Acta l'associazione dei freelance

Consulenti in festa per il pensionato felice

| 30 agosto 2011 | LETTO: 1.356 VOLTE | NESSUN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

Finalmente buone notizie dal fronte previdenziale. Il governo e l’opposizione hanno riconosciuto le iniquità della gestione separata INPS e si apprestano a mettere a punto un rimedio bipartisan? Sono state abolite le famigerate “finestre” previdenziali, grazie alle quali chi raggiunge l’età pensionabile deve poi attendere rispettivamente 12 o 18 mesi, a seconda che si tratti di un dipendente o di un autonomo, per cominciare a percepire affettivamente l’assegno di quiescenza? Il ministro Calderoli ha precisato che era stato frainteso e che non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello di fare cassa con una bella “segata” alle pensioni di reversibilità delle vedove (tanto poi ci pensa Tremonti a usare la scure con la cosiddetta riforma assistenziale… ). Ma certamente no! Si sta parlando di cose serie, mica di bagatelle da pezzenti…

La buona, anzi meravigliosa notizia è che l’avvocato Felice Crosta, ex presidente dell’agenzia dei rifiuti della Sicilia, dopo una dura battaglia durata ben due anni (altro che i 12 e 18 mesi delle summenzionate finestre…) che ci ha tenuti tutti col fiato sospeso ha finalmente avuto giustizia. La Corte dei Conti ha infatti sentenziato che il Crosta, in base ad una legge regionale voluta nel 2006 dall’allora giunta Cuffaro, ha effettivamente diritto, come lo stesso ex “manager” pubblico non si è mai stancato di gridare al mondo, ad una pensione di 1.369 euro. Mensili? Ma no, il giorno naturalmente, pari a 41.600 euro il mese. Importo che pare collocarlo al primo posto tra i dipendenti pubblici a riposo, superando di slancio - e poi qualcuno ha il coraggio di dire che in Italia nulla si muove… - Carlo Azeglio Ciampi, il quale, prima di essere eletto alla massima carica dello stato, si era assicurato una pensione di 34 mila euro.

E’ bello, riconosciamolo, vivere in un paese come l’Italia con i conti pubblici in ordine, frutto di un’illuminata amministrazione della cosa pubblica, e dove, pur se all’interno di un sistema attento ai bisogni di tutti, vige la più ferrea meritocrazia (qualcuno insinua che la gestione dei rifiuti da parte del Crosta sia stata, per usare un eufemismo, non delle più ricche di successi, ma si tratta sicuramente di maldicenze da comari) e dove magari si dovrà anche un po’ penare, ma alla fine i sacrosanti diritti dei Cittadini (quelli con la “c” maiuscola, ovviamente, come quella di Crosta e di Casta, mica quella minuscola di consulenti del terziario avanzato) vengono riconosciuti.

Ma ora basta parole, torniamo al lavoro: altrimenti al più Felice dei pensionati il meritato assegno come glielo paghiamo?

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