e tempi più lunghi nella ricerca di un’occupazione.
Interessante.

Ma di quale lavoro si parla negli studi economici e nelle agende governative?

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Primo Piano »

| 23 settembre 2011 | 6 COMMENTI | LETTO: 1.221 VOLTE | SHORT URL |

NUOVO CD ACTA!Si sono chiuse da poco le elezioni interne ai soci ACTA per la nomina di chi rappresenterà nei prossimi anni i lavoratori professionali autonomi iscritti alla nostra assocaizione. Alcuni sono volti già noti, altri new entry.

Anna Soru è stata riconfermata nel ruolo di Presidente e Alfonso Miceli come Vicepresidente.

Cambia invece il Consiglio Direttivo che rinnova buona parte dei tredici Consiglieri. Sei hanno confermato la disponibilità e lavoreranno in continuità con il precedente Consiglio, mentre i nuovi eletti sono sette, ma tutti già da tempo soci attivi. I Consiglieri riconfermati sono Sergio Bologna, Samanta Boni, Romano Calvo, Maria Luisa Di Bella, Adriana Mongelli, Cristina Zanni. I nuovi sono, invece, Dario Banfi, Elsa Bettella, Federico Fischanger, Elisa Marras, Adele Oliveri, Francesca Pesce, Ugo Testoni. La composizione dei Consiglieri si amplia anche dal punto di vista geografico, facendo entrare per la prima volta rappresentanti delle aree di Roma e della Toscana.

Grazie a chi ha votato in questi mesi i nuovi eletti e a tutti quanti buon lavoro!


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Fisco »

| 22 settembre 2011 | UN COMMENTO | LETTO: 3.683 VOLTE | SHORT URL |

Un 37enne che ha aperto la partita IVA nel 2011 rientra nel regime dei nuovi minimi?

E’ quanto si è chiesto un professionista e che per questo ha interpellato l’Agenzia delle Entrate. E l‘ha fatto due volte: la prima volta rivolgendosi ad un’Agenzia locale, la seconda al canale telematico.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate locale è stata:

                2012, 2013, 2014 e 2015 PIVA ingresso nel regime dei “nuovi minimi”
                dal 2016 uscita dal regime dei “nuovi minimi”

Questa interpretazione è coerente con quanto riportato da una parte della stampa (si vedano l’articolo Rivoluzione per i contribuenti minimi e la rubrica l’esperto risponde, sempre sul sole 24 ore)

Il canale telematico non ha però confermato, come si può leggere di seguito

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Calendario, Eventi »

| 21 settembre 2011 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 772 VOLTE | SHORT URL |
set ’11
26
18:30

Il terzo appuntamento, dopo quelli di maggio e giugno, si terrà il 26 settembre alle 18,30  in Viale D’Annunzio, 15

Potete arrivarci con i tram 2 e 14 (P.za General Cantore); 3 e 9 (P.za 24 Maggio), metro 2 (Sant’Agostino)

Siete tutte e tutti invitate/i

Seguite L’Agorà del lavoro anche sul blog: http://agoradellavoro.wordpress.com/


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Calendario, Eventi »

| 20 settembre 2011 | UN COMMENTO | LETTO: 1.174 VOLTE | SHORT URL |
set ’11
28
14:00

A chi ha aperto o intende aprire una partita IVA, segnaliamo a Torino il 28 e 29 settembre un’iniziativa della Provincia di Torino.

In particolare il pomeriggio di mercoledì 28 è interamente dedicato ai “lavoratori della conoscenza“: informatici, creativi, grafici, comunicatori, formatori e consulenti di ogni tipo.

Tra i relatori anche Cristina Zanni di ACTA.

Programma del pomeriggio del 28 settembre

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Senza categoria »

| 13 settembre 2011 | 6 COMMENTI | LETTO: 2.561 VOLTE | SHORT URL |

La drammatica vicenda finanziaria che interessa il nostro paese può e deve essere letta da un altro punto di vista.

Appare ormai con molta chiarezza che, per salvare le banche, il sistema ha deciso di togliere risorse al lavoro. Inasprimenti fiscali (come quello sull’IVA) e contributivi (come quello paventato dal sen. Cazzola ai danni della Gestione Separata INPS), sono soltanto il primo assaggio di misure ben più gravi che saranno varate in autunno.

La nostra protesta non ha alcuna possibilità di essere ascoltata perché la situazione finanziaria è troppo grave. E non saremo certo gli unici a dover pagare. Pagheranno i consumatori, tutti i lavoratori e tutti i piccoli risparmiatori. Si salveranno – forse – le banche.

Il default della Grecia trascinerà anche il nostro paese. Tanto vale prepararci. E magari giocare d’anticipo. Le fonti informative sono numerose. Invito a leggere questo articolo sulla composizione del debito pubblico italiano (http://sollevazione.blogspot.com/2011/05/contro-inchiesta-sul-debito-pubblico.html ), le analisi del financial times sull’insostenibilità del debito mondiale (http://www.ft.com/intl/cms/s/0/21df1e0c-d3c4-11e0-bc6b-00144feab49a.html#axzz1Xq5tJdlh), le riflessioni che in alcuni ambienti si stanno facendo sul possibile default italiano e la conseguente uscita dall’Euro: (http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2011/mese/09/articolo/5350/), e le analisi che si stanno facendo sulle possibili exit strategy (http://www.alternativa-politica.it/2011/09/la-crisi-va-veloce-di-marino-badiale-e-fabrizio-tringali/#more-621 ).

E’ vero,  sono cose troppo grandi per noi e sotto sotto ognuno di noi spera che ce la faremo, sia pure a costo di grandi sacrifici. Ma se il nostro paese non ce la potesse fare?


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Libri Articoli Approfondimenti, Pensione »

| 12 settembre 2011 | 2 COMMENTI | LETTO: 1.266 VOLTE | SHORT URL |

Il 7 settembre scorso il Corriere della Sera ha pubblicato un’interessante lettera del Professor Alberto Brambilla, già sottosegretario al Lavoro e attuale presidente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale (NVSP).

Come molti di noi ricorderanno, l’NVSP è costituito da un gruppo di esperti di previdenza che, per quanto riguarda noi lavoratori indipendenti iscritti alla Gestione Separata INPS, ha il compito di rivedere ogni tre anni
i coefficienti di trasformazione in rendita vitalizia del montante che abbiamo accumulato, in base ad alcune ipotesi di fondo che comprendono, fra le altre, la speranza di vita.

La lettera è   un appello alla presa di coscienza della situazione in cui versa il sistema pensionistico e delle conseguenze di scelte politiche fatte in passato che cominciano a produrre adesso i loro effetti negativi e che hanno comunque spinto  il Parlamento nel 1995, con l’approvazione della legge Dini, a dare un impulso al passaggio del sistema pensionistico dal calcolo delle pensioni con il metodo retributivo a quello con il metodo contributivo. La Gestione Separata INPS è il primo esperimento di fondo pensione dello Stato italiano che eroga pensioni calcolate con il metodo contributivo e i beneficiari ricevono  una rendita calcolata in base ai contributi effettivamente versati, opportunamente rivalutati. Diciamo che, riprendendo uno spunto di Romano Calvo in un commento a un mio precedente intervento, la Gestione Separata INPS è come un TFR, reddito differito che è accantonato nella vita lavorativa per essere erogato sotto forma di rendita vitalizia negli anni della pensione.

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