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Evasione fiscale, estorsione e quattro milioni di nababbi

| 19 agosto 2011 | LETTO: 1.136 VOLTE | NESSUN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

Massimo Gramellini, su La stampa del 18 agosto scorso, riferisce che l’ex ministro Paolo Cirino Pomicino avrebbe proposto che lo stato scriva a quattro milioni e mezzo di società di capitali, società di persone, liberi professionisti e titolari di imprese individuali una lettera invitando  ognuno dei suddetti  soggetti, se vuole evitare accertamenti fiscali nei successivi tre anni, a scucire allo stato stesso un contributo extra di 50mila euro (però rateabili…).

A commento di tale brillante proposta Massimo Gramellini, dopo avere parlato di “ricatto”, ha poi però espresso la preoccupazione che i destinatari dell’ultimatum, cioè i “possessori di fuoriserie e yacht a sbafo”, possano farla franca semplicemente corrispondendo allo stato la suddetta somma di denaro.

A Cirino Pomicino vorrei ricordare che, mobilitando carabinieri, polizia e guardia di finanza (e, se non basta, si può ricorrere anche all’esercito, all’aviazione e, per evidenti motivi, alla marina) con mitra ed altre armi da fuoco spianate, si potrebbe ottenere assai più dei potenziali 200 e passa miliardi di euro da lui ipotizzati con una proposta semplice e collaudata: “O la borsa o la vita!”

A Gramellini, che ha ritenuto opportuno concentrare l’attenzione non su ciò che, nel linguaggio giuridico e non, si chiama “estorsione” ma sul rischio che questi quattro milioni e mezzo di nababbi riescano in un modo o nell’altro di nuovo a farla franca, mi limito  a confessare che credevo che l’industria delle auto di grossa cilindrata e quella della nautica di lusso fossero in crisi. Considerati invece i numeri in ballo, devo dire che mi sbagliavo di grosso...

Vabbe’, la caccia alle partite IVA è ufficialmente aperta e io mi sono rotto: quasi quasi levo l’ancora e salpo… Qualcuno vuole un passaggio?

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