Acta l'associazione dei freelance

Il Corriere denuncia la morte del forfettone

| 8 luglio 2011 | LETTO: 2.841 VOLTE | 5 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

La morte del forfettone
In un articolo sul Corriere della Sera che inizia in prima pagina dal titolo “Le partite Iva e il rischio di tasse più alte”, Dario Di Vico ben interpreta le nostre reazioni sulla manovra finanziaria.
Scrive infatti:

Prima un sospiro di sollievo e poi invece giù con la calcolatrice a fare i conti.
Lo stato d’animo delle partite Iva di fronte alla manovra di rientro dal debito è altalenante. Il rischio che i contributi previdenziali obbligatori da versare alla gestione separata dell’Inps passassero in una notte dal 26 al 33% ha fatto tremare consulenti e altri professionisti con partita Iva. La norma è stata presa in seria considerazione dalle strutture ministeriali incaricate di preparare “i tagli” ma poi fortunatamente è stata derubricata. E ora però l’attenzione e le preoccupazioni delle partite Iva si è spostata sulla “morte del forfettone”.

Con il decreto Tremonti il forfettone salta o meglio cambia pelle: scende drasticamente al 5% ma solo per coloro i quali hanno iniziato l’attività negli ultimi cinque anni o vorranno iniziarla adesso . (In un primo tempo era stato previsto anche un limite anagrafico, 35 anni, che è stato eliminato nella stesura finale)

Riporta poi stime ACTA sull'aumento della pressione fiscale che ne potrà derivare (+6-9% per chi ha un imponibile tra i 20 e i 30.000 euro) e dà voce al nostro timore  che l'aumento dei contributi possa essere solo rinviato.

Siamo sempre sul chi vive – dice Anna Soru, presidente di Acta – La tentazione di far cassa con i nostri redditi è ricorrente, i sindacati confederali sono favorevoli in linea di principio e, visto che non abbiamo lobby che ci difendono, già oggi paghiamo dieci punti in più dei professionisti tutelati da Ordini.

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