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Il forfettone non favorirà l'imprenditorialità giovanile

| 18 luglio 2011 | LETTO: 15.817 VOLTE | 12 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Il nuovo forfettone nella versione ridotta e corretta è stato sbandierato come una misura a favore dell’imprenditorialità giovanile o delle giovani imprese. Ma non è così.

L’imprenditorialità presuppone la capacità di assumersi rischi e realizzare investimenti e da sempre è considerata una risorsa importante per creare ricchezza e occupazione.

La misura del forfettone (come già il precedente regime dei contribuenti minimi) non può essere considerata a favore dell'imprenditorialità perchè  non si applica se si verificano le condizioni auspicate in un'attività realmente imprenditoriale. L'agevolazione infatti decade se:

  • gli investimenti superano i 15.000 euro in un triennio (la misura sarebbe limitante anche se fosse riferita ad un anno),
  • l’imponibile supera i 30.000 euro l’anno,
  • si assumono dei dipendenti o ci si avvale di collaboratori.

In definitiva saranno fortemente agevolate (l’aliquota al 5% è uno sconto consistente anche rispetto all’aliquota ordinaria minima, pari al 23%) attività nuove a patto che non richiedano investimenti, che non creino altra occupazione, che rendano poco e non crescano! Facile prevedere che molte di queste saranno destinate a chiudere quando non ci saranno più le agevolazioni.

Ce n’era bisogno?

Nella relazione di sintesi del Dipartimento delle Finanze sulle dichiarazioni delle persone fisiche (IRPEF) relative all'anno d'imposta 2009 si legge

dai dati dell’anagrafe delle partite IVA si colgono, anche nel periodo di crisi, interessanti segni di dinamismo soprattutto da parte dei giovani: il tasso delle nuove aperture di partite IVA attivate da parte di soggetti sotto i 30 anni di età sul totale delle nuove aperture risulta, infatti, in forte crescita (il 12,6% nel 2006, è diventato 19,8% nel 2009, e poi 22,5% nel 2010)

Dati che non stupiscono e che mostrano come già l’aliquota al 20% sia stata molto usata dai più giovani.

Invece stupisce (e preoccupa) l’interpretazione del dato. Siamo sicuri che la crescita di queste attività sia “un interessante segno di dinamismo”? E non piuttosto una delle tante conferme dell’imbarbarimento del nostro mercato del lavoro, che ai più giovani (e non solo) ormai offre principalmente contratti occasionali, improbabili lavori autonomi e stage?

La  nuova misura  in finanziaria  sarà molto più distorsiva del regime dei minimi perchè lo sconto fiscale è enorme. Darà ulteriore stimolo alla diffusione della partite Iva in attività che non hanno niente di autonomo, spingerà all’evasione fiscale chi rischia lo splafonamento (e la perdita in toto dell’agevolazione), falserà il mercato perché gli agevolati potranno praticare tariffe più basse di chi paga l’imposta ordinaria. In ultima analisi favorirà anche un’ulteriore caduta dei compensi.

Davvero ne potevamo fare a meno!

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